Semplicemente Giachi. Giacomo Ridolfi racconta su facebook la libertà ritrovata

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16 giugno 2015

Ridolfi esulta attaccato alla rete di recinzione del Prato: l'abbraccio con la Vecchia guardia tra poco sarà reale

Ridolfi esulta attaccato alla rete di recinzione del Prato

Giacomo Ridolfi a cuore aperto, senza barriere, senza microfoni davanti. Semplicemente Giachi. Dove? Su Facebook. Lo stesso posto virtuale dove mercoledì scorso, dopo 23 giorni trascorsi tra carcere e arresti domiciliari, aveva voluto urlare al mondo la propria liberazione per insussistenza ai requisiti minimi alla misura preventiva nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer. Il talento cresciuto nella Vis Pesaro e, nell’ultimo campionato in forza al Santarcangelo in Lega Pro ma sotto contratto per i prossimi due anni con il Carpi, ha voluto ringraziare gli amici e togliersi qualche sassolino. Vi proponiamo qualche estratto. “Dopo i primi giorni di euforia e totale voglia di vivere mi sembra giusto dire due parole sulla vicenda – ha scritto Ridolfi – e naturalmente parto dai ringraziamenti, ringraziamenti infiniti per la gente che mi e` stata vicina, a partire dalla mia famiglia in primis, e poi a tutti i miei amici… a tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno voluto farmi sentire la propria vicinanza e il proprio sostegno in un’esperienza cosi difficile e indescrivibile… voi che mi avete dato la forza di andare avanti e di non mollare, voi che conoscendomi sapevate che Rido non poteva essere un delinquente, e che la stessa persona che ha iniziato a giocare a calcio a 4 anni e che coltiva da 21 un sogno non avrebbe mai potuto vendersi una partita… una delle prime cose che mi hanno detto la` dentro e` stata: “quando uscirai da qui capirai chi sono veramente i veri amici” e cosi` e` stato… ho potuto fare una cerchia nella mia vita, decidendo di tenermi vicino le persone che mi vogliono veramente bene, eliminandone altre anche inaspettatamente… Ora qualche considerazione devo farla su di voi.. voi che vi siete sentiti in dovere di attaccare le persone che mi hanno espresso solidarieta`.. deridendo e scherzando sulla brutta situazione che stavo vivendo.. sappiate che fate veramente pena e siete anche abbastanza ignoranti …si perche` per non capire che iostoconrido non e` altro che un gesto di solidarieta` nei confronti miei e della mia famiglia bisogna essere veramente ignoranti, e cosi` eccovi a moralizzare, a deridere, a parlare senza neanche sapere come stavano i fatti…”. Ridolfi continua: “E’ stata un’esperienza che mai potrò dimenticare, che mi ha insegnato tantissime cose e reso sicuramente più forte”.

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