L’autotrasporto pesarese pronto alla mobilitazione. La Cna Fita lancia una petizione

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9 luglio 2015

PESARO – L’autotrasporto pesarese aderisce alla protesta marchigiana e si mobilita. Una petizione dei consorzi e degli operatori del settore è stata promossa dalla Cna Fita. Si rivolge ai Parlamentari marchigiani ed ai Consiglieri regionali. Ai Parlamentari si chiedono interventi legislativi per ripristinare i 186 milioni di euro di deduzioni forfettarie alle imprese dell’autotrasporto per le spese non documentabili. Una cifra che per quest’anno è invece stata ridotta a 60 milioni di euro. Ai Consiglieri regionali gli autotrasportatori firmatari della petizione chiedono di proporre al Consiglio regionale un ordine del giorno in tal senso. Inoltre li invitano a coinvolgere la Conferenza delle Regioni per rappresentare al Governo la gravità delle scelte che si stanno compiendo nei confronti dell’autotrasporto.
“Quella del taglio alle deduzioni forfettarie per le spese degli autotrasportatori” afferma Cna Fita Marche “è la seconda tegola che ci è piovuta sulla testa nel giro di pochi giorni dopo la cancellazione della possibilità di dimostrare la nostra capacità finanziaria stipulando apposite polizze professionali, possibilità concessa agli autotrasportatori degli altri Paesi europei.”
A pagare i costi più salati per la riduzione delle deduzioni saranno tutte le 2 mila imprese monoveicolari (più della metà solo nella provincia di Pesaro e Urbino) molte delle quali aderiscono ai 16 Consorzi marchigiani dell’autotrasporto (7 in provincia di Pesaro) che associano 860 imprese con 1.500 veicoli e che, se non verranno ripristinati gli importi dello scorso anno, saranno costrette a cessare l’attività.
“Si tenga conto” sostiene la Cna Fita Marche “che le nostre imprese sono costrette a ricorrere alla riduzione delle imposte col meccanismo delle spese forfettarie per ridurre il differenziale con gli autotrasportatori stranieri che pagano costi inferiori per autostrade, gasolio, assicurazioni. Inoltre subiamo la concorrenza sleale e il dumping sociale da parte di aziende di altri Paesi, principalmente dell’est Europa, ma anche di società italiane che hanno da tempo delocalizzato sfruttando l’opportunità di un costo del lavoro decisamente più basso.”
Intanto dai Parlamentari marchigiani cominciano ad arrivare le prime azioni a sostegno degli autotrasportatori. La Senatrice Camilla Fabbri e il Deputato Emanuele Lodolini hanno presentato, insieme ad altri colleghi, interrogazioni urgenti al ministro dell’Economia ed a quello dei Trasporti, per contestare sia i tempi sia le modalità della riduzione a un terzo delle deduzioni per l’autotrasporto e per chiedere l’adozione di un decreto ministeriale per determinare le agevolazioni spettanti alla categoria, nel rispetto dello Statuto del Contribuente.
“Si tratta” conclude la Cna Fita Marche ”di una corsa contro il tempo perché il 20 agosto è il termine ultimo per la chiusura dei bilanci aziendali e prima di quella scadenza occorre conoscere con certezza l’importo delle deduzioni per le spese non documentabili. Da questa decisione dipende la sopravvivenza delle nostre imprese. Più di un quarto delle 4.161 imprese artigiane dell’autotrasporto sarebbero costrette a chiudere senza agevolazioni, lasciando a casa oltre 2 mila dipendenti. Un dramma non solo economico ma sociale senza precedenti. Per questo non escludiamo altre forme di mobilitazioni, fino ad arrivare al fermo dell’autotrasporto”.

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