Torna Ville e Castella. Il programma completo della XIX edizione

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5 giugno 2015

Torna Ville e Castella.  Questa edizione, la XIX, è stata realizzata con il solo contributo di sponsor privati e la generosa collaborazione dei singoli Comuni coinvolti, a cui va la riconoscenza degli organizzatori.

Fano dall'altro

Fano dall’altro

Il tema ricorrente nelle conferenze è il rapporto cibo-uomo-natura-agricoltura-cultura (Gino Girolomoni docet), che trova voce nelle relazioni di Fabio Picchi, chef appassionato e vernacolare, Michele Lapini, promotore di Genuino-Clandestino, Raul Alvarez regista messicano che si interessa agli eco villaggi sparsi nel mondo, Maurizio Pallante, strenuo sostenitore della Decrescita Felice, gli architetti Picciafuoco, Di Salvio e Bottero, che danno vita ad una tavola rotonda sulla progettualità del verde urbano, Loretta Stella, esperta di erbe selvatiche, e infine un’altra tavola rotonda dedicata al recupero della cultura della canapa sativa. Altro filone tematico è quello della ispirazione più letteraria e filosofica. Marco Missiroli, Antonio Pascale, Dacia Maraini, Laura Pariani, Gianluca Solera, Paolo Crepet e Piergiorgio Odifreddi saranno gli scrittori e intellettuali che avremo modi di incontrare al festival, per affrontare i temi a loro cari.

Per i concerti il programma, estremamente variegato, presenta i Sacri Cuori col loro ultimo disco, Giuliano Dottori (cantautore milanese), Paolo Spaccamonti, (chitarrista sperimentale), Espana Circo Este (tango–punk- folk), Bocephus King (chitarrista blues canadese). i Fonorà (folk salentino), Murubutu (rapper e scrittore), Josephine Foster (cantautrice americana), Francesco Burrai (opera sperimentale di musica, danza, video e poesia), Pablo Pelaez (pianista spagnolo), Leonardo Trincabelli (suonatore di hang, dall’Uruguay), i Dissoi Logoi (dopo la fortunata collaborazione col cinema, ora si esibiscono all’alba)

Oltre alla musica, le scene saranno calcate anche da grandi protagonisti della narrazione teatrale, come Ascanio Celestini, Davide Enia, Sandro Fabiani, Dacia Maraini e Federica di Martino. Per finire, anche una parentesi sul cinema, con due docu-film e il cinema d’animazione. Il risveglio della terra racconta l’esperienza dell’agricoltura biologica nel mondo, Il viaggio della sposa narra una storia vera di emigrazione, i corti di Simone Massi sono vere e proprie opere d’arte.

Ville e Castella come festival è nato anche e soprattutto per esaltare i luoghi, che sono determinanti. Quali le novità in questa edizione? L’aeroporto di Fano, il bel castello di Saltara così come quello di Candelara, il santuario di Spicello a San Giorgio, il centro storico di San Costanzo e la Locanda la Breccia, ed anche una puntata in pieno Appennino, a Valdericarte di Borgo Pace. Le conferme di location care al festival le ritroviamo nei castelli di Sant’Andrea di Suasa, Mondavio, Barchi e Mondolfo, così come le Cantine Terracruda a Fratterosa. La chiesa di Santa Maria delle Stelle, a Monte Martello, ospita ancora un concerto acustico particolare per un pubblico limitato (10 Euro, prenotazioni 339 2556065). Sul caicco Regina Isabella si replica per due giorni, per dare modo a più persone di prendervi parte, vista l’alta richiesta. Il monastero di Montebello è la nostra casa elettiva, ci si arriva sempre con le lacrime agli occhi e si va via col cuore più sazio. Qui costruiremo ancora una volta il teatro di paglia, che ospiterà le iniziative nel w-e del festival. E chiudiamo il festival con il tradizionale Concerto dell’Alba Dorata al Monte Acuto, raggiungibile con la funivia del Catria.

