“Pasolini? Avremmo dovuto fare un film assieme”: l’eleganza di Paul Vecchiali e del suo cinema a Pesaro. Dopo Terra e Petting Zoo, il programma dell’ultimo giorno della Mostra del Cinema

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26 giugno 2015

Paul Vecchiali (ph. Luigi Angelucci)

Paul Vecchiali (ph. Luigi Angelucci)

PESARO – Si è svolto oggi in Pescheria l’incontro con Paul Vecchiali moderato da Cecilia Ermini, dimostrando come la sua forza non sia solo nelle immagini, ma anche nelle parole. Del resto alla sua età –  ha superato gli ottanta – e con oltre cinquanta opere all’attivo, ha attraversato tutte le epoche del cinema francese e internazionale dagli anni sessanta oggi, cercando sempre il suo percorso e ora non teme più nessuno. Ecco perché l’incontro con il cineasta francese è stato uno dei momenti più intensi dell’edizione 50+1 della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. La sala del Centro Arti Visive era piena come quasi sempre è accaduto in questa nuova direzione artistica che porta la firma di Pedro Armocida, tanti giornalisti e critici, ma anche tanta gente comune, perché il festival quest’anno è anche questo.

Vecchiali ha portato a Pesaro il suo Nuits Blanches sur la jetèe (White Nights on the Pier), proiettato in piazza ieri sera nella sezione Because the Night,  riscuotendo ampi consensi. Il regista spiega con la sua solita eleganza e senza mai scomporsi: “L’ho girato in tre notti, non sono mai intervenuto con gli attori, se non nel ritmo. Non ho interrotto neppure su rumori sonori di un treno, di un aereo o nave. Sono stati bravi gli interpreti ad improvvisare e a farli rientrare con naturalezza nella sceneggiatura”. Ma questo non ha inciso su una sceneggiatura comunque rigida e precisa: “Sono stati molto fedeli nell’interpretazione. Solo in due momenti hanno sforato, invertendo un qualche parola”. È per questo che il regista d’oltralpe elogia i suoi attori per l’ottimo lavoro svolto: “Sia i tecnici che io siamo rimasti commossi da come gli attori siano stati investiti dai personaggi. Una concentrazione estrema”. E sulla sua presenza in scena all’inizio del film, Vecchiali spiega: “E’ un passaggio di testimone, come dire all’attore il film ora è tuo, fallo…”. E poi al regista piace equipararsi agli attori: “La prima volta che ho recitato era per divertirmi, ma anche per scendere dal piedistallo ed essere allo stesso livello degli attori”.

Anche quando è dietro la macchina da presa, però, rimane potente il rapporto con chi è davanti all’obiettivo: “Gli attori dialogano sempre con me, mi danno suggerimenti  per ottenere un risultato migliore, un beneficio per il film”. Vecchiali poi parla dei suoi prossimi lavori, offrendo delle preziose anticipazioni: “Nel prossimo film C’est l’amour mi sono ritagliato un piccolo ruolo, dò spiegazioni. Invece nel film che sto per iniziare avrò il ruolo principale e sarò attorniato da attori molto famosi che avranno piccoli parti”. Tornando al film presentato a Pesaro sottolinea: “Il budget è stato di 120 mila euro, mentre gli interpreti sono attori di cinema che fanno anche teatro, oltre a essere registi di cortometraggi”. Sulla proiezione in piazza scherza: “Il film si è misurato e ha avuto la capacità di resistere agli “attacchi” di strane luci provenienti dal cielo e dal trenino turistico che passava regolarmente”. Poi definisce con raffinatezza, ma anche con estrema precisione Nuits Blanches sur la jetèe: “Volevo fare un film iperclassico, con una modernità sotterranea”.

