Ricci esporta la bicipolitana a Catania: “A Pesaro il nostro modello è opportunità turistica”

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20 giugno 2015

PESARO – Esporta la bicipolitana, Matteo Ricci, alla prima conferenza nazionale Anci sulla mobilità sostenibile in corso a Catania, raccontando la genesi: «Dieci anni fa abbiamo scoperto l’uovo di colombo. Nel nostro territorio c’era un grande dibattito sul trasporto pubblico, su cui ci sentivamo fortemente penalizzati. Di ritorno da una vacanza a Berlino con la famiglia, ho tirato fuori dalla tasca del cappotto la cartolina dell’U-Bahn (la metro della capitale tedesca, ndr). All’epoca ero consigliere comunale: ho chiesto di fare in città la stessa rete di metro. Ma di superficie, con la bicipolitana».

L'appuntamento Anci a Catania

L’appuntamento Anci a Catania

La sintesi è che «abbiamo inaugurato una linea ogni anno. Una scommessa per un sistema alternativo di mobilità sostenibile. Ora siamo a 80 chilometri, l’obiettivo è arrivare a 100: Legambiente ci ha messo tra le capitali della bici, al primo posto insieme a Bolzano, per spostamenti urbani. Quasi il 35 per cento dei pesaresi usa la bici: la nostra è stata una scelta infrastrutturale. Che ha dato esiti positivi sull’alleggerimento del traffico, così come su salute e su qualità della vita. Il problema, alla fine, è stato ribaltato in opportunità turistica».
Uber. Al centro della due giorni nel centro fieristico ‘Le Ciminiere’ – a cui partecipano, tra gli altri, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il presidente Anci Piero Fassino, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, il sindaco di Catania Enzo Bianco e il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta – i modelli per lo sviluppo di città sostenibili. «Uber? Un’esperienza che ha evidenziato contraddizioni – ha osservato Ricci –. Ma è stata anche una frustata positiva, che ha aiutato ad aprire nuovi scenari». I vuoti non esistono, ha proseguito il sindaco di Pesaro, «né in politica, né nell’affermare la modernità. In questo caso c’è stata l’esigenza di una mobilità nuova. Ci sono aspetti che non mi convincono, che riguardano i diritti, la contribuzione, il rispetto delle regole, la concorrenza sleale. Ma Uber ha dimostrato che un trasporto condiviso può essere organizzato, e che sul trasporto condiviso si può fare impresa. Se Uber si è posto in modo così prepotente, significa che altri sono arrivati in ritardo e che il tema può essere affrontato in modo nuovo: è una sfida anche per le pubbliche amministrazioni e per la riforma dei servizi pubblici locali, compresi i trasporti».
Social network della mobilità. «Quando l’Italia uscirà dalla crisi non sarà più il Paese della quantità della crescita. Dobbiamo investire, allora, sulla qualità della crescita: la partita della mobilità sostenibile può rappresentare uno dei pilastri del modello». Applicazioni: «Penso al social network della mobilità: una piattaforma che, utilizzando quelle già esistenti, ci dica come muoversi in maniera più agevole, senza il mezzo privato, in bici, in metropolitana. E anche a piedi, perché in quel determinato momento, magari, si fa prima camminando».
Modelli. «L’Istat – ha continuato il vicepresidente Anci – ha sperimentato un nuovo indicatore che misura la crescita basandosi su altri parametri rispetto al Pil: salute, sostenibilità, tasso di disuguaglianza». Nel dettaglio: «Come si misurano, in termini di benessere, salute e minore traffico, gli 80 chilometri della bicipolitana di Pesaro? Quanto vale portare i bambini a scuola in bicicletta? Mettiamoci nelle condizioni di quantificarlo: dobbiamo scegliere che sviluppo dare al Paese».
Sul tavolo della conferenza, tra l’altro, una serie di azioni dei sindaci italiani, «dalla condivisione di un Piano strategico nazionale alla semplificazione delle norme», passando per «integrazione degli investimenti e promozione di un fisco equo».

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