13 giugno Saltara – Centro Storico

18.30 Conversazione: Fabio Picchi (chef, scrittore) “Le parole, il cuore, la cucina: l’anima della tavola è l’anima di una terra” In collaborazione con Festival Passaggi

20.30 Cena servita da Pro loco Saltara

21.45 Concerto Sacri Cuori

Antonio Gramentieri, (chitarra), Francesco Giampaoli (basso), Franz Valtieri (sax baritono), Diego Sapignoli (batteria e percussioni)

Sacri Cuori erano quelli appesi sopra i letti delle nostre nonne. La loro musica ha una profonda anima popolare ma sembra fatta per orecchie colte, la loro italianità melodica sa di deserto messicano. Una vecchia auto americana percorre una sgualcita cartina dell’Italia, con suoni allucinati e odore di road movie. Qui presentano Delone, il loro terzo disco, appena uscito, che li consacra tra i grandi creatori di storie sonore, da ascoltare con gli occhi, e il cuore in sospensione nostalgica. Per fortuna la televisione non si è ancora accorta di loro, ma il cinema sì, eccome!

14 giugno Fano – parco Campo d’aviazione

17.00 incontro con Ascanio Celestini: “Conversazione sul mio fare teatro”

18.30 Tavola rotonda Bianca Bottero, Anna Di Salvo, Riccardo Picciafuoco (architetti) “Il verde in città tra ecologia e funzione sociale. Perché e come il parco a Fano”

20.30 Cena servita da Catering Ristorante La perla

21.45 Teatro Ascanio Celestini in Racconti d’estate “fiabe per adulti che volevano essere bambini cattivi” Solo posto prato, niente seggiole

Spesso nelle barzellette accade ciò che vediamo nelle vecchie comiche: ridiamo per l’uomo grasso che scivola sulla buccia di banana, ma se quell’uomo siamo noi non ci troviamo niente da ridere.

Celestini ha pensato di recuperare alcuni racconti scritti in questi anni e scriverne altri nuovi nei quali ci troviamo davanti ad un meccanismo simile a quello delle storielle, ma dopo la risata cominciamo a riflettere, e arriva l’amaro. Ecco come e perché nascono queste storie e controstorie, ovvero fiabe per adulti, e come tutte le fiabe ben raccontate, c’è il piacere dell’ascolto, la meraviglia e infine la coscienza. Grande teatro civile, molto civile.

19 giugno S.Maria delle stelle – Monte Martello della Smirra (Cagli)

18.30 Palazzo Mochi-Zamperoli – Cagli Visita guidata alla mostra “La Grande Guerra. Devastazioni e difesa del patrimonio artistico”

20.30 Cena presso l’agriturismo Ca’Pierello

21.45 Concerto

Leonardo Trincabelli Duo (hang, violoncello)

Dopo le campane tibetane dello scorso anno, ora il fascino dell’abbandono e l’acustica sacra di questo remoto santuario accolgono uno strumento altrettanto semplice e arcano, l’hang, un coperchio metallico da percuotersi con le mani, accompagnato da uno degli archi più nobili, il violoncello, per un concerto completamente acustico, nella penombra delle polveri del tempo, tra frammenti di affreschi e voli di barbagianni. Trincabelli porta dal natio Uruguay la sua cultura musicale polietnica, il violoncello aggiunge aria romantica e sogno, il silenzio caldo dell’Appennino aggiunge l’odore di una di quelle serate che ricorderemo per un pezzo.

20 giugno Castello di Candelara (Pesaro)

18.30 Conversazione Marco Missiroli (scrittore) “Presentazione del libro Atti osceni in luogo privato”

20.30 Cena servita da Pro loco Candelara

21.45 Teatro, Davide Enia “Odissea. Un racconto Mediterraneo”

La forza narrativa di Enia si sperimenta, non si descrive, quindi inutile insistere. Sappiate solo che questa discesa di Odisseo agli inferi, questo racconto Mediterraneo, è arcaico come la parola nuda, che nel siciliano Enia significa ancor di più. Nel Canto XI l’eroe ritrova gli amici scomparsi, piange, incontra sua madre che aveva lasciata viva, conosce il suo futuro, fatto di viaggi e stragi. Salsedine, affetti, speranze , paure: c’è tutto in questo Mediterraneo, in questo abisso, in questo viaggiare verso l’ignoto, condotti, anzi, trascinati , da uno dei più potenti narratori del teatro italiano

