Alma, lucida follia pensando alla Lega Pro. Sartori e la sua anarchia

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25 maggio 2015

Sandro Candelora

Psycho? Una mammoletta al confronto. Hannibal Lecter e il protagonista di Shining? A paragone dilettanti assoluti. Noi abbiamo Matteo Sartori che li mette in fila tutti in fatto di imprevedibili alzate di ingegno, di cui loro malgrado fanno le spese arbitri, compagni, avversari e finanche i tifosi, amici o rivali che siano. In tanti anni che seguiamo l’Alma in effetti non abbiamo mai visto un giocatore come lui. Nel bene e nel male, si intende. Il nostro ha mezzi fisici impressionanti, tali da renderlo in tutto e per tutto assimilabile ad un Gareth Bale della costa adriatica. Progressione inarrestabile, degna di un trequarti del rugby.

Potenza muscolare e facilità di corsa che altri si sognano. Pure le doti tecniche non sono trascurabili e dicono di un dribbling spesso vincente, buone capacità di tiro e senso della rete. L’accostamento più naturale che ci viene in mente è quello assai impegnativo con il grande Dario Hubner, che in granata ha scritto pagine memorabili, ancora vive nel cuore e nella mente dei supporters. Paragone ahimé solo virtuale ché a controbilanciare i molteplici talenti posseduti dall’attaccante romagnolo intervengono le sue frequenti pazziate, un handicap che finisce per renderlo un elemento ancora incompiuto e chissà se perfezionabile in avvenire. Individualista quant’altri mai, avrebbe bisogno di un pallone tutto suo dal momento che sembra innamorato della sfera al punto da ignorare che a calcio si gioca in undici. Narcisista come pochi, si intestardisce nel voler scartare mezzo mondo, perdendo puntualmente il possesso del cuoio, quando sarebbe più opportuno servire il compagno meglio piazzato. Litigioso e attaccabrighe quale un teppista di borgata, pare aver scambiato la sacra arena per un saloon del Far West dove entrare e fare a botte. A prescindere. Non importa con chi e per cosa. Un tipo decisamente ‘borderline’, perennemente sospeso sull’esile confine che separa la controllata razionalità dal totale scatenamento degli impulsi più distruttivi. In definitiva, un invidiabile corpo da incredibile Hulk sul quale poggia una testa da picchiatello alla Jerry Lewis. Che volete farci, del resto. Ormai non lo si cambia più purtroppo e bisogna dunque accettarlo così com’è. Un’adorabile canaglia, che tuttavia preferiamo avere in squadra piuttosto che contro. Perché solo chi osa l’inosabile è protetto dagli dei ed amato dagli umani. Nonostante tutto.

 

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