Eccellenza “Urologia”, lunedì tre nuovi interventi con Atoms: da Vienna arriva l’inventore Wilhelm Bauer

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5 giugno 2015

PESARO – Squadra che vince non si cambia. E’ andato talmente bene il primo intervento nelle Marche di inserimento di un nuovo dispositivo per l’incontinenza urinaria, avvenuto lo scorso dicembre, che Wilhelm Bauer, del dipartimento di Urologia di Vienna, nonché inventore del nuovo sling “regolabile” chiamato Atoms, ha già programmato altre tre operazioni per lunedì 8 giugno. Stesso ospedale, il presidio San Salvatore di Pesaro, stessa sala operatoria e stessa equipe, quella del primario di Urologia di Marche Nord Valerio Beatrici. Non solo: già si parla di trasformare l’Urologia di Marche Nord in centro di riferimento per questo tipo di trattamento e dispositivo.

Un dispositivo che cambia la qualità della vita agli uomini che dopo l’intervento alla prostata e l’asportazione del tumore, devono convivere con l’incontinenza urinaria: “Nel 20% dei casi è transitoria ma per alcuni uomini è un effetto collaterale permanente che si deve affrontare – spiega Beatrici -. In questi casi l’intervento più frequente è rappresentato dal posizionamento dello sling fisso, ossia un dispositivo per il contenimento delle urine. Purtroppo il limite di questo dispositivo, comunque il più diffuso anche per i costi contenuti, è che dopo l’impianto non è più possibile calibrarlo sul singolo paziente: se le perdite urinarie continuano o si verifica una ostruzione della minzione, non c’è modo di intervenire in ambulatorio. O si torna in sala operatoria, o si convive con questo problema”.

E il dispositivo impiantato a dicembre, e quelli che verranno inseriti lunedì 8 giugno, superano proprio questo limite. “Viene usato nelle strutture del Nord Italia e nel Lazio, ma nelle Marche siamo stati i primi. Ai tre pazienti che verranno operati lunedì da me e dal mio staff con la supervisione di Bauer – conclude Beatrici – applicheremo questo dispositivo che consente al chirurgo di variare la compressione sull’uretre nel corso dei controlli ambulatoriali. Insomma, con questa tecnica è tutta un’altra storia”

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