21 giugno Sant’Andrea di Suasa (Mondavio)

18.30 Conversazione Michele Lapini (co-autore del libro) “Genuino Clandestino, un viaggio tra le agri-culture resistenti ai tempi delle grandi opere”

20.30 Cena servita da Pro Suasa

21.45 Concerto Giuliano Dottori

Giuliano Dottori (voce, chitarra elettrica, loop station) Gabriele Nicu (pianoforte,synth,voce) Marco Ferrara (basso) Mauro Sansone (batteria)

Il concerto sarà preceduto dalla proiezione di alcune opere di animazione (“Animo resistente” e “L’attesa del Maggio”) di Simone Massi, Premio David di Donatello, i cui disegni sono stati utilizzati per le copertine dei dischi di Giuliano Dottori.

Dopo il primo concept album L’arte della guerra vol.1, Giuliano Dottori aveva ancora molte cose da dire, quindi, ecco fresco di stampa L’arte della guerra vol.2, in cui il cantautore milanese, con la antiretorica freschezza poetica che lo ha sempre caratterizzato, racconta di se, del mondo, degli altri, del tempo e della natura, nei conflitti quotidiani grandi e piccoli, nelle sfide e nelle battaglie a cui tutti siamo destinati. Dalle piccole guerre derivano narrazioni brillanti ma soprattutto emozioni, in un ponte tra Cuba, la Grecia, l’Africa Centrale e la nostra verità. Finalmente un cantautore vero: pareva non ne nascessero più!

23 e 24 giugno Goletta Regina Isabella – Marina dei Cesari (Fano)

Cena marinaresca servita dalla cucina di bordo.

Concerto in navigazione Paolo Spaccamonti (chitarra)

Quando un musicista ha una radicata estrazione sperimentale, c’è poco da fare, sperimenta, contamina, insegue, ascende, e il nostro festival sin dalla prima ora ha sempre nutrito simpatie per gli sperimentatori. Dopo tante collaborazioni illustri – tra cui la già nostra ospite Julia Kent – la ricerca avant rock instrumental landscapes del chitarrista torinese porta sul ponte del caicco, sui flutti morbidi (si spera!) dell’Adriatico, le sue migliori atmosfere rarefatte, che si lasceranno colorare dal tramonto e dal profumo della rustita di pesce. Se non vi inebriate qui, siete più insensibili degli scogli del molo.

26 giugno Mondolfo (Centro storico)

18.30 Conversazione Piergiorgio Odifreddi (matematico) “Il museo dei numeri. Da zero verso l’infinito, storie dal mondo della matematica”

20.30 Cena servita da Associazione 3 colli

21.45 Concerto Espana Circo Este

Marcello Putano (voce, chitarre, rototom), Andrea Missiroli (fisarmonica, violino, voce), Alberto Felice (basso, voce), Giammarco Tassinari (batteria, campionatore, percussioni)

Da dove escono fuori questi giullari del III millennio, questi acrobati della musica post-contaminata, profeti gioiosi del tango-punk, un po’ Bregovic e un po’ Manu Chao, un po’ reggae-dub, gioiosi e contagiosi come pochi, creati a misura di palco-live per infiammare le piazze? Colorati come la copertina del loro disco La revolucion de l’amor, italiani e argentini su e giù tra Spagna e Italia, folli e irriverenti, sanno anche essere profondi e non banali nei testi, eredi di un’arte che non si accontenta di essere belletto, piuttosto sberleffo. Mettetevi scarpe comode, o piuttosto togliete le scarpe, e l’erba della pineta accoglierà i vostri piedi nudi danzanti.

