La Vuelle ora pesca negli States: la situazione del mercato biancorosso

di 

2 luglio 2015

vl_caserta_138 vuellePESARO – A che punto è il mercato della Consultinvest? Siamo a metà dell’opera, dopo l’ingaggio di tre nuovi italiani, la conferma di Basile e la decisione di inserire uno juniores come decimo delle rotazioni, ma sicuramente non siamo al 50% del valore effettivo della squadra. Perché saranno i cinque stranieri del quintetto a fare la differenza – nel bene e nel male – per una Vuelle che ha giustamente scelto di completare il suo pacchetto di italiani, prima di avventurarsi nell’infinito mondo delle Summer League, dove centinaia di giocatori si metteranno in mostra alla ricerca di un posticino nell’Nba, per poi virare sulle Minors americane o sull’approdo in Europa, saranno ancora una volta gli occhi di Stefano Cioppi a monitorare dal vivo le decine di giocatori visionati in video in questi giorni, con il d.s. pesarese che proprio in queste ore è arrivato a Las Vegas, dove sarà uno degli otto allenatori internazionali che guideranno una selezione di rookies in un torneo di preparazione per la vera e propria Summer League, in programma nella città del vizio dal 10 al 20 luglio.

Sono tantissimi i nomi sul taccuino di Cioppi, ognuno con i propri pregi e difetti e avere la possibilità di visionarli e parlarci direttamente è sicuramente un valore aggiunto, soprattutto per i ragazzi appena usciti dal college, ma non ci saranno cinque rookies nella Vuelle 2015-16, perché l’intenzione dello staff biancorosso è di ingaggiare almeno un paio di atleti già passati dall’Europa, per alzare il tasso d’esperienza rispetto all’anno scorso e il nome caldo di queste ore è quello di Marc Trasolini, al quale è stata fatta un’offerta (70.000 euro?) leggermente inferiore rispetto allo stipendio che percepiva ad Avellino, ma l’oriundo canadese in Irpinia non si è mai ambientato e gradirebbe tornare in riva al Foglia, dove ha lasciato ottimi ricordi. Ma prima bisognerà battere la concorrenza di un paio di squadre italiane (Varese e Capo D’Orlando) che lo stanno trattando, anche se Pesaro può mettere sul piatto il posto da titolare.

Certamente gli ingaggi di giocatori italiani non ancora affermati non ha suscitato grande entusiasmo nella tifoseria biancorossa, tanto che le domande che ci siamo sentiti rivolgere più frequentemente in questi giorni, sono state: Gazzotti chi? Ma perché Ceron a Venezia non giocava mai? Questo Candussi sarà pronto per la serie A? Ma allora il capitano lo farà Basile? Tutti quesiti legittimi ed inevitabili, quando si acquistano tre giocatori all’inizio della loro carriera, per lo più sconosciuti al grande pubblico e con un background non proprio scintillante, considerando anche che i numeri non sono proprio dalla loro parte se pensiamo che la media punti complessiva di Basile, Candussi e Ceron nella scorsa stagione non ha superato quota 6, contro, tanto per fare un esempio, i 10 messi a segno dal solo Bernardo Musso. Ma lo staff biancorosso ha cercato di porre rimedio agli errori commessi nella gestione precedente, inserendo chili e centimetri sotto canestro con gli arrivi di Candussi e Gazzotti, due giocatori non proprio baciati in fronte dagli dei del basket, ma in grado di rimanere sul parquet in serie A per una decina di minuti.

E’ un gruppo di italiani che certamente piace a coach Paolini, più a suo agio con giovani da far crescere e maturare rispetto ad americani con qualche grillo in testa e dalla difficile gestione e dal margine di crescita di questi giovani dipenderanno molte delle possibilità della Consultinvest di potersi salvare. In fin dei conti l’anno scorso la panchina pesarese era la più debole della serie A, con Raspino e Crow che hanno sofferto l’impatto col massimo campionato, non riuscendo quasi mai ad incidere, mentre – almeno sulla carta – per la prossima stagione una rotazione a nove sembra garantita. Con qualche euro più in cassa ci sarebbe stata la possibilità di portare a Pesaro i due veri obiettivi, ma non è un caso che Tessitori abbia firmato un biennale con l’ambiziosa Cantù e Paul Biligha sia approdato ad una Vanoli Cremona in grossa crescita. Così è dovuto scattare il piano B, almeno per il settore lunghi, mentre Ceron è sempre stata la prima scelta nel suo ruolo, confidando nella voglia di riscattarsi dell’ex veneziano dopo una stagione passata prevalentemente in panchina.

Sono state operazioni ponderate, con il triennale fatto firmare a Basile e il biennale offerto a Gazzotti che pongono delle piccole basi anche per la stagione ventura, mentre i prestiti – da Venezia – di Ceron e Candussi hanno fatto risparmiare qualche migliaia di euro alle casse biancorosse, non dovendo pagare i rispettivi parametri di formazione, con la speranza che questi soldi verranno spesi per ingaggiare stranieri di maggior spessore tecnico. Perché in questa Summer League, i giocatori partecipanti saranno divisi in tante fasce economiche – oltre che tecniche – e poter pescare in quella da 80-100mila dollari, rispetto a quella da 60-80mila dollari, potrebbe fare tutta la differenza del mondo. Ne sapremo di più nelle prossime settimane, con il mercato che entrerà nel vivo da metà luglio in avanti, dopo che si saranno concluse le Summer League di Las Vegas, Orlando e Salt Lake City.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>