Vecchiali ha anche parlato diffusamente e con franchezza del suo rapporto con Pier Paolo Pasolini, a cui la Mostra quest’anno tributa un omaggio. Il regista lo considera: “Uno dei miei più grandi amici, anche se alla fine l’ho visto solo quattro volte”. Lo stesso Pasolini era molto legato al regista francese, come conferma lui stesso: “Del mio Femmes Femmes, 41 anni fa, disse che era il più grande film che avesse mai visto. Io invece non amo i suoi film, perché non può inserire poesie dentro un cappello e pretendere che poi gli spettatori le tirino fuori. Lui inoltre filmava con diverse cineprese, il film lo faceva in fase di montaggio. Era rivoluzionario perché metteva sempre il cavalletto in un punto preciso. L’unico suo film che mi è piaciuto è stato Uccellacci, uccellini e volete sapete il motivo?  Perché l’ha girato con una sola cinepresa”. Infine svela: “Avremmo dovuto fare un film insieme, Pasolini si sarebbe occupato della sceneggiatura e del casting, io giravo e lui guardava. Il contratto era pronto, ma purtroppo è morto tre giorni dopo” e conclude con un’ultima considerazione su PPP: “E’ solo un opinione personale, ma credo che sia stato un grande poeta e un cineasta alla ricerca di se stesso. Più un grande poeta che un cineasta. Pasolini aveva paura del cinema, paura verso l’arte che voleva esprimere. Non amo Accattone e neppure Fellini, perché una cosa è il contenuto e una cosa è come lo affronti. Il contenuto ha uno sguardo giusto”. E tornando sul suo modo di fare cinema, conclude: “Io invece so già mentre faccio riprese come monterò e taglierò, per me il montaggio è una pura formalità”.

IL CINEMA SARA’ LA LINGUA CHE CI SALVERA’ DA BABELE? TERRA DI DE ANGELIS E DI TRAPANI IN CONCORSO A PESARO

Terra di De AngelisAl Concorso Pesaro Nuovo Cinema è sbarcato oggi l’unico film italiano selezionato: Terra di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani. Dopo aver girato insieme due cortometraggi, esordiscono nel lungo con il raffinato omaggio al cinema giapponese Tarda estate, presentato a Venezia nel 2010 e apprezzato anche in molti festival europei, portando ora in anteprima la loro opera seconda a Pesaro. Un film da loro stessi definito un “oggetto misterioso” che coniuga con estrema libertà e originalità lo sperimentalismo visivo alla fantascienza.

Terra di De AngelisIn Terra un buco nero sta per abbattersi sul pianeta minacciandone l’esistenza. Un essere misterioso, giunto inizialmente sulla Terra per distruggerla, se ne innamora e diventa l’unico in grado di decidere il destino dell’umanità, anche grazie all’incontro con una giovane donna (Angela Carbone). Dopo aver preso le fattezze umane di Hal Yamanouchi, l’essere guida lo spettatore attraverso le testimonianze del passaggio dell’uomo sul pianeta, incontrando storie di varia umanità.

Il film è nato dalla collaborazione tra Centro Produzione Audiovisivi dell’Università Roma Tre e Solaria Film e sarà distribuito da Movimento film. Tra rovine del passato e dimensione contemporanea, fasti lontani e attualità tecnologiche, voli spaziali, bellezze perdute e volti antichi, il film mescola immagini documentarie, materiali d’archivio e foto d’epoca creando col montaggio sequenze significative e allegoriche. Le diverse lingue parlate (oltre all’italiano, anche inglese, francese e tedesco), unite all’uso quasi esclusivo della voce off, sembrano convogliare i pensieri di una babele di personaggi, per raccontare la morte morale e culturale di un’intera società. Ma esiste anche la speranza in questo mondo destinato alla scomparsa, una speranza che i due registi affidano anche alla forza salvifica del cinema stesso, quando affermano che Terra è “il nostro personale antidoto alla vita, il nostro paracadute che ci serve ad arrestare il buco nero della morte e della tristezza”. L’assoluto valore di questo “ufo del cinema italiano” è stato confermato anche dal direttore della Mostra Pedro Armocida che ne è stato colpito immediatamente: “abbiamo deciso subito di metterlo in concorso, è stato il primo film che abbiamo scelto e non c’erano altri film italiani che potessero essere in questa competizione”.