28 giugno Barchi (centro storico)

18.00 Conversazione Paolo Crepet (psicologo) “Impara ad essere felice. Felicità, gioia, serenità e ansia di ricerca delle stesse”

20.30 Cena servita da Pro loco Barchi

21.45 Concerto Bocephus King

James Perry (chitarra, voce), Max Malavasi (percussioni), Paolo

Ercoli (dobro, mandolino, violoncello)

All’anagrafe James Perry, Bocephus è nato a Tsawwassen, una cittadina dal nome indiano, presso Vancouver, annusando l’Oceano Pacifico e i boschi canadesi. Terre di confine, dove Bocephus inizia a padroneggiare la chitarra e scrivere canzoni, assimilando quel mondo un po’ strampalato, tipo Grande Lebowsky. Cantautore certo, ma anche attento alle collaborazioni musicali di cui si avvale, con cui arricchisce di un bel sound i suoi 5 dischi, che lo portano infine a farsi conoscere anche in Italia, dove un blues di razza non cade mai nel vuoto. L’ultimo lavoro risente del tepore del Mediterraneo, di Fellini, del gipsy e degli amici che sa facilmente conquistare.

3 luglio Monastero di Montebello (Isola del Piano)

16.00 Costruzione collettiva del Teatro di paglia

19.30 Cena presso la Locanda Girolomoni

21.00 Film Il risveglio della terra “Despertar a la Tierra: Explorando nuestra relación con la Tierra”

Soggetto e regia di Raul Alvarez v/o con sottotitoli in italiano Al termine della proiezione, conversazione con il regista. Questo film-documentario del regista messicano Raul Alvarez nasce come una missione: verificare se si può ancora sperare. Così Alvarez parte alla ricerca di persone che vivono l’agricoltura, la natura, e la vita stessa, secondo paradigmi diversi da quelli consumistico-predatòrii. Per anni gira l’America latina, il Nord America, poi l’Europa un po’ tutta, fino ad arrivare in Italia. Così prende forma questa narrazione filmica, attraverso l’incontro e l’esempio di tante realtà, spesso familiari, oppure comunitarie, che hanno recuperato il senso profondo del trarre nutrimento dalla terra, con una agricoltura che definire biologica è assolutamente riduttivo. E tutto questo senza che il regista avesse mai sentito parlare di Gino Girolomoni! Finalmente l’incontro, per una serata di fierezza, di bellezza, di speranza.

4 luglio Monastero di Montebello (Isola del Piano)

18.30 Tavola rotonda. Antonio Trionfi Honorati (produttore di canapa), Federico Marchini (Anabio-Cia), Mattia Guarnera (Aprocama), Donato Nuzzo (Casa delle Agriculture Tullia e Gino), Roberto Mazzanti (medico) “Un nuovo presente per la canapa italiana (cannabis sativa) , pianta sorprendente dalle mille risorse”.

20.30 Cena servita da Casa delle Agriculture Tullia e Gino di Castiglione d’Otranto e Locanda Girolomoni

Menù con alcune pietanze a base di canapa

21.45 Concerto Fonorà

Marco Garrapa (tamburello), Andrea Deta (voce), Claudia Giannotta (voce), Luca Giannocolo (chitarra)

Tanto per vantarci, la pizzica nel pesarese l’ha introdotta Ville e Castella nell’ormai lontano 1998, scoprendo che ballare nell’aia è una gran bella cosa (uscivamo da anni impestati dalla new wave!). Ora, ogni 2 o 3 anni, sentiamo il bisogno fisico di tarantarci, e in questa arena di paglia tocca agli amici griko-salentini dei Fonorà istillare il veleno del ragno, per “scazzicare” anche i più recalcitranti. Fonorà in griko significa “ad alta voce”, perché da qui, da Montebello, più di una volta si è gridato per farsi sentire, sopra il rumore di fondo di una fraintesa, frenetica, presunta modernità.

5 luglio Monastero di Montebello (Isola del Piano)

18.30 Conversazione Maurizio Pallante (fondatore Movimento per la decrescita felice) “I monasteri del terzo millennio, ovvero modelli collettivi per reinventare nuove forme di socialità, economia e sviluppo”

20.30 Cena servita da Locanda Girolomoni

21.45 Teatro, Aspetta primavera, Bandini!, Da un’idea di Sandro Fabiani.

Con Sandro Fabiani. Musiche originali dal vivo di Marco Pacassoni (marimba). Regia Fabrizio Bartolucci. Produzione Teatrolinguaggi.

