Il maestro “Zaga” compie 90 anni, Judo Club Pesaro festeggia Ezechiele Romagnoli

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13 luglio 2015

PESARO – Lunedì scorso, 6 luglio, c’è stato un appuntamento con la storia dello Sport
pesarese: il Maestro benemerito Ezechiele Romagnoli, (il mitico) Zaga per tutti,
ha compiuto 90 anni. E dalla storia alla leggenda il passo è breve,
perché è sicuramente più unico che raro arrivare a quest’età ancora
attivi sul tatami, sul quale Zaga ha esercitato per oltre 60 anni.

Tutti per Zaga

Tutti per Zaga

Generazioni di pesaresi devono a lui la conoscenza del Judo e non
solo, considerato che Zaga, qualche anno dopo la fine della guerra, ha
iniziato a divulgare oltre a quella che allora si chiamava Lotta
Giapponese, il Ju-Jitsu, il Karate, ed infine, poco dopo, l’Aikido.

E’ stato lui a fondare il primo Club delle Marche nel lontano 1951,
quel Judo Club Pesaro ancora vivo e vegeto in via Pietro Gai, in zona
Pantano, dove ancora è possibile ammirare il Maestro fra leve,
proiezioni e strangolamenti; da qui nei decenni sono usciti campioni
regionali, nazionali ed internazionali, primo fra tutti Juri Fazi, che
con due Olimpiadi all’attivo, titoli internazionali ed italiani è
stato uno dei judoka italiani più conosciuti.

Oltre 50 di di questi lo hanno festeggiato a Casa Berardi, dove una
lunga tavolata lo ha attorniato circondandolo di affetto e
gratitudine, ricordando le tante vittorie ed i tanti aneddoti di una
vita dedicata al Judo, che come si sa non è solo sport ma esempio di
vita a tutte le età.
La perfetta organizzazione dell’incontro ha dato anche la possibilità
ad alcuni componenti della prima squadra agonistica del Judo Club
Pesaro, risalente a circa 50 anni fa, di incontrarsi dopo molti anni
per fare gli auguri al loro indimenticato Maestro.

Il maestro Zaga all'opera

Il maestro Zaga all’opera

Sul tatami Zaga non ha solo insegnato la tecnica, riconosciutagli a
livello nazionale, ma anche la determinazione, la passione, il
rispetto, la disciplina, che lo hanno reso Maestro a tutto tondo.
Tutti coloro che hanno frequentato e frequentano la palestra hanno ben
impresse le sue massime, perle di saggezza e di vita vissuta, una su
tutte: ” se tu non hai fame io non posso mangiare per te”, e alternate
ogni tanto da un qualche “ lascia gì sciaplon, beda maché”.

E’ stato un tributo doveroso ad un uomo, un vero e proprio personaggio
fuori dagli schemi, che ha dedicato la sua vita all’Insegnamento, dal
quale hanno tratto profitto e traggono profitto ancora schiere di
atleti ed amatori, che nel suo Dojo hanno capito ed apprezzato la vera
essenza del Judo.

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