E ARRIVO’ IL GRANDE FREDDO NEL CUORE DI LAYLA. PETTING ZOO DI SARAH MAGEE, IN CONCORSO A PESARO

Petting Zoo di Micah MageeOggi, in Piazza del Popolo, l’ultimo film del Concorso Pesaro Nuovo Cinema, Petting Zoo di Micah Magee. La regista originaria del Kansas ma cresciuta in Texas vanta numerose esperienze: prima organizzatrice di festival, poi fondatrice di una casa di produzione, ha realizzato degli apprezzati cortometraggi dopo aver studiato regia a Berlino. Per il suo esordio nel lungometraggio Petting Zoo, presentato in anteprima a Berlino, ha impiegato solo attori non professionisti, scoprendo la bravissima protagonista Devon Keller.

Petting Zoo di Micah MageePetting Zoo racconta una storia tristemente comune nella zona di San Antonio dove è ambientata: una giovane ragazza di diciassette anni, Layla,  all’ultimo anno di scuola, dopo aver ottenuto una borsa di studio per andare al college, scopre di essere rimasta incinta. La sua vita inizia a cambiare, i genitori le proibiscono l’aborto ed è costretta a rinunciare al college e mettersi a lavorare. L’incontro con un ragazzo e un evento inatteso le faranno però mettere le cose in prospettiva, portandola a riconsiderare l’ambiente che la circonda.

Ancora una storia al femminile in Concorso alla Mostra di Pesaro, ancora una donna in difficoltà costretta dai pregiudizi e dall’ottusità dell’ambiente in cui è cresciuta a rinunciare alla propria vita. Un racconto di formazione e presa di coscienza che trova nel volto della debuttante attrice protagonista lo specchio dei turbamenti dell’adolescenza e di una situazione più grande di lei, riuscendo a convogliare in maniera genuina tutta la gamma di emozioni che attraversano il suo volto. Il film vive di momenti e di dettagli, interessato più a scavare nel profondo dei personaggi che a una narrazione lineare. Lo stile naturalistico vicino al documentario permette allo spettatore di empatizzare con la protagonista e rende il film un solido esempio di cinema americano indipendente.

IL PROGRAMMA DI DOMANI, SABATO 27 GIUGNO

La Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro chiude la sua edizione 50+1 nella giornata di domani sabato 27 con la conclusione di tutti i programmi e la cerimonia di premiazione, ma non mancano gli appuntamenti degni d’interesse, a cominciare dagli ultimi incontri in Pescheria dalle 10, con il nuovo premio indetto dalla Mostra per il miglior libro di argomento cinematografico del 2014 che sarà consegnato a Stefania Parigi per il suo Neorealismo – Il nuovo cinema del dopoguerra. A seguire si terrà una tavola rotonda moderata da Bruno Torri su Pier Paolo Pasolini dal doppio titolo Pasolini nostro contemporaneo – Pasolini pesarese che tratterà sia il suo lasciato culturale e che la sua storica partecipazione alle prime edizioni della Mostra.

La giornata al Teatro Sperimentale parte invece alle 15 con la proiezione delle ultime tre opere prime appartenenti all’evento speciale Esordi italiani. Si comincia da Ananke, alla presenza del regista Claudio Romano, poi alle 16.30 Eleonora Danco presenterà il suo N-capace, mentre alle 18.10 sarà proiettato Miele di Valeria Golino. Conclude il programma dello Sperimentale Konec epochi (La fine di un’epoca) di Sof’ja Cernyseva per lo speciale Sguardi femminili russi, mentre alle 15 l’unico programma previsto per la Sala Pasolini, Animania, in cui verranno proiettate le otto puntate prodotte da Sky lo scorso anno, in seguito all’evento speciale dedicato all’animazione italiana dalla Mostra di Pesaro.

L’edizione 50+1 chiude ufficialmente in Piazza del Popolo quando alle 21.45 si terrà la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del Premio Lino Miccichè per il Concorso, a cui seguirà il film di chiusura, La nostra quarantena di Peter Marcias, alla presenza dello stesso regista e degli attori protagonisti Francesca Neri e Moisè Curia.

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