Domenicucci e Gattoni: “L’interpretazione della Corte dei Conti è tecnica, non politica, pretestuoso tirare in ballo gli amministratori”

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18 giugno 2015

PESARO – “L’interpretazione della Corte dei Conti è ‘tecnica’, contabile, non gli si può dare quindi una connotazione politica. Secondo la Corte, la vendita di beni della Provincia alla società pubblica Valore Immobiliare non andava inserita nel bilancio 2012 come entrata derivante dall’alienazione di beni, ma come entrata dovuta all’accensione di prestiti. Nel fare quell’operazione ci basammo sulla normativa vigente in quel momento, la legge 289 del 27 dicembre 2002, (art. 84), che aveva avuto tra l’altro un precedente illustre, essendo stata applicata dallo stesso ministro Tremonti per le operazioni di cartolarizzazione fatte a livello nazionale”. Il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci ed il dirigente dell’Area finanziaria Adriano Gattoni rispondono alle accuse rivolte all’ente dal M5S.

Proprio perché si tratta di un’operazione tecnica di bilancio è pretestuoso – aggiungono – tirare in ballo gli amministratori, visto che hanno approvato i bilanci in pareggio, come certificato dalla stessa Corte dei Conti delle Marche. Va infatti ricordato al M5S che una cosa è il bilancio e un’altra il patto di stabilità interno, che si basa su regole extracontabili di natura europea. Quell’operazione di cartolarizzazione non ha influito sul bilancio, che infatti è rimasto in equilibrio, ma sul patto di stabilità”.

Ad ogni modo, come ricordano Domenicucci e Gattoni, la causa principale dello sforamento del patto di stabilità fu dovuta nel 2012 non alle operazioni di cartolarizzazione, ma alle ingenti spese straordinarie, ben 4 milioni e 300mila euro, sostenute dalla Provincia per pagare tutte ditte che avevano lavorato per il “nevone” e per far fronte alle tante “emergenze nell’emergenza”, anche a sostegno dei cittadini.

Il Governo, che ci aveva riconosciuto lo stato di emergenza – aggiungono – si era impegnato a rimborsare alla Provincia l’intero ammontare delle spese sostenute. Invece, oltre al danno la beffa, visto che abbiamo ricevuto solo mille euro (per l’esattezza 1.123,62) per le spese di vitto e alloggio sostenute dai militari inviati nel nostro territorio”.

Tornando alla Corte dei Conti, i due dirigenti evidenziano come l’esame del conto consuntivo 2012, avvenuto nel 2014, sia stato fatto sulla base di un’evoluzione della normativa in tema di cartolarizzazioni, vale a dire il decreto legislativo 126 del 2014, che ha rivisto in parte alcuni principi. “Nel 2012, quando vigeva l’altra normativa, operazioni simili vennero portate avanti anche da altri enti locali, ispirate dalla medesima normativa nazionale. Tra l’altro, la Provincia si avvalse anche della consulenza e supporto di una società specializzata, che aveva seguito analoghe cartolarizzazioni in altri Comuni e Province”.

Quanto al futuro dell’ente, e di quello di tutte le altre Province italiane, non dipenderà dal patto “ma dai tagli previsti per il triennio 2015-2017 dalla legge di stabilità, che metteranno a rischio i servizi offerti ai cittadini, comprese le funzioni considerate fondamentali dalla legge De Rio”.

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