Lo spettacolo delle finali del basket: l’inedito Reggio-Sassari vale uno scudetto. E con il Cincia c’è un po’ di Pesaro

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12 giugno 2015

PESARO – Era difficile pretendere di più da queste semifinali scudetto: sono state due settimane intense sotto il profilo tecnico ed agonistico, quattordici serate consecutive che gli appassionati di basket italiani hanno potuto passare davanti ai teleschermi di Raisport in compagnia di Milano-Sassari e Venezia-Reggio Emilia. Due serie nelle quali le quattro formazioni hanno dato il meglio e il peggio di sé, tra match-point sprecati e rimonte impossibili, grandi giocate ed errori puerili, ma, per gli spettatori neutrali, aver potuto assistere a due serie finite alla settima partita è stato un valore aggiunto, in un mese di giugno nel quale ci si può divertire anche con le immagini che arrivano dall’Nba, dove uno straordinario Lebron James prova a trascinare i suoi Cavs al titolo contro i Golden State Warriors e con la promozione in serie A di Torino, che ha dovuto faticare molto più del previsto per ritornare nella massima serie 22 anni dopo, con Agrigento che si è arresa solo alla quinta partita.

La sorpresa più grossa naturalmente è arrivata dalla clamorosa eliminazione dei Campioni d’Italia in carica dell’Emporio Armani Milano, favoritissimi da tutti gli addetti ai pronostici, ma incapaci di chiudere la pratica in gara sette, dove in un finale rocambolesco si sono fatti acciuffare a fil di sirena da un canestro di Sanders, per poi capitolare nel supplementare, dove gli uomini di coach Sacchetti – trascinati da David Logan – hanno segnato i canestri decisivi per conquistare la loro prima storica finale scudetto. E’ stata una semifinale dove comunque è stata Sassari ad avere sempre il pallino in mano, sbancando fin da gara uno il Forum milanese e portandosi sul 3 a 1, prima di subire la rimonta dell’Armani, vanificata però dai troppi errori di gestione commessi in una gara sette, dove coach Banchi ha dimostrato tutte le lacune intraviste anche nelle gare precedenti e se Milano vorrà ritornare grande anche in Europa – ricordiamo che l’Armani è già qualificata per l’Eurolega – dovrà ripartire da un allenatore maggiormente navigato ed esperto, ma tutto ciò non toglie comunque i grossi meriti del Banco di Sardegna, freddo nei momenti decisivi, con tanti protagonisti diversi in grado di prendere le redini del match, da Logan a Sosa, da Dyson a Shane Lawal, con il nucleo italiano che, nei pochi minuti passati sul parquet, porta sempre il suo mattoncino alla causa.

Cinciarini (Grissin Bon) esulta alla finale conquistata

Cinciarini (Grissin Bon) esulta alla finale conquistata (foto ALESSANDRO CATELLANI tratta dal web)

A sfidare Sassari in finale scudetto ci sarà la Grissin Bon Reggio Emilia che, a dispetto di una stagione costellata da una miriade di infortuni, ha saputo stringere i ranghi nel momento decisivo, andando a sbancare il parquet veneziano in una gara sette non spettacolare, ma intensissima dal punto di vista difensivo, con una zona tre-due che ha limitato Stone e Goss, mentre in attacco il rientro di Lavrinovic è stato decisivo, con il lituano che si è reso utile sia al tiro che a rimbalzo, anche se l’Mvp della serie è sicuramente Andrea Cinciarini, che ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior playmaker italiano in circolazione – 5,9 assist di media nei playoff – in grado anche di produrre punti in proprio con un arresto e tiro dai 4 metri spesso micidiale. Venezia ha forse commesso un errore di presunzione, pensando che Reggio Emilia non fosse in grado di rialzarsi psicologicamente dalle assenze pesanti di Diener e Mussini, regalando di fatto gara sei agli avversari e confidando nella bella tra le mura amiche, ma proprio la crescita delle avversità ha compattato la Grissin Bon, cementando un gruppo che ha nel suo nucleo italiano il vero punto di forza.

Si comincia domenica sera, con Reggio Emilia che avrà il vantaggio del fattore campo, in una serie sempre al meglio delle sette – consueta formula 2-2-1-1-1 – che vedrà le due protagoniste scendere sul parquet ogni 48 ore, con Raisport che trasmetterà tutte le gare in diretta, per una finale imprevista, ma che dovrebbe garantire un bello spettacolo a tutti gli appassionati di basket italiani.

GRISSIN BON REGGIO EMILIA (3°) – BANCO DI SARDEGNA SASSARI (5°)
C’è la sensazione che la vera finale sia stata la sfida tra Milano e Sassari, ma in ogni caso non si arriva per caso all’ultimo atto della stagione e Banco di Sardegna e Grissin Bon si sono guadagnati sul parquet la possibilità di conquistare il loro primo storico scudetto. Sì, perché nessuna delle due formazioni nella loro storia era riuscita ad arrivare in finale e, comunque vadano a finire le cose, nell’albo d’oro del campionato comparirà un nome nuovo.

