L’Arma celebra i 201 anni. Ecco i 10 premiati pesaresi, a Cimichella per aver messo in fuga 4 malviventi alle poste di Gallo di Petriano

di 

5 giugno 2015

L’Arma dei Carabinieri, custode dei valori e della sicurezza delle comunità non solo nazionali, si affaccia al III secolo di vita

L’Arma Dei Carabinieri nasce il 13 luglio 1814 come “Corpo Dei Carabinieri Reali” per volere di Re Vittorio Emanuele I con la promulgazione delle Regie Patenti, nelle quali viene sancito il duplice compito della difesa dello Stato e della tutela della Pubblica Sicurezza.

Con l’avvento della Repubblica Italiana, la denominazione diviene quella di “Arma dei Carabinieri, Prima Specialità dell’Esercito Italiano”.

Successivamente, il 31 marzo 2000, l’Arma dei Carabinieri assume il rango di Forza Armata.

L’anniversario della fondazione è il 5 giugno, in ricordo della prima Medaglia D’Oro al Valor Militare conferita alla Bandiera nel 1920, per l’eroica partecipazione dei Carabinieri al conflitto mondiale.

La Patrona è la Madonna “Virgo Fidelis” (Maria Madre di Gesù), raffigurata con in mano un libro aperto, ove è vergata la frase “Sii fedele sino alla morte”, frase contemplata nel versetto 2:10 del Libro dell’Apocalisse di Giovanni, che riprende il motto “Nei Secoli Fedele” usato dal 1914, in sostituzione del precedente “Usi obbedir tacendo e tacendo morir”.

L’Arma, per rispondere adeguatamente alle istanze di sicurezza del cittadino, nell’ambito di un’ampia collaborazione inter istituzionale, è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto alla criminalità diffusa ed organizzata, aggiornando costantemente compiti, strutture e responsabilità delle proprie articolazioni interne per sviluppare una strategia d’intervento che, oltre alla prevenzione e repressione dei reati, svolga una funzione di rassicurazione sociale.

Le Stazioni Carabinieri, con la capacità professionale e la sensibilità umana dei loro componenti, sono espressione piena e concreta della vicinanza dell’Istituzione alla gente. Capillarmente diffuse sul territorio nazionale, nella quotidiana azione al servizio dei cittadini, sanno provvedere al bene comune svolgendo non solo i servizi di prevenzione e di contrasto alla criminalità, ma offrendosi come luogo dove il cittadino può ricevere un aiuto, un consiglio, un parere sereno e imparziale per dirimere un dissidio privato.

La vigilanza preventiva, attenta e ininterrotta e l’elevata prontezza d’intervento caratterizzano l’impiego delle pattuglie dei Nuclei Radiomobili delle Compagnie, il cui coordinamento è affidato all’elevata professionalità dei militari delle centrali operative, presso le quali è attestato il numero di emergenza “112”.

Nelle investigazioni più complesse vengono attivati i Nuclei Investigativi dei Comandi Provinciali, mentre se una attività criminale ha ramificazioni a livello regionale o nazionale, subentra il Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.). Varie articolazioni del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) presenti sul territorio nazionale garantiscono all’occorrenza il necessario supporto tecnico-scientifico agli investigatori. In casi estremi entra in gioco il Gruppo di Intervento Speciale (G.I.S.), costituito da paracadutisti incursori, in grado di pianificare ed eseguire azioni militari per neutralizzare terroristi, criminali pericolosi, o liberare ostaggi.

L’attività dell’Arma è proiettata anche oltre i confini nazionali, mediante la partecipazione alle missioni di pace che, nel corso degli anni oppure tuttora in corso, si sono svolte in Iraq, Cisgiordania, Bosnia, Afghanistan, Kosovo, Libano, Cipro, Congo e Georgia.

A Pesaro, la cerimonia per il 201° annuale della fondazione dell’Arma, in programma per le ore 10.30 di venerdì 5 giugno presso la Caserma intitolata al “Carabiniere Medaglia d’Argento al Valor Militare Robusto Antonelli”, ubicata in via S. D’Acquisto n.2, si è svolta in forma sobria, ma solenne, in linea con i principi che ispirano l’Istituzione.

La consuetudine vuole anche che, per l’anniversario della fondazione, sia reso noto il bilancio complessivo dell’attività condotta dagli uomini e dalle donne dell’Arma su tutto il territorio provinciale, bilancio che risulta positivo e che concretizza la quotidiana e costante azione di prevenzione e contrasto al crimine svolta dai Carabinieri di Pesaro e Urbino, attraverso la propria articolazione che prevede un Reparto Operativo, 3 Compagnie e 34 Comandi Stazione, questi ultimi unici presidi dello Stato in 49 dei 52 comuni della provincia.

