#lavocedelweb: Pesaro, spalle al muro

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3 luglio 2015

PESARO – Che Pesaro sia diventata una “città viva” lo percepisci giorno per giorno, non soltanto dalla parole del sindaco/comunicatoreMatteo Ricci ma dalla prova provata che ovunque ti volti, soprattutto la sera, è un florilegio di iniziative. Bancarelle a lungomare o in centro storico, mostre di neo artisti o di aspiranti tali. Musica per giovani, o per chi si sente giovane dentro, alla Palla. Eppoi la promenade di Viale Trieste caratterizzata da ciclisti che scorazzano sull’infinita ciclabile, vanto del consigliere regionale Andrea Biancani, crocchi di ragazzi che socializzano passando da una gelateria a una pizzeria. E, ancora, il grande schermo in piazza. Che ti proiettino lo squalo (45 anni di vita ma li porta bene) o la Corazzata Potemkin è comunque un momento di aggregazione! Ma c’è – e in rete il dibattito è agguerritissimo – l’insofferenza crescente del pesarese, non necessariamente anziano, che lamenta la perdita di quella tranquillità che Pesaro si tramanda da qualche secolo. E’ lui, l’apatico, il teorizzatore del “beda a gì” che non digerisce il nuovo volto di una città che va romagnolizzandosi per fare fronte alla crisi e per risvegliarsi dal suo atavico torpore.

C’è infine l’eterno problema dei residenti centro/mare che si sentono accerchiati da tanta creativa frenesia e dalla perenne smania festaiola. E’ così da sempre quando qualcosa altera gli equilibri sia politici sia sociali sia, qualche volta, persino domotici. Non c’è da stupirsene. Quello che, al contrario, fa stupire è la pervicacia degli amministratori nel non voler mettere in atto alcune iniziative a costo zero. E anche su questo il web si scatena. Conoscete il “muro del pianto” di Pesaro? Noo? Vi siete persi e vi perdete molto. Vi perdete il muro del porto, fine pedalata per tanti ciclisti, un posto che sarebbe apprezzatissimo da un inguaribile ottimista come Leopardi.

Adesso guardate bene la foto. Su Fb ci si chiede perché mai non si dia carta bianca ai graffitari che, qualche volta imbrattano ma spessissimo abbelliscono le brutture e le tristezze di tanti muri.

Noi riprendiamo il quesito dal web e lo proiettiamo qui su PU24. Un minuto di meditazione eppoi…che festa sia!

MURO PORTO

3 Commenti to “#lavocedelweb: Pesaro, spalle al muro”

  1. Aida Giuffrida scrive:

    Anch’io ritengo squallido quel muro grigio e accolgo favorevolmente l’idea di renderlo più allegro attraverso il lavoro (peraltro gratuito) dei graffitari. Sono stata a Lione ed i meravigliosi trompe l’oeil sui muri dei palazzi sparsi per la città, ne costituiscono la caratteristica principale. Vorrei sollevare un’altra questione: quei lampioni pagati con i soldi dei contribuenti e piegati come canne al vento ( di deleddiana memoria) perché non sono stati sostituiti dal fornitore con altri più idonei e più resistenti alle intemperie?

  2. Fabio scrive:

    Forse perché non avrebbe consentito di giustificare un ulteriore uscita di denaro pubblico da mettere a bilancio

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