Urbino Press Award, premiata Gwen Ifil: “Mi piacciono i politici… che lavorano bene”

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9 giugno 2015

URBINO – Si è chiusa questa mattina la decima edizione dell’Urbino Press Award, premio alla stampa a stelle e strisce e inserito nei rapporti bilaterali Italia-Stati Uniti d’America.
Gwen Ifil vince la decima edizione del premio. Dopo l’annuncio all’ambasciata italiana a Washington, in aprile, questa mattina la cerimonia nella Sala del Trono di Palazzo Ducale.
Ifil si occupa di politica: è moderatrice e caporedattore del “Washington Weekend” e co-presentatrice e co-direttrice editoriale del PBS News Hour, entrambi trasmessi dal Public Broadcasting Service. In veste di analista politica ha moderato i dibattiti tra i vice presidenti dal 2004 al 2008. E’ autrice del libro “The Breakthrough: Politics and Race in the Age of Obama”.
Grande amante dell’Italia e da oggi anche di Urbino.
Cosa significa essere giornalista che si occupa di politica e che consiglio darebbe a chi decide di intraprendere la carriera del reporter politico?
“Parlare di politica significa parlare di vita di tutti i giorni: vita, scuola, servizi ad anziani e bambini. Mi piacciono i politici e la politica, ma per piacermi davvero devono fare bene il loro lavoro” ha spiegato Gwen Ifil, che all’età di 9 anni ha deciso di fare la giornalista, giornalista di carta stampata (prima di approdare alla tivù pubblica ha collaborato con 4 testate cartacee).
“Il consiglio che darei a decide di intraprendere la strada di giornalista politico è lo stesso che darei a chi vuole fare il giornalista: essere informati, documentarsi, essere seri e rispondere del proprio lavoro.”
Cosa le è piaciuto della città ducale?
“Sono stata in altre città Rinascimentali, ma non sono ben conservate come Urbino. Questa città è un gioiello.”
Un premio che ha raggiunto la prima decade; ideato dallo stilista Giacomo Guidi e dal giornalista Giovanni Lani che è anche il Presidente. Ogni hanno in giuria per la scelta del vincitore anche gli ex premiati che continuano a mantenere un ottimo rapporto con la città.
“10 anni mi preoccupano, perché siamo diventati più vecchi, i problemi organizzativi sono rimasti gli stessi. Avevamo un sogno e siamo riusciti ad assestarci in maniere totale. Oggi durante la presentazione a Washington ci sono personaggi di primissimo piano. Ci conoscono in tutti gli ambienti più impensabili” dice il Presidente Lani, che continua “ora per i prossimi anni si devono chiamare a raccolta le forze imprenditoriali, perché i contatti acquisiti posso essere tramutati in azioni concrete e importanti per il territorio, facendo vivere al tessuto sociale economico un nuovo Rinascimento. Gli americani ci adorano, non guardano i problemi ma lanciano l’ostacolo oltre il cuore.”
Cosa bolle in pentola per l’undicesima edizione, c’è già qualche nome?
“Ancora è un po prematuro, ma come sempre c’è chi ci segnala grandi personaggi. Abbiamo l’imbarazzo della scelta.”
Il logo che diventa premio e viceversa. Per il terzo anno il trofeo consegnato è una scultura del logo dell’Urbino Press Award realizzata da Giacomo Guidi.
“Un bel traguardo, speriamo di continuare con nomi di questo calibro. In un mondo che cambia in maniera molto rapida, l’informazione è il motore della società, società non molto comprensibile per molti. Il premio nel suo concetto è oggi molto attuale” sottolinea Guidi che ringrazia Camera di Commercio Pesaro e Urbino e tutti gli altri sponsor.
Guidi senior, Piero, si lascia scappare come Gwen Ifil sia la sua preferita tra i premiati.
“La premiata di quest’anno è la più brava di tutti, perché ci ha fatto capire il ruolo di questa professione che non è un mestiere ma una missione. Una missione alla ricerca della verità e della sostanza, per la nostra vita di tutti i giorni, i problemi e le necessità.”
Guidi prosegue ringraziando Gabriele Cavalera, Giovanni Lani e Giacomo:“Sono loro i veri protagonisti di questo evento e di questo premio.”
In questi anni il premio è stato conferito ai professionisti dell’informazione che oprano in diversi campi, dalla cultura, all’inchiesta all’economia. La vincitrice dell’edizione 2015 è una protagonista dell’informazione politica americana, lo ricorda anche Gabriele Cavalera che rimarca il concetto di giornalista, specie quello politico, lanciato dalla premiata:”Il giornalista deve fare domande scomode, è questo il suo lavoro per far si che i politici stessi facciano bene il loro lavoro. Le persone devono essere interessate alla politica, perché la politica è la vita di tutti i giorni.”
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