Dall’esame dei dati statistici riferiti al periodo 1 giugno 2014 – 31 maggio 2015, le attività del Comando Provinciale hanno riguardato il perseguimento di 8.686 reati (pari all’83% del totale dei 10.490 reati commessi), per i quali sono stati individuati gli autori in 2.287 casi (oltre il 26%).

Sono stati dunque arrestati 285 colpevoli e denunciati in stato di libertà all’A.G. altri 2.157 (di cui, rispettivamente, 154 e 630 stranieri).

La prevenzione ed il contrasto dei principali reati predatori (furti e rapine) sono stati perseguiti con particolare impegno, attesa l’incidenza sul totale dei reati perpetrati (la loro somma ne rappresenta il 58%), oltre che per il maggiore allarme sociale che suscitano.

Nel periodo in esame, le rapine oggetto di indagini da parte dell’Arma sono state 27; scoperte in 11 casi, pari al il 41% del totale, con 24 autori arrestati ed altri 8 deferiti in stato di libertà.

Per ciò che riguarda i furti, ne sono stati perseguiti 4.891 e scoperti 323, con 105 colpevoli arrestati e 355 deferiti in stato di libertà.

Sono stati 68 i reati di ricettazione denunciati, 59 dei quali scoperti, con 4 colpevoli arrestati e 79 deferiti in stato di libertà.

Le indagini relative a 21 estorsioni hanno condotto a scoprirne gli autori 12 casi, per i quali sono stati arrestati 12 responsabili e deferiti in stato di libertà altri 8.

In materia di stupefacenti si è proceduto all’arresto di 65 persone ed alla denuncia in stato di libertà di altre 78, con il conseguente sequestro di oltre 24 chilogrammi di droga complessivi, costituiti principalmente da hashish e cocaina, nonché da eroina ed anfetamine; sono stati inoltre 67 (tra cui 6 minori e 5 stranieri) i segnalati al Prefetto quali assuntori di sostanze stupefacenti.

Incessante è stato lo sforzo per rendere particolarmente incisivo il controllo del territorio attraverso un maggiore numero di militari impiegati nei servizi esterni, grazie alla costante semplificazione ed informatizzazione dell’attività burocratica.

I reparti del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino hanno infatti garantito anche nel periodo in esame 20.492 servizi esterni (tra pattuglie, perlustrazioni e servizi consorziati in tutta la provincia), con l’impiego di 39.210 militari, oltre a concorrere ai 427 servizi di Ordine Pubblico, cui hanno preso parte 1.433 militari.

L’impegno nell’esecuzione dei servizi esterni ha conseguito tangibili risultati in ordine al numero delle persone, dei mezzi e dei documenti controllati (rispettivamente oltre 63.049, 42.762 e 17.695), sia con finalità di prevenzione dei reati che di controllo alla circolazione stradale.

A margine dei risultati dell’attività operativa propriamente detta, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno proseguito, con convinzione e passione, l’iniziativa attuata da diversi anni in collaborazione con le strutture scolastiche e consistente in una serie di conferenze nelle scuole finalizzata ad infondere nei bambini e negli adolescenti di oggi la cultura della legalità, nonché sensibilizzarli – con argomenti attagliati alle rispettive età – sui corretti compor-tamenti durante la circolazione in strada, sui pericoli derivanti dalle sostanze stupefacenti e dall’abuso di alcool, oppure – per i più grandi – sulle problematiche giovanili più attuali, quali lo “stalking”, la “pedopornografia” e il “bullismo”.

Per leggere i nomi e le motivazioni di tutti i premiati pesaresi clicca su Elenco premiati 2015

201° anniversario fondazione Arma dei Carabinieri

IL DISCORSO:

Ringrazio le Autorità civili, militari e religiose, gli illustri ospiti, i colleghi gli amici per essere qui presenti in occasione della ricorrenza del 201° Annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

