Autotrasporto, col blocco delle agevolazioni centinaia di imprese pesaresi a rischio chiusura

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30 giugno 2015

CamionPESARO – Un’altra tegola per le imprese dell’autotrasporto. Non bastasse la crisi che in questi anni ha fatto chiudere centinaia di imprese in tutta la provincia di Pesaro e Urbino, ora arriva anche la notizia del blocco delle agevolazioni da parte del Governo per le cosiddette deduzioni forfettarie. Una decisione che rischia di far chiudere centinaia di imprese in provincia.

La denuncia arriva da CNA-FITA che lancia l’allarme invitando i parlamentari eletti nelle Marche ad intervenire con urgenza in particolare presso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

“Alla vigilia delle dichiarazioni dei redditi (modello 740), di migliaia di imprese artigiane dell’autotrasporto (4.161 nelle Marche, oltre 1.200 in provincia di Pesaro e Urbino) – dice il responsabile regionale di FITA-CNA Riccardo Battisti – apprendiamo infatti che la Ragioneria Generale dello Stato, ha bloccato la fruibilità delle agevolazioni relative alle cosiddette “deduzioni forfettarie”, ritenendo i 60 milioni di euro destinati alla copertura di tale agevolazione non sufficientemente capienti”.

Si tratta di deduzioni e crediti d’imposta essenzialmente legati al recupero forfettario delle spese sostenute dagli autotrasportatori per le trasferte e che, in questa drammatica congiuntura economica, sono la sola voce che consente a migliaia di piccole imprese di sostenere i propri bilanci. Si tratta di fondi senza i quali le piccole imprese, soprattutto quelle monoveicolari (che rappresentano il 70% del trasporto marchigiano), rischiano di chiudere definitivamente.

La posizione di CNA-FITA su questo specifico punto è stata, da sempre, chiara e non interpretabile. Battisti aggiunge “Siamo stanchi di assistere ad una incapacità di programmare e gestire i bisogni e le necessità minime di un settore ridotto così com’è proprio dall’assenza politica di visione, che disattende precisi impegni assunti e continua a favorire le solite lobby. Le soluzioni ci sono, basta trasferire su questa voce di costo fondi destinati ad altri capitoli di spesa, in questo momento non altrettanto prioritari. Se servono ulteriori risorse è da lì che debbono essere trovate. Diversamente sarà certa la proclamazione del fermo nazionale”.

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