La pagella del Carnevale di Fano: i carri allegorici primo fattore d’attrazione con l’allegra atmosfera del getto

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11 giugno 2015

Massimo Seri parla del Carnevale di Fano

Massimo Seri parla del Carnevale di Fano

FANO – Un Carnevale in ottima salute e moltiplicatore di ricchezza per il territorio: è questa la fotografia emersa dall’indagine “Opinioni, caratteristiche e comportamenti del pubblico del Carnevale di Fano 2015” presentata lunedì dall’Ente Carnevalesca. Lo studio è stato condotto da Sigma Consulting, società pesarese di analisi di mercato, che ha intervistato oltre 1.000 visitatori nelle tre domeniche dell’ultima edizione.

“L’indagine è nata dalla volontà – sottolinea il presidente dell’Ente Carnevalesca Luciano Cecchini – di avere a disposizione dei dati aggiornati e scientificamente affidabili, senza più basarsi soltanto sulle percezioni”. Dati che, in non pochi casi, hanno riservato belle sorprese.

Se infatti rispetto al campione il pubblico di spettatori si divide quasi equamente fra residenti e turisti, chi viene al Carnevale di Fano lo fa per ammirare i suoi carri allegorici, prima fonte d’attrazione. Lo studio evidenzia come questi capolavori di cartapesta, nati dalle mani degli artigiani locali, siano veri “motori emozionali” per la gente del posto e per coloro che visitano Fano per la prima volta. Addirittura superano le aspettative, aggiudicandosi un punteggio di 4,56 su una scala crescente da 0 a 5 (segue a stretto giro l’atmosfera gioiosa, poi i corsi mascherati e il Getto).

Ed ecco la prima notizia: il Carnevale di Fano appassiona tanto il suo pubblico che la stragrande maggioranza (81%) è sicura di tornare per la prossima edizione.

Ma ancor più importante è ciò che questo giudizio comporta in termini concreti sull’economia del territorio. Perché l’impatto economico del Carnevale sfiora i 2 milioni di euro (1 milione speso solo dai turisti), di cui la gran parte (il 71%) ricade direttamente sul comune di Fano. Significa che ogni singolo euro investito nel Carnevale ne produce quasi 5 (precisamente 4,9). Fra i turisti (con le regioni di Lombardia, Veneto e Lazio in testa) il 75% soggiorna in città per una media di 2 notti.

È netta la soddisfazione del sindaco Massimo Seri, che sottolinea “il Carnevale ha tutte le credenziali per essere una delle iniziative su cui Fano deve continuare a puntare”. E aggiunge: “occorre rafforzare la strategia di comunicazione e valorizzare alleanze fruttuose, che possano supportare la manifestazione”. “Il Carnevale di Fano, il più antico d’Italia, è una delle tradizioni più radicate nella memoria collettiva della città ed è l’esempio virtuoso di una Cultura che genera Turismo – chiosa Stefano Marchegiani, vicesindaco e assessore con delega a cultura, turismo, eventi e manifestazioni – Senza dimenticare che è una risorsa fondamentale nell’obiettivo di destagionalizzare i flussi sul territorio e attirare visitatori anche in stagioni diverse da quella estiva”.

“Questo è l’anno zero – conclude Luciano Cecchini – grazie a questo studio, d’ora in avanti possiamo avere chiari termini di paragone per verificare anche le prossime edizioni. Siamo senz’altro soddisfatti dei risultati ottenuti: il Carnevale di Fano piace, e tanto, per l’organizzazione della manifestazione, la bellezza dei suoi carri e l’atmosfera di allegria che, anche grazie al Getto, lo distingue e lo rende speciale rispetto agli altri carnevali italiani”.

Ulteriori info su www.carnevaledifano.eu.

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