Leonardi non lascia: “Decido io se cedere la Vis, per ora avanti con una squadra sostenibile”

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4 giugno 2015

Un momento dell'assemblea della Vis di oggi

Un momento dell’assemblea della Vis di oggi

PESARO – Un’ora e mezza di monologo. Leandro Leonardi, il co-presidente della Vis Pesaro con quote societarie pari al 50%, ha parlato del presente e soprattutto del futuro del pallone pesarese. All’hotel Flaminio, davanti a una folta schiera di curiosi formata esclusivamente da genitori dei ragazzini delle Giovanili (i tifosi organizzati hanno disertato in segno di protesta), Leonardi ha messo insieme un concetto dopo l’altro, su quel che è stato e quel che sarà.

Il punto focale è che non ha un’impellente necessità di lasciare: “Non alzo bandiera bianca. Non cederò la Vis al primo arrivato”. Il direttore ha ammesso di essere stanco, ma di sentirsi in dovere di andare avanti, “anche se il prossimo anno delegherò molto”. “Le risorse le troveremo – ha aggiunto – Cederemo qualche ragazzino delle Giovanili e ripartiremo dalla base di giocatori che sono tesserati che hanno anche esperienza di serie D”.

A meno che non si materializzi qualcuno interessato a rilevare la Vis: “Ma deve essere una persona seria, vogliosa di portare avanti il progetto iniziato anni fa. In quel caso sono disposto a regalare le mie quote. Oppure ridarei la Vis al Comune, ma il giorno in cui verrà ristrutturato lo stadio Benelli”.

Difficile un matrimonio col Vismara – “La nostra porta è aperta, però hanno suonato al campanello sbagliato” la frase sibillina -, Leonardi poi ha voluto sgomberare il campo da qualsiasi voce maligna che si è sviluppata sul suo conto: “Mai preso un euro dalla Vis. Però non è vero che l’ho ottenuta gratis, visto che quando presi le quote c’era una situazione debitoria che mi sono accollato assieme a Claudio Pandolfi: tra Iva e mutuo già acceso, 123.000 euro”.

Fatto il mea culpa su alcune scelte tecnica dell’ultima stagione culminata col ritorno in Eccellenza, Leandro Leonardi ha poi tirato in ballo l’amministrazione comunale: “Capisco il sindaco quando dice che in città ci sono altre priorità, però la verità è che dagli sponsor che ci ha segnalato è arrivato il 50% circa di quanto promesso. E’ stato come mandarci in trincea senza le munizioni concordate. Non faccio nessuna colpa alle istituzioni, però non è vero che sono stati rispettati gli impegni presi”.

Leonardi ha poi rivelato di aver respinto le dimissioni del d.s. Pietro D’Anzi, prima di reagire con forza a quello che lui chiama “bombardamento continuo” da post-retrocessione. “Pesaro è una città di 93.000 abitanti ma per il calcio è come se fosse un paese di 5.000 anime. Lo dimostrano i 165 abbonati alla Vis, a fronte dei 3.500 della Vuelle. So bene che nel calcio si passa dalle stelle alle stalle, però gli insulti non li accetto”. E poi via con una lunga lettura degli sms di stima recapitategli al telefonino, a dimostrare – a suo dire – come in tanti siano rimasti al suo fianco nonostante il ritorno in Eccellenza.

Si andrà avanti, dunque, con una linea giovane, perché “noi dobbiamo essere l’Empoli o l’Atalanta, non il Real Madrid né la Juventus”. “Spero vivamente – la chiosa – che gli sponsor che ci hanno assistito nell’ultimo anno continueranno a sostenere la Vis Pesaro. Mi dispiacerebbe se qualcuno non rinnovasse, perché mi dimostrerebbe che quell’impegno aveva altri fini”.

Dopo Leonardi, hanno preso la parola il vicepresidente Francesco Fornaci, che ha garantito massima chiarezza e trasparenza ringraziando il sindaco, e il co-presidente Claudio Pandolfi, il quale ha di fatto chiesto a tutti di star vicino alla Vis.

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