Tutti abbiamo in famiglia una storia di emigrazione. Facile quindi per noi sentirci prossimi a Bandini, emigrante abruzzese in America, muratore, alcolista, gran lavoratore di temperamento, che racconta con l’autenticità della scrittura di John Fante la sua epopea personale e famigliare, tra il grottesco e il drammatico, tra rabbia, comicità, slanci e frustrazioni. Un muratore come un eroe omerico, vulnerabile ma titanico, un italiano spaesato, in difficoltà, ma puro e diretto. Commedia di sconcertante attualità, per riflettere ridendo.

10 luglio Mondavio (centro storico)

18.30 Conversazione Antonio Pascale (scrittore) “Ricomincio da Troisi. Riflessioni insospettabili sulle dinamiche della contemporaneità, partendo dal Massimo pensiero”

20.30 Cena servita da Pro loco Mondavio

21.45 Concerto Murubutu

Alessio “murubutu” Mariani (voce), Maz “il tenente” Bigliardi (voce), Andrea “U.G.O” Bagni (voce), Luca “dj Caster” Carta (consolle)

Insegnante di filosofia, al secolo Alessio Mariani, Murubutu è un artista che esplora gli spazi di interazione fra musica rap e letteratura, convinto che il rap sia mezzo di emancipazione culturale. Dopo tre album, con la curvatura dell’ultimo lavoro verso il cantautorato, ha portato la tecnica dello storytelling rap a livelli inesplorati. Forte di centinaia di concerti in tutta Italia, Murubutu dal vivo, con l’aiuto dei soci de La Kattiveria Crew, propone una miscela unica di hip hop classico con poesia, narrativa e letteratura potenziale. Concerto per i giovani che credono che il rap debba essere solo violenza volgare, per i vecchi che credono che il rap sia solo volgare violenza.

11 luglio San Giorgio (Spicello)

18.30 Conversazione Dacia Maraini (scrittrice) “La scrittura come denuncia, la letteratura come medicina”

20.30 Cena servita da Società Cooperativa San Giuseppe

21.45 Teatro Cronaca di un amore rubato di e con Federica Di Martino

Tratto da “L’amore rubato. Cronaca di una violenza di gruppo” di Dacia Maraini

Tratto da una storia vera, il testo racconta facendo parlare tutti i protagonisti: i quattro ragazzi artefici dello stupro, l’amica della vittima che assiste impotente, il padre, il prete che la soccorre per strada, il preside della scuola di tutti. Ma la bambina no, la bambina la Maraini non la fa parlare… la bambina vive nella storia solo attraverso le parole degli altri. Che vita può avere una ragazzina dopo quel dolore? Forse la sua anima si ferma in quel momento, per sempre. In scena c’è una donna sola, che tira i fili della narrazione con un’interpretazione poliedrica, dividendosi nei diversi personaggi ai quali dà corpo e anima. Tanta emozione, purtroppo.

12 luglio Valdericarte – Lamoli (Borgo Pace)

18.00 Escursione sui sentieri di Bocca Trabaria, guidati da Loretta Stella (esperta di erbe), alla ricerca delle erbe spontanee commestibili

20.30 Cena servita da Paleoristorante Valdericarte

21.45 Concerto/danza. Il riposo del tempo. Francesco Burrai (tastiere e computer), Rossella Lupi (canto), Lucia Stanga, Pamela Stanga, Daro Sakho, Giorgia

Rebeggiani, Alessandra Nardella, Sara Marchi, Vanessa De Martino, Soukaina Kotni (danzatrici), Lucia Lombardi (voce recitante e testi), Federico Galli (attore e video), Roberto Baroncini (voce recitante e video), Dario Zanetti (video). Ideazione e musiche di Francesco Burrai

Tra la musica di Francesco Burrai e il festival l’intesa è antica. I nostri luoghi fisici e i suoi mondi sonori sono spesso sovrapponibili. Questa ultima grande produzione del compositore bolognese è un’ opera trascendentale, che unisce l’arcaico e l’antico con il moderno e il contemporaneo. Sensuale e spirituale, adornata da danze metafisiche, da orizzonti di voci lontane, fusi da mondi di immagini senza risposte.

