False birre artigianali, sequestrate nel Pesarese un milione di etichette fraudolenti

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1 luglio 2015

Ora, si falsifica pure la birra artigianale. Scoperto dal personale del Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF) del Corpo forestale di Pesaro-Urbino, il commercio di falsa birra artigianale nella grande distribuzione organizzata.
Dagli accertamenti condotti dalla Forestale è infatti emerso che tredici tipologie di birra, prodotte in serie da imprenditori non artigianali, venivano poi messe sul mercato come birre “artigianale” ma che di artigianale non avevano nulla, se non il prezzo più alto e l’idea di una qualità elevata.

Le indagini sono state portate avanti dalla Procura della Repubblica di Pesaro con sequestro preventivo di oltre un milione di etichette fraudolenti che sarebbero state apposte, con probabilità , su birre industriali in vendita in Italia e all’estero. Chiariamo: i prodotti commercializzati sono genuini, non pericolosi e la grande distribuzione non è coinvolta in alcun modo nella frode. Il problema sono la pubblicità ingannevole e concorrenza sleale: un reato di frode nel commercio che prevede la reclusione o la multa per chi consegna all’acquirente una cosa per origine, provenienza o qualità diversa da quella pattuita o dichiarata. Nel mirino sono finite una trentina di birre artigianali.

 

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