In particolare rivolgo un saluto a S.E. il Prefetto di Pesaro ed Urbino il Dott. Luigi Pizzi, al Sindaco della Città di Pesaro che ospita il Comando Provinciale dei Carabinieri dott. Matteo Ricci, a S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Pesaro Mons. Piero Coccia. Un ringraziamento per essere qui presenti ai signori Parlamentari della Repubblica, grazie per essere intervenuto al Presidente della Regione Marche dott. Luca Ceriscioli. Saluto il presidente della Provincia, il Signor Presidente del Tribunale di Pesaro dott. Mario Perfetti, il Signor Procuratore della Repubblica di Pesaro dott. Manfredi Palumbo, la dottoressa Simonetta Catani che qui rappresenta la Procura della Repubblica di Urbino, il Magnifico Rettore dell’Università di Urbino, il Signor Questore Dott. Antonio Lauriola, ringrazio per la presenza il Comandante della Gendarmeria di San Marino. Un saluto a tutti i colleghi e, mi pregio di dire, amici che incontro al tavolo per il coordinamento dell’ordine e sicurezza pubblica. Ringrazio per aver aderito al mio invito il consiglio di base della rappresentanza militare intervenuto da Ancona. Un saluto affettuoso inoltre ai colleghi ed amici dell’Associazione provinciale dei Carabinieri in Congedo e con loro al nostro coro di Senigallia, una bellissima forma di associazionismo che ha radici nella grande famiglia dell’Arma dei Carabinieri, e infine un grazie ai ragazzi delle scuole ed ai loro insegnanti, che ho sincero piacere di vedere qui stamane, grazie ai ragazzi dell’istituto alberghiero Santa Marta, anche loro qui presenti e che fattivamente partecipano per la realizzazione di questo nostro evento.

Con orgoglio quest’anno, nella funzione di Comandante Provinciale dei Carabinieri, mi trovo a celebrare il 201° anniversario della fondazione dell’Arma.

Voglio rivolgere il mio primo pensiero ai nostri caduti, nei confronti dei quali è doveroso il senso di riconoscenza, esempio di chi, non per scelta ma certamente per amore e fedeltà verso le Istituzioni del nostro Paese, non ha temuto di porre a repentaglio il bene supremo della propria vita. Ad essi la nostra memoria è dovuta.

A nome di tutti i Carabinieri che in questo momento rappresento e dei quali mi faccio portavoce, esprimo a voi tutti sentimento di riconoscenza per essere intervenuti così numerosi, qui oggi, per prendere parte a questa cerimonia. La vostra presenza le conferisce solennità e prestigio ed è testimonianza dei sentimenti di affetto e del riconoscimento di cui gode la nostra Istituzione, stima condivisa, che si è sedimentata nel corso di due secoli trascorsi, durante i quali si è costruita la storia dell’Arma dei Carabinieri, attraverso l’opera degli Italiani che nel tempo hanno deciso di indossare l’uniforme e diventare “Carabiniere”, contribuendo alla generazione della Istituzione così come la conosciamo.

Il corpo dei Carabinieri Reali fu istituito nel giugno del 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoia. Oltre due secoli di vita sono trascorsi, durante i quali l’Arma dei Carabinieri ha partecipato a tutti gli eventi più significativi della storia degli italiani, guadagnandosi, nel tempo, un vasto riconoscimento popolare che ancora oggi la contraddistingue.

La parola Carabiniere nell’immaginario collettivo è sinonimo di valori morali preziosi, che si compendiano nel concetto di fedeltà, espresso peraltro nel noto motto che identifica l’Arma dei Carabinieri “Nei Secoli Fedele”.

Fedeltà alle istituzioni dello Stato, dichiarata con il giuramento prestato da ogni singolo militare dell’Arma, virtù che in modo sostanziale si riverbera nella Fedeltà che intimamente il Carabiniere esprime nel suo agire quotidiano.

Fedeltà è una categoria etica che esprimiamo nel concreto in irreprensibilità morale, dedizione al bene comune, vicinanza alle esigenze delle genti, principio che si pone a caposaldo nella difesa della legalità nei luoghi più remoti della penisola.

Tale modo agire è esposto diuturnamente al giudizio di valore del cittadino di ogni ordine e grado, ed il riscontro di tale giudizio ci fornisce il fondamentale strumento di valutazione per comprendere se il nostro operato aderisce alle aspettative dei cittadini, dei quali siamo a servizio.

L’Arma dei Carabinieri è un patrimonio della cultura nazionale, espressione di italianità, i principi su cui l’Istituzione basa la propria identità rappresentano un modo di essere degli italiani, essa è uno strumento catalizzatore di positiva energia, scevro da ogni personalismo, nel quale trovano collocazione italiani che hanno scelto di porsi al servizio dei propri concittadini.

In tale quadro è grande la responsabilità che assumiamo noi uomini in uniforme sia in servizio sia non più in servizio attivo, nel rappresentare questa Istituzione, perché sia preservata nel rispetto del sentimento dei cittadini.

