Stroncata la banda del rame: rom, campani e milanesi avevano rubato 50 quintali di metalli. Fatale il colpo da Guerra a Pesaro. Le foto degli arrestati fornite dalla polizia

di 

3 giugno 2015

La banda era formata da campani, rom e milanesi. Avevano base a Rimini e nel tempo avevano rubato quasi 50 quintali di metalli pregiati nella nostra zona. Per questo, con l’accusa di furto e ricettazione, sono state denunciate in stato di libertà 8 persone dopo l’operazione “Metal detector” condotta dalla squadra mobile di Pesaro, di Rimini e dalla gendarmeria di San Marino.

Pesaro era finita nel loro mirino a fine 2014 dopo il maxi furto di alluminio avvenuto nella ditta di trasporti di Graziano Guerra. Proprio dalle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, nell’occasione, la polizia è riuscita a risalire a tre componenti della banda sorpresi poi in un capannone di Rimini, all’opera sul rame da rivendere a 7 euro al quintale. Alla banda sono stati attribuiti altri 5 colpi avvenuti nel nostro territorio.

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA E LE FOTO FORNITE

Operazione della Polizia “Metal Detector” – Comunicato stampa del 16.05. 2015.

La Polizia di Stato in collaborazione con la Gendarmeria della Repubblica San Marino, al termine di complesse indagini, ha disarticolato una agguerrita banda specializzata in furti di metalli pregiati ed in particolare di rame.

I fatti risalgono alla fine dell’anno 2014, allorchè gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Pesaro e Urbino iniziavano ad indagare su un ingente furto di allumino, consumato ai danni di una ditta con sede in questo Centro. Nella circostanza, grazie anche alle riprese delle telecamere di videosorveglianza, venivano identificati 3 soggetti, tutti italiani di età compresa fra il 25 ed i 43 anni, già noti alle Forze dell’Ordine, ritenuti far parte di una sodalizio criminale specializzato in tale tipologia di reati. Gli stessi, sottoposti a stretta sorveglianza, nel periodo successivo venivano sorpresi dagli uomini della Squadra Mobile, collaborati dai colleghi della Squadra Mobile di Rimini, all’interno di un capannone del capoluogo romagnolo, intenti a “spellare” grossi cavi elettrici in rame, per un peso complessivo di circa 24 quintali. I tre venivano denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato in relazione all’episodio verificatosi nel pesarese. Il prosieguo delle indagini consentiva di identificare e denunciare , sempre in stato di liberà, ulteriori cinque uomini, anch’essi italiani, di età compresa fra i 40 ed i 50 anni e noti alle Forze dell’Ordine, gravitanti nel riminese, facenti parte della medesima banda. Inoltre venivano ricondotti all’attività del medesimo gruppo altri cinque colpi effettuati in questa ed in altre Provincie italiane. Per quanto concerne la provenienza dei cavi i rame sopra menzionati, gli accertamenti esperiti di concerto con la Gendarmeria di San Marino consentivano di appurarne la provenienza da due ingenti furti, consumati ai danni di due imprese ubicate nel territorio di quello Stato. In particolare, in un caso erano stati sottratti elettrodi in rame e graffite, che costituivano stampi per la produzione di componenti in plastica, brevetto esclusivo della ditta che, di conseguenza, si era vista costretta a bloccare la produzione, con grave danno economico. L’ulteriore impulso dato alle indagini, consentiva, in breve tempo, di risalire ad un capannone in costruzione sito in Rimini e di recuperare gli elettrodi in questione ed altro materiale in bronzo ed ottone, per circa 20 quintali, che ivi si trovava occultato. Il fenomeno dei furti di rame ed di altri metalli pregiati, per i gravissimi danni che provoca all’economia, ai trasporti ed alle comunicazioni, è particolarmente attenzionato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che negli ultimi anni ha avviato campagne mirate al suo monitoraggio ed alla repressione.

Nell’occasione si segnala il bel gesto di Coli Florenza, una cittadina pesarese di 54 anni, che rinvenuta sulla pubblica via un portafogli contenente oltre a carte di credito e documenti, anche la somma in contanti di euro mille circa, lo ha immediatamente consegnato presso la Questura per la restituzione al legittimo proprietario.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>