Manieri ci riprova, da oggi in ritiro a Monaco: “A livello tecnico non abbiamo nulla da invidiare agli uomini”

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6 luglio 2015

Mamma Maria aveva anche provato a farle assaporare altri sport: taekwondo e nuoto. Nulla da fare: “Sua figlia quando vede un batuffolo di polvere, in palestra, prova a calciarlo” le aveva ripetuto l’istruttore. Era destino: Raffaella Manieri, calcio dopo calcio, sacrificio dopo sacrificio, città dopo città, ha sconfitto tutti, pregiudizi compresi, ed è passata dal polveroso campo della piccola Candelara, sulle colline pesaresi, al tetto di Germania, con il Masterschale in mano, in compagnia di Guardiola, Lahm e Neuer. Come si dice “alla faccia di tutti” in tedesco?

Manieri con il portierone Neuer

Manieri con il portierone Neuer sul terrazzo con il Masterschale

Vacanza e celebrazioni finite, da oggi Raffaella è di nuovo a Monaco, in Germania, per riprendere gli allenamenti con il Bayern campione. “Io ho avuto la fortuna di rimandere fedele al mio sogno” aveva raccontato pochi giorni fa a Pesaro, ricevendo il premio al valore cittadino dalle mani dell’assessore Mila Della Dora, ex arbitro professionista. “I miei genitori mi hanno permesso di portare avanti questo sogno di fronte a tante difficoltà, anche culturali, a tutti i pregiudizi. Fortunatamente mi hanno dato delle regole, il calcio mi ha insegnato lo star in gruppo, a rispettare gli altri e crescere senza distrarmi. Con sacrificio. A 18 ho intrapreso questa strada: sono andata Torino. Poi, gli infortuni: tre operazioni. E’ sempre un cadere, non mollare e rialzarsi. E i miei genitori sono stati fondamentali in questo percorso. In Italia il problema è la discriminazione: nel calcio femminile non ci sono le stesse possibilità che si trovano in quello maschile. Io ancora ora, a questo livello che mi permette di stare bene ora, mi devo chiedere cosa fare dopo. All’estero le ragazze sono solo atlete professioniste, in Italia siamo dilettanti. In Germania il livello è alto ma la competizione positiva. Se anche noi in Italia avessimo le stesse opportunità potremmo arrivare a quel livello, invece qui molte ragazze si perdono per strada. Anche perché i genitori non le mandano a giocare e questa cosa mi fa tremare. Siamo indietro anni luce”. Negli Usa, per dire, Obama si è subito congratulato con la Nazionale che ha vinto i Mondiali e, a breve, accoglierà le ragazze alla Casa Bianca.

Da Neuer a Della Dora

Manieri

L’assessore Della Dora e Raffaella Manieri sul terrazzo del Comune di Pesaro dopo aver ricevuto il premio per il valore cittadino

Ma una calciatrice che gioca in Germania in che categoria maschile potrebbe giocare senza sfigurare? “A livello fisico è impossibile parlarne, perché dai 15 anni in poi le strutture fisiche di ragazzi e ragazze cambiano nella forza. Ma dal punto di vista tecnico ci sono giocatrici che non hanno nulla da invidiare nel tirare una punizione o calciare un rigore”

Il selfie con la squadra maschile del Bayern, davanti a 20 mila tifosi, con il Masterschale sollevato sia dalle ragazze che dai ragazzi è l’emblema della parità che si respira in Germania. L’immagine è stata in qualche modo replicata sul balcone del Comune di Pesaro insieme all’assessore allo Sport Mila Della Dora, ex arbitro e assistente di Lega Pro.

“Quando gioco a calcio sto bene e sono felice – ha raccontato Raffaella – Sprono le ragazze che credono in questo sogno a non mollare. Le soddisfazioni, poi, arrivano. A Monaco ho iniziato da zero, ero già in Nazionale ma ho fatto 6 mesi di gavetta, non ho giocato, mi cambiavo nel gabinetto, non c’era posto nello spogliatoio, poi c’è stata la svolta, non mollando, anche grazie ai miei genitori. E’ arrivata la partita da dentro o fuori e da lì in poi non sono più uscita. La squadra maschile? Sono umili, loro non vedono la differenza: c’è l’atleta e basta. Entrambi sappiamo i sacrifici che ci vogliono per stare lì e per questo c’è rispetto reciproco”.

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