Latte in polvere, Ricciatti (Sel): “Capire chi ha attivato la procedura, è anche un problema di trasparenza”

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9 luglio 2015

ROMA – “Il rischio che la cancellazione del divieto di utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito, per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari, possa trasformare significativamente il mercato italiano del settore è concreto. Fa benissimo Coldiretti a sollevare con forza la questione, e anche il ministro Martina a schierarsi apertamente a favore dell’attuale impianto normativo sulla materia, ma credo che sarebbe altrettanto opportuno e corretto dire con chiarezza quali forze si stanno muovendo in Italia a favore dell’utilizzo del latte in polvere”. Lo afferma l’on. Lara Ricciatti di Sel, che ha depositato oggi una interrogazione parlamentare per andare più a fondo sulla vicenda.
Rispondendo ad una precedente interrogazione parlamentare, il 2 luglio scorso il Governo, per il tramite del sottosegretario alla Politiche agricole, alimentari e forestali Andrea Olivero, ha dichiarato di aver “chiesto una proroga del termine fissato al 28 luglio prossimo per rispondere alla richiesta di osservazioni avanzata dalla Commissione europea”, per svolgere ulteriori approfondimenti e per consentire lo svolgimento “di un dibattito parlamentare aperto e trasparente sulla questione”.
Il sottosegretario al Mipaaf ha aggiunto che la procedura di infrazione è nata, secondo quanto dichiarato dal Commissario Hogan, dalla “segnalazione ricevuta da un produttore italiano”.
“Siamo ancora alla fase di apertura della procedura di infrazione (fase ‘pre-contenzioso’, ai sensi dell’art. 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) – osserva Ricciatti – e lo Stato italiano ha ancora un ampio spettro di strumenti giuridici per opporsi alla ‘diffida’ della Commissione europea. Ho chiesto al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e al ministro dello Sviluppo economico (co-titolre del fascicolo), di riferire al Parlamento il merito delle osservazioni che l’Italia presenterà a Bruxelles e di chiarire da dove è partita la denuncia. La rappresentanza di interessi particolari è legittima quando è fatta in un contesto di trasparenza – conclude Ricciatti -, dato che sarà una procedura non breve ed articolata in diversi passaggi, innanzi a differenti organi comunitari, sarà meglio palesare da subito quali sono le forze che chiedono l’introduzione del latte in polvere. Solo così potrà esserci un confronto ad armi pari”.

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