Andrea Cecconi attacca, la Provincia querela

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2 luglio 2015

PESARO – Attacco dell’onorevole a 5 Stelle Andrea Cecconi alla Provincia, con l’ente che risponde decidendo di querelare il parlamentare per calunnia e diffamazione.

CECCONI (M5S): SULLE RESPONSABILITA’ DI RICCI DECIDERA’ LA MAGISTRATURA, SI PLACHINO I SUOI FEDELISSIMI

Andrea Cecconi, deputato del Movimento 5 Stelle

Andrea Cecconi, deputato del Movimento 5 Stelle

“Lo sforamento del patto di stabilità interno da parte della Provincia nel 2012, comeaccertato dalla Corte dei Conti, è l’ennesima conferma dell’incapacità dimostrata da Ricci nella gestione dell’ente. Nonostante lo scudo umano alzato dai suoi sodali in questi giorni, sono i fatti a confermarlo a cominciare dalle sanzioni che verranno erogate a seguito della violazione del patto di stabilità.” Commenta così il deputato pesarese Andrea Cecconi a seguito della mozione di sfiducia depositata contro il sindaco Ricci.

“Una circolare del Ministero chiarisce espressamente che le sanzioni personali ai vertici politici vadanoapplicate agli amministratori in carica durante la gestione fallimentare. Quindi Ricci, Seri e Mainardi subiranno delle sanzioni pecuniarie ma secondo la capogruppo PD in Comune non sarà per delle loro dirette responsabilità”.

“Sono confuso, – incalza il parlamentare – credevo di vivere in uno Stato di diritto che riconosce e sanziona le responsabilità. Stando alla Fraternali sarebbe colpa dei dirigenti, che hanno sbagliato le proprie valutazioni”.

“Dal canto loro i dirigenti, pur continuando a proteggere il loro benefattore, si guardano bene dall’assumersi la responsabilità di alcunché. Anzi, ci fanno sapere che loro erano perfettamente in regola perché hanno agito in base ad una norma del 2002 che consentiva quell’operazione. Peccato – prosegue – che nel 2012, anno in cui hanno commesso il madornale errore, era già in vigore il dlgs.350/2003 che al comma 17  dell’art. 3 sancisce che ‘costituiscono indebitamento le operazioni di cartolarizzazione accompagnate da garanzie fornite da amministrazioni pubbliche’. Esattamente la fattispecie che ha messo nei guai la Provincia per l’anno 2012, cioè 9 anni dopo l’entrata in vigore di questa norma”.

“Certo, se fosse davvero colpa dei dirigenti, bisognerebbe capire quali conseguenze disciplinari subiranno per un errore da 4,5 milioni di euro.” Prosegue così l’analisi del grillino, “ma pare che ergersi a scudo umano di un amministratore inetto sia molto redditizio, visto l’evolversi della carriera del fedelissimo Domenicucci, il quale, ben prima di avere avuto chiarimenti dal Ministero, è tra i primi dirigenti della Provincia a essere stato riallocato in una nuova Pubblica Amministrazione e oggi lavora in Comune a Pesaro, dove, evidentemente, c’era spazio per un ragioniere che sbaglia a posizionare 4,5 milioni di euro in bilancio”.

“La verità è che queste operazioni fallimentari sono state volute e comandate da Ricci e dalla sua giunta, i quali hanno anche approvato un bilancio costruito ad arte per fingere un rispetto del patto di stabilità che tutti sapevano essere una finzione. Per questo motivo – annuncia – ho inviato un esposto alla Corte dei conti, perché sia la Magistratura ad accertare l’intento fraudolento di Ricci nel depositare un bilancio che sapeva essere falso. Tanto più che, senza questo giochino contabile, nessuno di loro si sarebbe potuto candidare alle ultime elezioni e oggi allo stato attuale una condanna della Corte dei conti rischia di renderli incompatibili con il ruolo ottenuto ingannando i cittadini”.

“Questa gestione incapace – conclude il deputato, membro della Commissione Affari Costituzionali alla Camera – oltre al danno erariale, economico e alle penalizzazioni che dovranno subire i cittadini della provincia, evidenzia un altro aspetto che sarà la Procura della Repubblica a valutare, in quanto a mio parere l’operazione svolta sia stata creata unicamente con lo scopo di permettere a Ricci, Seri e Mainardi di potersi candidare alle ultime elezioni, lasciandoci in eredità quelbilancio che ha incoronato la nostra Provincia come la peggiore d’Italia”.

LA PROVINCIA QUERELA CECCONI PER CALUNNIA E DIFFAMAZIONE. DOMENICUCCI: “BASTA FALSITA’, NON E’ PIU’ POSSIBILE TOLLERARE ACCUSE INFONDATE, IL NOSTRO UFFICIO LEGALE E’ GIA’ AL LAVORO”

PESARO – La Provincia di Pesaro e Urbino ha deciso di querelare l’onorevole Andrea Cecconi “per calunnia, diffamazione e qualsiasi altro reato la Procura della Repubblica individuerà nella condotta dello stesso, fortemente lesiva dell’immagine ed operato dell’ente, degli amministratori passati e presenti e dei dirigenti”. Lo evidenzia il direttore generale Marco Domenicucci dopo le dichiarazioni dell’esponente del M5S a vari organi di informazione.

Domenicucci

Marco Domenicucci, direttore generale della Provincia

“Il nostro ufficio legale – dice Domenicucci – è già al lavoro. Non è più possibile tollerare accuse infondate di Cecconi sulla stampa riguardo alla creazione di Valore Immobiliare, ai bilanci e alla situazione economica dell’ente. Non si può continuare tutti i giorni a dire il falso senza neanche sapere di cosa si parla”. Domenicucci evidenzia come la procedura per la costituzione della società Valore Immobiliare si svolse con la massima trasparenza, sulla base della normativa vigente all’epoca e con il parere favorevole dei revisori dei conti. Venne anche fatto ricorso all’ausilio di consulenti specializzati in questo tipo di operazioni, fatte in altre Province e Comuni italiani. “Che poi la Corte dei Conti – aggiunge – abbia valutato a posteriori l’applicazione della norma in modo diverso, indicando che una somma doveva essere inserita in una specifica parte del bilancio anziché in un’altra, è cosa ben diversa dall’affermare, come fa l’onorevole Cecconi, che si sia voluto falsificare i bilanci dell’ente. Sono accuse gravi che non possiamo accettare”.

Il direttore generale della Provincia ricorda all’onorevole Cecconi come l’ente abbia approvato i propri bilanci in equilibrio nel 2013 e nel 2014, quest’ultimo con un avanzo. “Parlare continuamente di dissesto dell’ente quando non si è mai verificata questa situazione – dice Domenicucci – è altamente lesivo dell’operato degli amministratori e dirigenti, che stanno portando avanti un lavoro reso sempre più complesso dagli enormi tagli inferti dalla legge di stabilità alle Province”.

Infine, alcune dichiarazioni a titolo personale. “Vorrei ricordare a Cecconi – dice Domenicucci – che da 6 anni svolgo il ruolo di direttore generale e non più di ragioniere capo, ruolo esercitato da altro dirigente che ha la mia stima. Quanto al mio incarico al Comune di Pesaro, voglio chiarire che è a termine e che non comporta alcun tipo di vantaggio né economico né di carriera, essendo stato chiamato per un periodo transitorio in attesa dell’arrivo di un altro dirigente a tempo pieno. Il mio incarico in Comune cesserà il 30 luglio, per poi riprendere a tempo pieno l’attività in Provincia”.

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