Fano, l’opposizione (compatta) si sente imbavagliata: “La maggioranza blinda la commissione garanzia e controllo”

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16 giugno 2015

Aguzzi Stefano, Ansuini Roberta, Cucuzza Maria Antonia, D’Anna Giancarlo, Delvecchio Davide, Garbatini Aramis, Omiccioli Hadar, Ruggeri Marta e Santorelli Alberto

FANO – Quello che si è verificato in questi ultimi giorni pare proprio un attentato alla democrazia ed al ruolo di controllo che l’opposizione ha il dovere di svolgere nei riguardi del lavoro della maggioranza. Con un colpo di mano architettato con precisione, è stata richiesta alla Segretaria Generale la predisposizione di una delibera che propone una modifica parziale del vigente regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Comunale, mediante l’inserimento di nuove disposizioni concernenti il quorum legale e funzionale per la Commissione di garanzia e controllo. Peccato che il tutto sia avvenuto senza la preliminare e necessaria convocazione dell’apposita riunione dell’Ufficio di Presidenza, la quale si è invece svolta su due piedi dopo lo scorso Consiglio Comunale, datato 11 giugno, con l’assenza della Vicepresidente di opposizione Ruggeri, che aveva già lasciato l’aula. Pertanto sembra che il Presidente e una Vice si siano arrogati il diritto di dare indicazioni su un aspetto delicato e problematico riguardante l’unica commissione ad essere presieduta di diritto dall’opposizione, senza curarsi di informare tutti coloro che dell’Ufficio di Presidenza fanno parte e soprattutto chi occupa quel ruolo per tutelare gli interessi dell’opposizione e quindi di tutti i cittadini rappresentati dall’opposizione stessa. Questione centrale è la proposta di inserire, nell’articolo 22 del Regolamento, il comma 1 bis, che presenta profili molto dubbi e pertanto andrebbe discusso in ogni sede possibile, poiché prevede, in modo del tutto arbitrario, che i componenti di questa commissione permanente, al momento della votazione, pesino in base al numero dei membri del gruppo consiliare di appartenenza e non valgano per testa. Questa variazione, oltre ad essere contraria a quanto per esempio avviene nella vicina città di Pesaro, lederebbe in maniera definitiva il diritto dell’opposizione di far valere il proprio ruolo di vigilanza e garanzia, e vincolerebbe il funzionamento della commissione stessa al benestare dei gruppi di maggioranza che, volendo, potrebbero inibire la convocazione di tutte le sedute. Politicamente questa è una manovra torbida che stigmatizziamo con fermezza, anche pubblicamente, nella speranza che ci sia un ravvedimento e si apra un auspicabile confronto tra le parti per arrivare ad una soluzione che tuteli tutti, evitando in ogni modo di snaturare le specifiche funzioni di questa commissione che, altrimenti, smetterebbe di avere ragione di esistere. Riteniamo che questa forzatura sia intollerabile e inammissibile per il normale svolgimento di una dialettica che si voglia definire democratica. Se non si farà un passo indietro, saremo costretti ad interpellare chi deve garantire il buon funzionamento dell’intero Consiglio Comunale e non è legato agli interessi di una singola parte. Ma una domanda ci sorge spontanea. Di che cosa ha paura questa maggioranza? Perché con vari escamotage sta impedendo che le commissioni di garanzia e controllo si svolgano serenamente ed in un clima di collaborazione? Dov’è la tanta decantata trasparenza? E la partecipazione che fine ha fatto, visto che da tempo chiediamo che le commissioni, già pubbliche, possano essere trasmesse in streaming?

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