Il trionfo del Volley Pesaro, capitan Salvia: “Un sogno divenuto realtà”

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26 maggio 2015

PESARO – Il sogno è finalmente realtà. Volley Pesaro vince anche gara2 di finale promozione e batte l’OMIA Volley Cisterna in trasferta per 3-1. Il secondo successo sulle ragazze di Droghei vale la serie A2. Serie A2 che rappresenta un ritorno per la Robur e una prima volta per la Snoopy.

Dopo l’ultimo punto messo a segno da Francesca Babbi, iniziano i festeggiamenti e la commozione non manca.
Una stagione da incorniciare per le ragazze di coach Bertini, terminata sabato sera nel migliore dei modi, conquistando la tanto desiderata serie A.

Valentina Salvia, il capitano, mostra orgogliosa la maglietta del Volley Pesaro

Valentina Salvia, il capitano, mostra orgogliosa la maglietta del Volley Pesaro

Questo successo, come già detto dal co-presidente Sorbini, è “il successo di tutta Volley Pesaro” e allora nessuno meglio di Capitan Valentina Salvia poteva parlare a nome del gruppo e ripercorrere con noi questo esaltante campionato.

Raccontaci le emozioni che questa promozione vi ha regalato. Cosa significa per te essere il capitano di un gruppo così?
“E’ veramente un sogno diventato realtà! Ancora non riesco a credere che abbiamo vinto il campionato, penso che realizzerò solo tra qualche giorno. Essere il capitano di una squadra così completa, omogenea e unita è qualcosa di indescrivibile. Dal primo all’ultimo giorno che siamo entrate in palestra, siamo sempre state tutte insieme. Tutte e 12 unite a chiacchierare anche durante le pause degli allenamenti. Di solito può capitare che si formino dei gruppetti nelle squadre femminili ma quest’anno non è assolutamente successo. Eravamo sempre noi, sempre insieme. Abbiamo sempre lavorato e dato il massimo e quando era il momento ci mettevamo a ridere e scherzare, restando comunque sempre unite. Credo che questo senso di appartenenza ad un gruppo così solido, sia stato poi riproposto in campo. Nei momenti di difficoltà una compagna poteva sempre contare sulle altre senza mai sentirsi sola. Essere il capitano di una squadra come la nostra significa risolvere subito le piccole problematiche che magari insorgono durante una stagione. Non c’è cosa più bella che vedere undici giocatrici che hanno piena fiducia in te”.

Tornando alla serie contro Cisterna, gara2 è stata più dura rispetto all’incontro giocato a Pesaro.
“Gara2 è stata più dura di gara1 ma ne eravamo consapevoli, sapevamo che non ci avrebbero regalato nulla. Siamo andate a giocare in casa loro e le nostre avversarie hanno fatto di tutto per metterci in difficoltà, a partire dal servizio.
Soprattutto nel secondo set abbiamo avuto qualche black-out di troppo e la nostra correlazione muro-difesa non ha funzionato come doveva. Però poi ci siamo guardate in faccia, ci siamo caricate a vicenda e siamo andate a prenderci la vittoria”.

Quando è nata in voi la consapevolezza di poter vincere questo campionato?
“Penso che la consapevolezza di essere una grandissima squadra sia sempre stata in ognuna di noi. Però abbiamo sempre cercato di pensare ad un obiettivo alla volta, senza montarci la testa”.

Se dovessi scegliere i tre momenti più belli di questa stagione, quali sceglieresti?
“Il primo in assoluto è stato quando ho scoperto di essere il capitano di questa squadra. Il secondo quando ho visto giocare tutte le ragazze che solitamente giocano meno, durante una partita di campionato. E’ stupendo vedere che ci sono altre ragazze che hanno la tua stessa voglia di lottare su ogni pallone. Il terzo è stato quando sabato è caduto l’ultimo pallone e mi sono resa conto che avevamo vinto il campionato”.

Avete scritto la storia di Volley Pesaro, cosa ti lascia questa stagione dal punto di vista tecnico e personale?
“Abbiamo scritto la storia di Volley Pesaro, riportando una città e una società dove meritano di stare. Quest’anno mi ha insegnato a superare le difficoltà e a non demoralizzarmi quando sentivo qualche dolore di troppo, o quando le cose non venivano come volevo. Perché purtroppo o per fortuna sono una perfezionista. Tecnicamente ed emotivamente in campo ho imparato a ragionare in modo molto più razionale, soprattutto nei momenti caldi della partita senza farmi prendere dall’emozione”.

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