Su questo piazzale è schierata oggi una rappresentanza del Comando Provinciale dei Carabinieri. Esso è articolato su un Reparto Operativo che agisce in campo sia informativo sia investigativo sull’intera Provincia, tre Compagnie Carabinieri, trentaquattro Stazioni Carabinieri. E’ supportato nell’azione da unità cinofile che hanno la loro base nella città di Pesaro e da assetti di specialità che, in un ambito più vasto, sviluppano specifiche attività in campo ambientale, nella tutela della salute, a garanzia del patrimonio artistico, nella tutela della sicurezza del lavoro, nell’analisi di tematiche che riguardano la potenziale minaccia di fenomeni di criminalità organizzata o fenomeni afferenti il terrorismo nel senso ampio del termine.

Con tali risorse il Comando Provinciale di Pesaro e Urbino contribuisce in maniera significativa a garantire la sicurezza e l’ordinata convivenza civile nelle città e, in special modo, nei numerosi paesi del nostro meraviglioso entroterra, dove le Stazioni Carabinieri sono unico presidio di polizia.

La Stazione Carabinieri nel concreto è un aspetto che caratterizza l’ Arma. Nel corso di questi due secoli di vita, infatti, l’Istituzione ha coltivato uno straordinario e privilegiato rapporto di fiducia con gli Italiani. Un rapporto che si alimenta, ancora oggi, grazie allo stretto contatto con le realtà locali che è garantito attraverso la presenza della Stazione Carabinieri: Una missione antica questa, assegnata sin dal 1814 alle 113 Stazioni dell’allora Regno sardo piemontese e rimasta immutata sino ai nostri tempi.

la Stazione è tra le più concrete e immediate espressioni della vicinanza dello Stato al cittadino. Essa svolge nella grande città ed ancor più nel piccolo centro, un non facile ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione, contribuendo al rafforzamento dell’unità e della coesione sociale. Ben si comprende, allora, perché debba essere grande lo sforzo rivolto alla valorizzazione della Stazione, attraverso anche l’aggiornamento della loro distribuzione sul territorio, perché il territorio è vivo, muta le proprie esigenze e la risposta deve essere aderente. Peraltro grande deve essere l’impegno a fattor comune nel sostenere la presenza della Stazione Carabinieri, in special modo ove sussistono evidenti e rilevanti condizionamenti infrastrutturali che possono determinare difficoltà nel garantire il presidio, proprio in tali situazioni ancor più forte deve maturare la convinzione che quel presidio dei Carabinieri è patrimonio della collettività.

Attore protagonista impegnato sul territorio in questa azione è ciascun Carabiniere di questo Comando Provinciale, cui va il ringraziamento per la determinazione, l’impegno e lo spirito di sacrificio che ripone nel servire la collettività.

Ritengo un privilegio comandare questi Carabinieri.

Non v’è dubbio, però, che la risorsa più grande della nostra Provincia sia lo spirito di

collegialità nel perseguimento di obiettivi superiori e comuni che contraddistingue il modo di agire delle Istituzioni locali preposte alla salvaguardia della sicurezza e della legalità, una coesione ed un’unità d’intenti espressa: dalla scrupolosa opera d’indirizzo del Signor Prefetto sui temi che riguardano l’ordine e la sicurezza pubblica; dall’esercizio esemplare che i signori Magistrati adottano nel dirigere l’azione investigativa e giurisdizionale; dall’azione dei Sindaci; dalla costruttiva sinergia tra tutti gli organi operativi a vario titolo orientati per la salvaguardia del benessere sociale.

In tale ambito intendo ringraziare per l’opera che conducono i rappresentanti degli organi d’informazione, perché essi, con la propria azione di divulgazione puntuale e corretta contribuiscono alla formazione di una consapevolezza sociale, tanto importante quanto ogni sforzo compiuto in campo, per salvaguardare il bene comune.

In conclusione desidero sottolineare l’importanza della partecipazione da parte della popolazione nella salvaguardia del proprio territorio. Qui, nella provincia di Pesaro ed Urbino, tale partecipazione non manca, e lo affermo con la cognizione della esperienza, benché breve, maturata in questa terra, ove il cittadino ha fiducia in ciò che le forze dell’ordine fanno e su come lo fanno.

Per tutto ciò posso assicurare che i Carabinieri continueranno a fornire con Fedeltà il proprio contributo, prediligendo un approccio preventivo che sia di ausilio per chi abbia bisogno di sostegno nel quadro dell’ordine sociale stabilito, garantendo invece inflessibilità e rigore contro chiunque ritenga di rompere il patto sociale o peggio scelga di violare il principio di fedeltà che impegna tutti al rispetto del territorio e delle genti.

Grazie a tutti della vostra attenzione.

Viva l’Arma dei Carabinieri.

Viva l’Italia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>