Italia-Serbia di World league: oltre 6.400 cuori per il trionfo di un’intera regione

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6 giugno 2015

Momento degli inni di Italia e Serbia

Momento degli inni di Italia e Serbia

PESARO – “Ovunque andiamo facciamo di questi spettacoli: è la conferma che non c’è solo una città, ma un’intera regione: le Marche del volley”. Lo dichiara con orgoglio il presidente della Fipav Marche Franco Brasili al termine di Italia-Serbia di World League andata in scena a Pesaro il 5 giugno difronte ad oltre 6400 spettatori e vinta dalla Serbia per 3-1.

“C’è tanta soddisfazione per l’organizzazione che abbiamo saputo mettere in piedi, che è stata premiata da un grande pubblico. I nostri praticanti più giovani hanno contribuito a creare una splendida cornice. Un ringraziamento particolare va alla pallavolo di Pesaro, ma anche alla pallacanestro, in particolare ad Ario Costa. Ancora una volta eventi di questo tipo producono uno spettacolo sopraffino: sebbene il pubblico conoscesse tutti i giocatori si sentiva nel palas un’elettricità contagiosa. Tre set su quattro con uno scarto minimo dimostrano che le differenze in campo erano pressoché nulle: per una squadra in cantiere come l’Italia, giocare alla pari contro un osso duro come la Serbia è un risultato incoraggiante”.

L’allenatore azzurro Mauro Berruto, uno per cui “l’affetto del pubblico è una risorsa da tenersi ben stretta”, non è completamente soddisfatto dei suoi: “Non sono contento della fase break: sei errori per set pesano tanto. Il rammarico è che in una partita dagli equilibri così accentuati un paio di errori in meno avrebbero potuto fare la differenza a nostro favore. Loro hanno dimostrato di essere bravi a far diventare facili situazioni difficili”.

L’Adriatic Arena è letteralmente esplosa all’ingresso di Zaytsev nel quarto set: “Ivan non è ancora probabilmente pronto per una gara intera, ma ha lavorato molto negli ultimi dieci giorni e in quel set era importante metterlo dentro. Lo stesso discorso vale per Birarelli”.

Birarelli, Zaytsev, Giannelli sono stati le vere incognite sul destino della Serbia nel set che avrebbe determinato sua la vittoria o rimesso l’Italia in corsa. Non è un caso che Nikola Grbic abbia modificato di conseguenza la sua formazione. Un risiko che ha dato i suoi frutti, anche personali. “Ho finito la mia carriera da giocatore in Italia e proprio in Italia è arrivata la mia prima vittoria da allenatore della nazionale serba . ha detto in conferenza stampa il coach di Atanasijevic & C. – E’ per me un giorno importante, sotto tutti i punti di vista: per il risultato, per il morale e sotto l’aspetto emotivo. E’ chiaro che in questo momento ci sono ancora tante imprecisioni e dobbiamo ancora trovare i giusti meccanismi. Ci vuole tempo ed anche la giusta condizione. Le partite ti mettono di fronte delle situazioni di difficoltà che possiamo superare solo con la voglia di vincere ed il carattere”.

Un carattere che non ha certo fatto difetto a Marko Podrascanin, centrale serbo e beniamino dei tifosi marchigiani per la sua militanza nella Cucine Lube. “Per noi era soprattutto importante la vittoria per poterci avvicinare a Rio – è il commento di Podrascanin – dove sicuramente avremo una condizione migliore. Abbiamo dimostrato che piano piano stiamo crescendo dal punto di vista del gioco, dato importante per chi come noi sta iniziando da zero. La partita è stata un po’ nervosa, però è anche bello giocare sotto pressione e davanti a così tanti spettatori”.

Spettatori che, secondo il presidente della Fipav Pesaro Fabio Franchini, sono “la risposta entusiastica di tutto il movimento sebbene siamo ormai agli sgoccioli della stagione. Un grande spettacolo di volley e il pubblico si sia divertito con due squadre che non si sono risparmiate. Sono contento dell’impegno di tutto il comitato organizzatore e dell’atmosfera che si è creata all’interno dell’Adriatic Arena. Anche da parte di tante autorità sono arrivati commenti positivi e questo non può che essere motivo d’orgoglio”.

Lo spogliatoio dell’Italia vive grazie anche a questo calore in modo positivo cambi eccellenti e post gara. Lo conferma per tutti il capitano Dragan Travica. “Quando si perde non è mai bello – dichiara a fine gara – Abbiamo lottato, ma anche sprecato qualcosa nel secondo set e questo è il rimpianto più grande, aver commesso qualche errore di troppo dopo che ci eravamo costruiti quel 14-11 nel secondo parziale. Poi noi siamo un po’ calati, mentre loro sono cresciuti ed hanno meritato di vincere il terzo e il quarto set. Dobbiamo fare tesoro di partite così e andare avanti. Sappiamo che possiamo e dobbiamo correggere molte cose, ma aver sempre avuto una reazione nei set persi è un fattore positivo. Il cambio? Siamo una squadra, siamo in tanti ed ognuno è qui per dare il suo contributo”.

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