Potrebbe essere l’occasione per Sassari di conquistare il suo “triplete”, dopo la vittoria in Supercoppa e Coppa Italia e alla formazione di coach Sacchetti non manca niente per far alzare a capitan Devecchi il trofeo, con un roster profondissimo che potrebbe fare la differenza giocando ogni due giorni, con un reparto esterni in cui – se non è in giornata Sosa – ci pensa Logan a far canestro, dove Dyson è una spina nel fianco per le difese avversarie con la sua grande velocità, con Sanders capace di piazzare triple da distanze siderali. Ma anche sotto i tabelloni le cose non vanno malissimo per il Banco, con Shane Lawal – 12,0 punti, 8,8 rimbalzi – che ha lottato ad armi pari con Samuels per l’intera semifinale, con Jeff Brooks in grado di volare sopra il ferro ad ogni azione e con la coppia di origine africana Mbodj-Kadji che si alternerà sul parquet in una sorta di turnover a disposizione di coach Sacchetti.

Ma anche Reggio Emilia ha l’occasione di cucirsi il suo primo tricolore sulle canotte, grazie ad un nucleo italiano capace finalmente di combattere ad armi pari con le superstars di oltreoceano, dove Andrea Cinciarini non si farà intimorire dalla sfida con Dyson e Sosa, dove Achille Polonara potrà mettere in difficoltà le ali avversarie con il suo atletismo e il suo perfezionato tiro da tre, dove Riccardo Cervi dovrà dimostrare di essere in grado di limitarsi nel commettere falli ingenui e dovrà sfruttare tutti i suoi 216 cm. e dove Amedeo Della Valle – che sta giocando con una caviglia messa male – vorrà dimostrare di essere pronto ai grandi palcoscenici, ma naturalmente la Grissin Bon chiederà il 110% alla sua pattuglia straniera, con Kaukenas e Lavrinovic che dovranno far valere tutta la loro classe ed esperienza, senza dimenticarsi del prezioso apporto del lettone Silins e del centro Chicoko.

Il pronostico di Pu24
Ci sarebbe piaciuto poter vedere Reggio Emilia al completo, con Drake Diener e Mussini disponibili e con Lavrinovic al massimo della forma, ma gli infortuni fanno parte del gioco e non sarà semplice per la Grissin Bon contrastare i 12 giocatori sassaresi con una rotazione limitata ad otto-nove uomini. Gli emiliani hanno dalla loro il piccolo vantaggio del fattore campo, ma in una serie al meglio delle sette non è poi così determinante. Se Reggio Emilia dovesse vincere i primi due match casalinghi, la finale potrebbe prendere una piega inaspettata, ma se Sassari riuscirà ad espugnare subito il PalaBigi, non sarà semplice per i ragazzi di coach Menetti riconquistare il servizio e la finale potrebbe non arrivare a gara sette: Reggio Emilia – Sassari 2-4.

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST
Tutto fermo in casa Vuelle aspettando lunedì prossimo, quando si riunirà il Consorzio per definire il budget disponibile per la prossima stagione. Non aspettiamoci grosse novità, anche se qualche azienda parrebbe disposta a raddoppiare il suo impegno economico, nel tentativo di superare i due milioni di euro lordi, operazione non riuscita nel campionato appena concluso, anche se il vero obiettivo del presidente Costa è di arrivare a quei due milioni e mezzo che metterebbero la Consultinvest sullo stesso piano delle altre formazioni di media fascia. Sul fronte tecnico la priorità e quella di firmare i tre italiani che affiancheranno Basile e uno juniores destinato a fare il decimo, uno potrebbe essere Musso, anche se il capitano ha chiesto un ritocco del suo ingaggio, altrimenti si virerebbe sul veneziano Marco Ceron, che in semifinale ha giocato poco, ma che ha caratteristiche tecniche adatte al gioco di coach Paolini. Il quarto italiano dovrà essere l’ala piccola che prenderà il posto di Raspino, anche se Tommaso aspetterà una chiamata della Vuelle fino alla fine del mese, ma il primo a firmare sarà il futuro centro di riserva, con diversi nomi sul taccuino di Stefano Cioppi, tutti provenienti dalla Legadue e quasi tutti più cinque che quattro, decisione condivisibile per coprire le spalle di Judge o di chi ne prenderà il posto, avendo nel roster anche un quattro con le caratteristiche dell’ungherese Lorant. In pole position l’ex Ferentino Paul Biligha, ma piacciono anche Andrea Renzi e il triestino Francesco Candussi, mentre dovrà decidere se continuare nell’attività agonistica il 38enne Michele Maggioli che ha lasciato Jesi dopo 10 anni e che potrebbe chiudere nella sua Pesaro la carriera.

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