I matti del Duce, una linea parallela tra la follia di ieri e la strumentalizzazione di oggi

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29 maggio 2015

C’è una linea parallela che può correre tra lo stigma, la vergogna, il pregiudizio di oggi e la strumentalizzazione della follia di ieri. C’è un accostamento storico, ricostruito con rigore bibliografico e documentale encomiabili, che il ricercatore dell’università di Macerata, Matteo Petracci, ha realizzato per Donzelli Editore con “I matti del Duce”. La pubblicazione è stata colta da Vito Inserra, presidente di Libera.mente, per riflettere e analizzare l’attuale periodo storico latente che, sempre più spesso, ci mette di fronte a preoccupanti periferie sociali. L’opera di Petracci mette in luce come l’utilizzo della legge sui manicomi del 1904 venne strumentalizzata dai fascisti per togliere di mezzo quanti non si allineavano al regime: questa rilettura storica è stata al centro della discussione avvenuta con gli assessori Mascarin e Marchegiani, il direttore del reparto di Psichiatria Badioli, l’autore e lo stesso Vito Inserra. “Nello scacchiere della regione Marche – ha spiegato Inserra – la giurisdizione di Fano, dal punto di vista psichiatrico, è la più sofferente per le risorse umane ed economiche: a Fano servirebbero 90 persone, ce ne sono 42. Inconcepibile. Do atto al presidente del Consiglio comunale Renato Claudio Minardi che, per la prima volta, due mesi fa, con grande sensibilità se ne sia parlato in un consiglio tematico straordinario dedicato a salute mentale e psichiatria: era la prima volta. Chiederemo alla Regione un’adeguata presenza nelle scelte e nell’economia della cosa pubblica. Ma questo vuole essere anche un momento di riflessione più ampio: i manicomi nel frattempo in Italia sono scomparsi, adesso scompariranno anche gli ospedali psichiatrici giudiziari. Siamo in un periodo in cui il legislatore , così come fece con la legge 180 di Basaglia, ha preso decisioni importanti. Dobbiamo abituare e preparare il paese e l’opinione pubblica a queste decisioni. La preoccupazione è che continui a esserci disattenzione o inadeguata attenzione su questioni che interessano ormai aspetti fondamentali della vita basati sulle fragilità come i nuovi poveri, gli emigrati, la salute mentale, gli anziani non autosufficienti”.

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