Passaggi, sarà a Fano con Ennio Remondino per ricordare il 20° anniversario del massacro di Srebrenica

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16 giugno 2015

FANO – Era l’11 luglio 1995. Se sulle coste italiane c’era gente in spiaggia a prendere il sole, dall’altra parte dell’Adriatico, alla stessa latitudine di Fano, ce n’era altra che moriva. Migliaia di uomini dai 12 ai 77 anni vennero catturate, uccise e inumate in fosse comuni mentre centinaia di donne furono braccate e stuprate dalle milizie serbe ai comandi di Ratko Mladić.

Quello che accadde vent’anni fa a Srebrenica, in Bosnia, è un episodio vicino nel tempo, ma appannato nella coscienza collettiva.

Eppure, all’epoca, partì proprio da Fano un’ iniziativa di solidarietà che riscosse enorme successo: una lunga catena umana che si sviluppava da Trieste a Brindisi, lungo il litorale adriatico. Ne fu promotore Leandro Turriani, il giornalista fanese inviato di guerra a Sarajevo.

E in occasione del ventesimo anniversario di quello che fu il più grande massacro dai tempi della seconda guerra mondiale, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, giornalista, sarà al Passaggi Festival, giovedì 18 giugno, per presentare il suo libro “Srebrenica. La giustizia negata” ( Infinito Edizioni) e rivendicare così un’attenzione spesso negata, la giustizia abdicata dalla pavidità europea e dell’impotenza dell’ONU, quella che Moni Ovadia, autore della dolente prefazione, definisce «la bancarotta morale dell’intero Occidente». Insieme a Noury ci sarà uno dei grandi protagonisti di quegli anni, Ennio Remondino, inviato di guerra Rai che ci raccontò dalla ex Jugoslavia quel che accadeva in quei giorni drammatici.

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