“Alma, spalle al muro: ora tocca a Gabellini rispondere al richiamo della Lega Pro”

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8 giugno 2015

Alma Juventus Fano golSandro Candelora

FANO – Può bastare anche così. Anzi, a ben guardare avanza pure. Già, perché i playoff più che un fine erano e restano unicamente un mezzo. Per costruirsi un passo alla volta la strada verso il paradiso. E l’Alma questo percorso di salvezza e riscatto l’ha tappezzato di sudore, lacrime e sangue. Insieme a gloria fulgida e cristallina. Arrivando tra le primissime (la posizione esatta poco conta ormai) e garantendosi in tal modo un posto di assoluto privilegio nella graduatoria degli eventuali, possibilissimi (alla luce di fallimenti annunciati e di storie di malaffare varie), auspicati ripescaggi.

Più forti della forza altrui, intelligenti nel gestire ogni tipo di situazione, resistenti alla fatica di una stagione infinita e tetragoni al dolore fisico causato dagli acciacchi, i ragazzi di Alessandrini (superlativo anch’egli) sono stati semplicemente meravigliosi, regalando a se stessi e a tutto l’ambiente granata una favola moderna che entra di diritto nell’epica delle imprese memorabili. Il grazie è d’obbligo e l’ammirazione sincera, ché traguardi del genere non si raggiungono se non si è uomini veri prima ancora che bravi giocatori. Un esempio da seguire, quello che Nodari e compagni lasciano idealmente in dote all’intera città, che tramite loro ha riscoperto antichi orgogli ed entusiasmi che sembravano ormai evaporati. E insieme un testimone, parecchio pesante, che viene ora consegnato a patron Gabellini, protagonista pure lui, certo, ed ora impegnato in un’altra partita. Forse la più importante, sicuramente la più difficile. Senza dubbio la più attesa. E’ una sfida che si gioca fuori dal campo ed esigerà volontà ferrea e unità di intenti. Per non rendere completamente vano quanto fatto finora. Se la Lega Pro chiamerà, in altre parole, bisognerà rispondere presente ed urlare un ‘sì, lo voglio’ forte e chiaro. All’unisono. Da parte del presidente e di chi vorrà, potrà e dovrà aiutarlo a fare fronte allo sforzo finanziario imposto dal salto di categoria.

Match subdolo assai, questo, che si gioca in casa di un avversario, la Fano dei potentati istituzional-economici, specializzato da sempre nel catenaccio e nella melina, quando non nell’anti-gioco crudele. Lo si dovrà pur piegare, tuttavia, e senza remore. Perché non si troverebbero poi le parole (e la faccia) per spiegare al popolo che è stato tutto inutile.

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