M’arcord la Scavolini: indovina chi erano questi “gettonari” in canotta biancorossa (seconda puntata)

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14 luglio 2015

Kicianovic durante Scavolini-Billy del 21 marzo 1982. FOTO ENRICO MANNA

Kicianovic durante Scavolini-Billy del 21 marzo 1982. FOTO ENRICO MANNA

PESARO – Seconda ondata di caldo in arrivo sulle coste pesaresi e seconda ondata di nomi da indovinare per rinfrescare la vostra memoria, perché, se volete mettere alla prova la vostra fama di intenditori di basket, cosa c’è di meglio che partecipare numerosi alla seconda parte del nostro personale “amarcord” in chiave Victoria Libertas? (ecco il primo articolo). Le regole sono sempre le stesse: vi forniamo dieci brevi descrizioni di altrettanti giocatori che hanno vestito la canotta della Scavolini dagli anni’80 in poi, con la caratteristica comune di non aver giocato una stagione intera, ma brevi o lunghi spezzoni. Questi atleti possono aver iniziato il campionato per poi venire tagliati dopo poche giornate, possono essere arrivati a metà stagione, o più semplicemente hanno preso il posto di un collega infortunato per qualche giornata.

Per rendervi le cose un po’ più complicate abbiamo aggiunto anche qualche oriundo, che andranno a far compagnia ai numerosi stranieri che hanno lasciato in qualche modo il segno nella gloriosa storia della Vuelle, in positivo o in negativo, perché di Djordjevic, Booker e Blair ci ricordiamo tutti, ma se vi rammentate anche di Gerald Paddio o Ryan Hoover, significa che per voi le domeniche degli ultimi trent’anni sono state un rito da passare insieme a dieci ragazzotti in canotta e pantaloncini biancorossi, prima in un glorioso hangar nel centro della città, poi in un’astronave della prima periferia, oppure attaccati alla radiolina, per poi passare un paio d’ore davanti alla tv o allo schermo del vostro computer.

In rigoroso ordine di apparizione, ecco i dieci giocatori da individuare:

1 – Erano i mitici anni’80 e la Vuelle aveva iniziato la scalata verso il gotha del basket italico, dall’America arrivò questo elegantissimo playmaker di nobile lignaggio, avendo vinto un titolo Nba con una canotta biancoverde e sul parquet del Palas di Viale dei Partigiani diede ampia dimostrazione della distanza che ancora esisteva tra i due versanti dell’Oceano Atlantico, quella stagione biancorossa non finì ai vertici come quelle precedenti, ma averne oggi di giocatori con quell’arresto e tiro dai quattro metri.

2 – Sicuramente il taglio più discusso nella storia della Victoria Libertas, perché – senza avere l’infinito talento del compianto fratello – è innegabile il feeling che si era creato tra questo slavo e il pubblico pesarese, che si esaltava ogni volta che ritornava in difesa sul suo personale aeroplanino dopo aver segnato l’ennesima tripla, poi il Vate ebbe un momento di lucida follia e partì di nascosto per l’America, ritornando con l’uomo cardine dei due scudetti, ma i 45 punti coi quali si congedò dal suo pubblico, rimangono una delle migliori esibizioni individuali della storia biancorossa.

3 – Il suo nome ricordava un letterata d’altri tempi, ma nella sua breve apparizione autunnale non riuscì a convincere società e tifoseria di essere l’uomo giusto per scrivere la storia di quella stagione, nonostante fosse un’ala di discreta caratura tecnica e con un bel tiro da fuori, ma dopo gli anni di gloria, la Vuelle veleggiava a metà classifica e non tutti coloro che varcavano l’oceano riuscivano a lasciare il segno come la premiata ditta Cook-Daye.

4 – Forse fu per il suo nome di battesimo che venne sacrificato dopo poche giornate, ma più probabilmente fu la sua giovane età a non convincere pienamente e a rendere la sua esperienza in riva al Foglia di breve durata, come play era tutto da costruire, ma come spesso succede in questi casi, al suo posto arrivò uno dei registi più amati della Vuelle che, con il numero cinque sulla canotta, diede parecchie soddisfazioni negli anni a venire.

5 – Classico esempio di come talento puro e voglia di sudare non sempre riescano a convivere nello stesso giocatore, arrivato dagli States con credenziali di primordine, pensò che dalle nostre parti bastasse presentarsi sul parquet per fare la differenza, ma la differenza la fece in negativo con il suo atteggiamento indolente che costrinse la dirigenza biancorossa a tagliarlo, dopo un girone d’andata nel quale solo per brevissimi sprazzi diede un saggio della classe espressa in maglia biancoverde oltreoceano, con il suo nome di battesimo, la tifoseria pesarese coniò uno dei più riusciti giochi parole della storia.

