Graziani, Urbino non dimentica. La moglie: “Ivan amava il Montefeltro, qui respirava l’arte”

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8 luglio 2015

URBINO – “Sale la nebbia ad Urbino…” come cantava Ivan Graziani, ma non è salita sabato sera a Villa Vittoria. Il panorama delle Cesane che lascia senza fiato, il cielo terso e la temperatura estiva. Tante persone per ricordare un grande artista, nato a Teramo nel 1945 e trapiantato nella città ducale dove frequentava l’Accademia di Belle Arti. Proprio alla scuola d’arte grafica di Urbino ha conosciuto Annamaria Bischi che frequentava la Scuola del Libro e che diventerà sua moglie fino alla morte prematura di Ivan, nel 1997.
Tante persone per l’evento organizzato dall’Associazione Urbino Capoluogo a testimoniare che il territorio, e che Urbino, non si è dimenticato di Ivan e lo ama ancora tanto. “Si, è vero come Ivan ha tanto amato questo territorio-conferma Annamaria- nelle sue canzoni c’è tanto Urbino, tanto Montefeltro, tanta storia e tanta arte. I riferimenti che troviamo nei suoi testi è palese che sono nati qua, in Urbino”.
Sempre la moglie ricorda come spesso le diceva, “Io sento la necessità di andare ad Urbino (Ivan, Annamaria e i due figli Tommaso e Filippo (giovane promessa della musica italiana) vivevano a Novafeltria), lì con chiunque parli respiri arte”.
Quale miglior modo per ricordarlo se non con la bravura dei ragazzi della Cappella Musicale, Istituto per la musica Armonia, che hanno eseguito alcuni dei pezzi più belli del repertorio di Graziani, e una grande sorpresa l’ha portata Massimo Meloni, amico di Ivan, che da ragazzino andava ad ascoltarlo durante le prove alla Cappella Musicale, Meloni ha riproposto canzoni meno conosciute e pezzi inediti, perché Ivan componeva, scomponeva e rivedeva un pezzo molte volte.
Tra gli ospiti, il professor Giorno Nonni, amico di Ivan Graziani e che lo invitò varie volte a lezione per parlare della sua musica. Proprio Nonni ha curato un’opuscolo sulla vita del cantante. Sabato c’era anche Velio Gualazzi, babbo di Raphael, membro della band partita da Urbino, l’Anonima Sound, che nel 1969 arrivò al Cantagiro e che nel ’70 passo all’etichetta di Mogol e battisti, la Numero Uno. Il gruppo si sciolse nel 1971 quando l’artista abruzzese fu chiamato per il servizio militare.
Entusiasta anche Giorgio Londei, presidente dell’Associazione: “Ero amico di Ivan, e mi fa molto piacere vedere tante persone intervenute, e di tutte le età. Dimostra che di Ivan hanno tutti un buon ricordo.” Ad alimentare le emozioni e i ricordi un video proiettato con interviste ai tanti che lo hanno conosciuto, agli amici urbinati e naturalmente ad Ivan. Il filmato, vero tesoro, è stato realizzato da Tele2000 negli anni ’90 e riproposto per l’occasione.
…Quella sera, a Urbino, sono salite solo le magnifiche note pop di Ivan. Perché no, Ivan, tu e la tua musica non morirete. Mai.
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