Pentastellati fanesi contro Seri: “Sull’Ambito sociale 6 responsabilità politiche accertate”

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15 luglio 2015

Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Roberta Ansuini, consiglieri del Movimento 5 stelle Fano

Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Roberta Ansuini, consiglieri del Movimento 5 stelle Fano

Marta Ruggeri, Hadar Omiccioli e Roberta Ansuini

FANO – Finalmente siamo riusciti a portare all’attenzione del Consiglio comunale le ultime preoccupanti notizie relative alla gestione dell’Ambito Sociale 6, grazie alla discussione di due nostre interrogazioni sul tema, che abbiamo elaborato nonostante le assurde difficoltà (inaccettabili per chi deve svolgere una funzione di controllo) riscontrate nel reperimento della documentazione necessaria da parte degli uffici comunali, tra l’altro non consegnata per intero. Abbiamo così potuto chiedere conto direttamente al sindaco e alla giunta delle gravissime irregolarità di gestione di un organo che svolge irrinunciabili funzioni di programmazione e pianificazione dei servizi sociali, irregolarità rilevate e segnalate dai dirigenti.

Fano ricopre il ruolo di Comune capofila dell’Ambito n. 6 e, in virtù di questa posizione, oltre al compito di gestirne le risorse (per la maggior parte provenienti dalla Regione), ha anche l’obbligo di vigilare sulla sua attività, senza contare che l’assessore Bargnesi presiede il Comitato dei sindaci, cioè l’organo di indirizzo politico dell’Ambito stesso.

Nonostante fossero emerse criticità di gestione dell’Ambito (sollevate, anche se finora in modo troppo poco incisivo, da dirigenti, sindacati e operatori del terzo settore) fin dalla fine del 2013 e nella primavera del 2014, soprattutto per quanto riguarda la rendicontazione delle spese, in data 23 luglio 2014 la dottoressa Sonia Battistini è stata nuovamente nominata coordinatrice d’Ambito dal Comitato dei sindaci all’unanimità, non più con un incarico di durata annuale, come avveniva precedentemente, ma addirittura triennale. Peccato che il verbale della seduta in cui si è decisa la nomina sia stato redatto dalla stessa dottoressa Battistini, che però risultava assente alla riunione, almeno stando alle dichiarazioni del sindaco di Pergola contenute nel verbale del Comitato dei sindaci del 4 giugno scorso. Il sindaco Seri ha apposto la sua firma su quello che potrebbe essere un falso in atto pubblico ed un atto illegittimo? Su questo, non essendo di nostra stretta competenza, ci riserviamo di presentare un esposto in Procura.

Noi stiamo invece cercando di sottolineare quelle che sono le gravi responsabilità politiche: per esempio, si scopre che ad un anno dalla nomina il sindaco Seri non ha provveduto a stipulare il contratto di lavoro con la coordinatrice, nonostante fosse espressamente incaricato a farlo.

A questo punto gli altri sindaci dei Comuni compresi nell’Ambito n.6 si sono legittimamente chiesti per quale ragione queste irregolarità non fossero state comunicate immediatamente dall’Amministrazione fanese, invece che a distanza di un anno. Leggendo nei verbali gli inviti alla “discrezione” rivolti dal sindaco Seri ai suoi colleghi, a noi verrebbe da rispondere che la vera ragione risiede nella mancanza di trasparenza, oltre che nell’assoluta incompetenza della parte politica che ha gestito la questione a Fano, in primis del sindaco. Ci risulta infatti che più volte in passato siano stati sollevati dubbi sulla gestione dell’Ambito, e che solo tra maggio e giugno di quest’anno i dirigenti del Comune di Fano abbiano presentato, di necessità, due esposti in Procura e alla Corte dei conti. Il sospetto dei dirigenti, sul quale indagheranno i magistrati, è che siano stati fatti in questi anni affidamenti diretti senza gara ad alcune cooperative note come Labirinto, Crescere e Cooss Marche, tanto che l’Ufficio Ragioneria del Comune ha sospeso il pagamento delle fatture per circa 500.000 euro, mentre la Regione ha bloccato altri trasferimenti per circa 620.000 euro. Con la conseguenza che sono a rischio non solo gli stipendi dei lavoratori delle cooperative, ma anche gli interventi a sostegno delle fasce più deboli e fragili della popolazione.

Chi era a conoscenza di tutto ciò? Sicuramente gli attori della vicenda: alcuni dirigenti, i vertici delle cooperative coinvolte, i sindaci e gli assessori competenti. E’ evidente che a maggior ragione le responsabilità politiche più gravi ricadono sul Comune capofila, e sulla scia di queste considerazioni siamo spinti a chiedere formalmente le dimissioni del sindaco Seri, per non essere stato capace di prevedere finora alcun provvedimento riguardante la Coordinatrice d’Ambito e non averla messa nell’impossibilità di continuare a gestire le risorse assegnate almeno in via cautelativa; per essere venuto a conoscenza da tempo della situazione seriamente compromessa senza denunciare nulla, anzi sostenendola e giustificandola, lasciando che fosse un Dirigente a prendere l’iniziativa di presentare gli esposti; per l’evidente incapacità di gestire questa questione e per il rischio, ora molto verosimile, del commissariamento dell’Ambito.

*Consiglieri comunali Fano a Cinque Stelle

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