Il riposo del tempo stacca il corpo dal prato su cui saremo stesi, in questo enclave post-paleolitico della massa trabaria, tra arte bella e bella natura. Da restarci un mese.

16 luglio San Costanzo e Locanda La Breccia (Cerasa)

18.30 S.Costanzo, piazzetta del teatro

Conversazione Laura Pariani (scrittrice), Emiliano Visconti (storico della musica moderna) “Piero va alla guerra: tre generazioni alla leva. Letteratura e canti antimilitaristi”

20.30 Cena servita da Locanda La Breccia

21.45 Concerto Josephine Foster Duo (chitarra, voce)

Avendo esordito come cantante di matrimoni e funerali, nel nativo Colorado, Josephine conosce da subito la vita, e questo le darà la maturità per scrivere musiche e testi secondo la miglior tradizione delle singer-songwriter americane. Nel 2000 la prima registrazione, a cui seguiranno tanti altri dischi e collaborazioni, tra folk e psichedelia, con anche una parentesi spagnola di 2 anni e 2 album. Qui alla Breccia, nei prati che volgono al mare, con i cieli che volgono al nero, le lucciole accompagnano la dolcezza della sua voce e la morbidezza dei suoi arpeggi. E’ in sere come queste che non abbiamo dubbi sul perchè facciamo il festival.

17 luglio Nella vigna di Cantine Terracruda (Fratterosa)

18.30 Conversazione Gianluca Solera (giornalista, scrittore) “Riscatto mediterraneo: voci e luoghi di dignità e resistenza”

20.30 Cena servita da Catering Ristorante Il Giardino

21.45 Concerto Pablo Pelaez (pianoforte)

Nato a Madrid nel 1962, si diploma in piano già nel 1980 e inizia la carriera concertistica. Presto si distacca dal repertorio classico per eseguire proprie composizioni, che si aprono al pianismo moderno, minimalista ed espressivo, guardando anche all’etnomusicologia.

Il titolo del concerto, Kalabghur, fa riferimento alle persone sedute attorno al fuoco, e sviluppa in 24 pezzi la circolarità dei 4 elementi, terra acqua aria fuoco. Ancora un concerto di elevazione, di abbandono al sogno, in cui sarà facile perdere il contatto con la realtà.

Quest’anno – o pubblico – attrezzati più che mai per stare sdraiato sull’erba.

18/19 luglio Monte Acuto – Catria (Frontone)

17.00 Inizio salite in funivia – A/R 10€

20.00 Cena (menù a scelta) presso Rifugio Cupa delle Cotaline

21.00 Proiezione film “Io sto con la sposa” Regia di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry

22.00 Escursione notturna alla vetta del Catria

5.00 Concerto dell’Alba Dorata – Dissoi Logoi

Franco Parravicini (chitarra elettrica, basso elettrico, corde etniche), Alberto Morelli (pianoforte, piffero, sanza, salterio ad arco, conchiglie, kazoo, elettronica), Federico Sanesi (batteria, tabla, percussioni etniche, oggetti sonori)

6.00 Inizio colazioni presso il rifugio Cupa delle Cotaline

8.00 Inizio discese in funivia, fino alle ore 12

Varie volte le strade dei Dissoi Logoi si sono incrociate con i sentieri del festival. Ci sarà un motivo, no? Con loro abbiamo scoperto le conchiglie, i sassi, i flauti d’osso, e tutto un mondo sonoro che scavalca le etichette per cavalcare le vibrazioni . Ora tornano dopo il bel successo della colonna sonora al film “Io sto con la sposa”. Passare dal road-movie all’alba il viaggio è breve. Certo, una batteria qui sulla montagna non si era mai vista prima, ma il tocco da grande percussionista e tablista di Federico Sanesi, saprà ben legare la pelle dei tamburi alla morbida lentezza con cui il sole rosso ascende verso l’azzurro.

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