6 – Nel tentativo di risalire in serie A, la Vuelle ingaggiò per i playoff questo tiratore mortifero che nella Capitale aveva fatto faville, ma a Pesaro arrivò con una pancetta non proprio da atleta e la sensazione che quello fosse il suo attimo atto da professionista, infatti in quella stessa estate appese le scarpe al chiodo e cominciò la sua carriera da assistant-coach universitario, per la cronaca i playoff non andarono benissimo, ma papà Valter si presentò in Friuli con qualche lira in tasca e fece ritornare ugualmente la Victoria Libertas in serie A.

7 – Detiene tuttora un curiosissimo record: nelle 13 partite disputate in maglia Vuelle non è mai andato in lunetta una volta, nonostante viaggiasse in doppia cifra come punti realizzati, probabilmente il suo essere tiratore puro non riuscì a convincere le difese avversarie a commettere fallo su di lui, ma in una stagione abbastanza incolore per tutta la squadra, questa guardia australiana non fece troppi danni tutto sommato.

8 – Il passaporto italiano ha allungato sicuramente la carriera europea a questa guardia di origine australiana, senza grosso talento, arrivato a Pesaro – nell’anno in cui la Vuelle cercava di ritornare in serie A dopo il fallimento – con un contratto mensile del quale si liberò senza troppi rimpianti, appena rientrò il suo numero due titolare dall’infortunio.

9 – Sta ancora calcando i parquet di Legadue, questo playmaker italo-americano dal discreto tiro, arrivato a Pesaro come “gettonaro” senza lasciare grossi ricordi dietro di sé, in una stagione che sancì il ritorno della Vuelle ai playoff, eliminata dalla gloriosa Siena di quei tempi.

10 – Texano di Houston, arrivò a Pesaro grazie ai classici nonni italiani che gli garantivano la doppia nazionalità, altrimenti ben difficilmente quest’ala di due metri avrebbe strappato un contratto alla Vuelle, che lo utilizzò praticamente da nono uomo delle rotazioni, dimenticandoselo spesso in panchina.

Verso la fine vi abbiamo forse complicato le cose, perché di oriundi ne sono passati diversi da queste parti e non tutti hanno lasciato bei ricordi, ma con un po’ di sforzo mnemonico, ci arriverete tranquillamente, chiudiamo con la domanda bonus che anche questa volta riguarda un giocatore che con la Vuelle si è solamente allenato, non giocando mai una partita ufficiale.

Domanda Bonus: Sembra passato un secolo, ma fino a qualche anno fa Pesaro si poteva permettere anche di ingaggiare un giocatore che servisse da polizza assicurativa nei playoff, in caso di qualche infortunio ai titolari, così – alla fine di aprile – arrivò quest’ala che si allenò per un mesetto alla Baia, senza però scendere mai ufficialmente sul parquet, perché quella Vuelle ai playoff non ci arrivò nemmeno, causa differenza canestri avversa, ma il ragazzo non se la prese più di tanto, firmando la stagione successiva un biennale con una big del nostro campionato.

Partecipate numerosi, lasciando un messaggio con le vostre risposte in fondo a questo articolo, se non li avete riconosciuti tutti non importa, inviateci lo stesso i nominativi di quelli che avete indovinato, a chi azzeccherà tutti gli undici nomi e cognomi la dirigenza biancorossa fornirà in esclusiva il file contenente tutti i nomi dei giocatori che il buon Stefano Cioppi sta vagliando in queste ore a Las Vegas!

2 Commenti to “M’arcord la Scavolini: indovina chi erano questi “gettonari” in canotta biancorossa (seconda puntata)”

  1. Emanuele scrive:

    1-?, 2-Aza Petrovic, 3-?, 4-Lavor Postell, 5- Tod Day, 6-?, 7-?, 8- Daniel Cioffi, 9- Mike Nardi, 10 – ? 11- Mike Hall

  2. Emanuele scrive:

    1-?, 2-Aza Petrovic, 3-?, 4-Lavor Postell, 5- Tod Day, 6-?, 7-?, 8- Daniel Cioffi, 9- Mike Nardi, 10 – Lucian Pesoli 11- Mike Hall

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