Le nuove frontiere del sesso estremo… ma NON PRATICATELO

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27 maggio 2015

Astinenza sessodott.ssa Sabrina Dini*

L’Astinenza Coatta esprime il desiderio ossessivo di onnipotenza, che si manifesta con l’astinenza sessuale autoimposta. Come l’anoressia (che implica la rinuncia assoluta del cibo fino a morire di fame) questo disturbo origina dall’esigenza di dimostrare a se stessi e agli altri la propria forza interiore.

Le pulsioni sessuali erodono certezze e aprono crepacci, rinunciare al loro controllo è liberatorio ma comporta deviazioni di rotta e quindi il rischio di derive.

La forma di perversione più difficile da decodificare, interpretare, razionalizzare, è la “castità”. Ebbene sì, la “castità perversa” è una contorta depravazione, elitaria, subdolamente elegante, una nobilitazione sessuale di ritorno assolutamente estranea al concetto di astinenza o verginità.

La degenerazione che porta alla “castità perversa” è dovuta da molteplici fattori, dall’egoismo al narcisismo, dall’egoismo al sadismo concettuale: “attribuisco al mio corpo una sacralità tale da considerarlo inviolabile”, “alimento in te il desiderio pur non ricambiandolo”, “il tuo bramarmi disseta e nutre la mia insaziabile, bulimica vanità”, “sapere che impazzisci per me stimola il mio senso del potere”.

La provocazione sessuale deliberata, senza fini pratici, si perde nella notte dei tempi basti pensare alle “Mille e una notte” dove la bella Sharazad ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale e il sesso, al giorno dopo. Va avanti così per mille e una notte (che è un modo di dire per indicare un periodo di tempo molto lungo); e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

Siamo nell’era di internet dove tutto è alla portata di un clic: ci serve una macchina nel giro di un’ora? Sappiamo dove trovarla, possiamo scegliere colore e optional. Fino a dieci anni fa per fare tutto ciò ci impiegavamo, se ci andava bene, un mesetto ma ve la ricordate l’emozione che avevamo il giorno del ritiro? I dubbi e le speranze che la macchina che ci saremmo trovati di fronte era quella che ci eravamo immaginati o che vedendola ci saremmo accorti che di quel colore era orribile e che dal coupon la immaginavamo diversa? Eh sì, perché il colore dell’auto lo potevamo scegliere da un blister di rettangolini di 10×5. No dico, vi sembrava una cosa semplice immaginare la tua macchina rossa in base al rosso che vedevi in quella linguetta?

E che ne dite di trovare un uomo o una donna? Vi ricordate quanto ci voleva? Dovevi 1) individuare chi rispondesse ai tuoi sogni ; 2) vedere se chi rispondeva alle tue speranze poteva contraccambiare 3) e se all’altro non interessavi abbassare le aspettative o sognare la luna con il rischio che spesso il sogno rimaneva tale. Tutto ciò erano mesi di speranze, tattiche, delusioni, vittorie… mesi di emozioni.

Ma questo mondo “incivilmente frustrante” è finito …oggi c’è Google!!!

La facilità e la velocità con cui oggi possiamo “accaparrarci” un coito ingigantisce a dismisura il bisogno di vaporizzarsi in “desiderio” e rimanere tale il più a lungo possibile: “Quando sarò tua cesserò di essere una meta da conquistare e diverrò proprietà acquisita, a quel punto il desiderio si trasformerà in possesso e io non avrò più nessun potere su di te”.

Il mantenere il più a lungo possibile l’attesa si traduce in un bisogno di vivere le emozioni che la “velocità” di oggi ci preclude di voler far sesso con l’altro per il bisogno di fondersi con l’altro e non per il bisogno di appagare se stessi, insomma che l’atto sessuale non sia la meta a cui si ambisce ma una tappa.

C’è chi ha bisogno di sesso fine a se stesso, ma c’è anche chi ha ANCHE bisogno di sesso.

Ognuno di noi è un’entità a se stante con sogni e bisogni propri i cui unici limiti sono il benessere proprio e il rispetto dell’altro, quindi va bene anche la “castità sessuale” ma che non diventi l’idea pervasiva di sesso, altrimenti si cade nell’autocelebrazione, nell’auto isolamento sessuale fino ad arrivare ad una esasperazione ed a una estremizzazione dell’amor proprio che si sublima nell’esclusivo godimento cerebrale, relegando quello della carne ad essenziali, fisiologiche pratiche onanistiche.

Nel film “Angelica” di Mitchell Lichtenstein prossimamente al cinema sarà toccato l’argomento dell’astenia sessuale…

*DeSidera

DeSidera: chi siamo

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’ associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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