Aids e contraccezione: anche in estate non abbassare la guardia. I consigli delle psicologhe di DeSidera

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15 luglio 2015

Profilattico contraccezioneDott.ssa Giorgia Giacani*

L’ estate è arrivata, ha bussato alla nostra porta donandoci la voglia di leggerezza e il sapore delle ferie e del divertimento.

È implicito nella stagione estiva il desiderio di fare nuovi incontri, promesse di piacere che spesso con l’arrivo della brutta stagione vengono archiviati sotto il nome di ricordi estivi.

Questo accade soprattutto negli anni adolescenziali, dove la necessità di scoprire e scoprirsi, esplorare il mondo fuori – da me è una prerogativa, una necessità impellente.

La sessualità diviene quindi una modalità di scoperta del mondo circostante e modalità di riconoscimento tra i pari.

L’amore estivo verrà poi ricordato con nostalgico affetto negli anni a venire.

In questo clima di divertimento e leggerezza non bisogna dimenticarsi dell’importanza di proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili ovvero malattie infettive che si trasmettono per contatto sessuale.

La più conosciuta è l’AIDS, ma non deve essere sottovalutata la possibilità di venir contagiati o contagiare (se già si è infetti) da altre malattie veneree come ad esempio la sifilide, l’herpes genitale e la candidosi.

L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è la MST più nota ed è dovuta all’infezione da retrovirus HIV, si trasmette tramite contagio diretto con sangue, mucose, liquido seminale, secreto vaginale e latte materno infetto. Nell’80% dei casi (dati Istituto Superiore di Sanità) il contagio avviene per via sessuale. Questa malattia coinvolge più di 35 milioni di individui in circa 190 Paesi. Il 95% degli ammalati vive in Paesi in via di sviluppo.

In Italia i malati di AIDS sono circa 23mila e ogni anno avvengono circa 4 mila nuove diagnosi di HIV, una media di 10 ogni giorno, secondo i dati 2013 dell’Istituto Superiore di Sanità. Circa 400 nuovi casi l’anno sotto i 25 anni, mentre nella fascia di età 10-19 sono alcune decine.

Nonostante il ritardo con cui questa malattia viene diagnosticata, nel 25% dei casi quando compaiono i primi sintomi, si è abbassato il tasso di mortalità.

Dal 100% del 1984 al 5,7% di oggi.

Gli italiani più colpiti da Aids sono maschi eterosessuali, che non sanno di essere a rischio e quindi non effettuano il test, o lo fanno troppo tardi. Nel 21% cento dei casi le donne scoprono di essere malate durante una gravidanza, che a volte porta a un aborto volontario. In tutto sono 35mila le donne con Hiv. Quasi il 40% di loro si è ammalata per un rapporto sessuale non protetto con il partner stabile.

L’unico modo per evitare il contagio è l’utilizzo della contraccezione.

I metodi contraccettivi sono indispensabili sia per evitare gravidanze non desiderate che per proteggere e proteggersi dal contagio.

La contraccezione riveste un ruolo fondamentale nell’ambito dei cambiamenti sociali: ha reso responsabile la donna del suo corpo sessuale attraverso i metodi contraccettivi a gestione femminile, ha limitato il numero delle gravidanze non desiderate e quindi degli aborti, consente una protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Ogni qualvolta si ha un rapporto sessuale (vaginale, orale, anale) è indispensabile utilizzare il preservativo poiché è l’unico contraccettivo che protegge dalle MST creando una barriera tra i fluidi potenzialmente infetti e l’organismo ricettivo.

L’ uso del preservativo è indispensabile:

  • con un nuovo partner;
  • all’inizio di una relazione;
  • quando uno dei partner ha avuto recentemente rapporti sessuali non protetti con un’altra persona;
  • durante il periodo che precede un test che certifichi l’assenza di una MST in entrambi il partner;
  • dopo una diagnosi di MST, per tutto il periodo indicato dal medico.

È utile fare un test HIV, è indispensabile dopo un rapporto a rischio.

Il test è gratuito e anonimo e può essere effettuato in qualsiasi ospedale.

*Dottoressa in psicologia, esperta in psico sessuologia

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