Sanità regionale: di austerità si può anche morire, la Cgil chiede un cambio di passo e vede positivamente le deleghe di Ceriscioli

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15 luglio 2015

PESARO – “Non si può non cogliere positivamente la scelta del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli di tenere per sé la delega alla Sanità e di unirla a quella del Welfare. Si tratta di una scelta in netta discontinuità con il recente passato. ‘Un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia’, cantava giustamente Francesco De Gregori ma è anche vero che è necessario anche il gioco di squadra ovvero, in questo caso, del management sanitario della Regione.

Per Cgil, Spi e Fp provinciali la squadra è costituita anche dai 18.000 dipendenti (precari e non) del Servizio sanitario regionale, giunti oramai allo stremo delle forze, dopo 7 anni di tagli e 6 anni di stipendi fermi al palo a causa del mancato rinnovo contrattuale. Rimanendo alla metafora calcistica, è facile fare goal (cioè far quadrare i conti) a porta vuota.

E’ per questo che ci auguriamo di poter spiegare dettagliatamente le problematiche della sanità e del personale, anche a livello locale, in brevissimo tempo riavviando corrette relazioni sindacali, non sporadiche, con la ferma volontà, nel più breve tempo possibile, di ottenere risultati concreti e condivisi. Le priorità che abbiamo individuato, a livello provinciale e che intendiamo sottoporre al presidente Ceriscioli partono da una premessa: siamo un territorio di confine, massacrato dalla riforma sanitaria della precedente Giunta. Ed proprio su questa che deve fondarsi il primo e importante segnale di un concreto e e tangibile cambio di marcia. Detto questo, riteniamo che sia assolutamente urgente e prioritario ripristinare un equilibrio posti letto per abitante, oggi abbondantemente sotto i parametri di legge, in particolare per medicina e lungodegenza. E che siano posti letto pubblici. Un principio per noi inderogabile è che a Pesaro, il servizio sanitario resti pubblico.

Inoltre, ad un anno e mezzo dalla delibera della Giunta Regionale 1/2014 sull’abbattimento delle liste di attesa (senza che nulla o quasi sia accaduto) chiediamo che venga fatta una verifica cui far seguire azioni immediate, portando in trasparenza per ogni prestazione in ogni territorio i tempi di attesa, i loro miglioramenti, se esistenti, e i volumi di attività libero professionale accanto a ciascuna disciplina. E sempre a proposito di trasparenza, proponiamo la pubblicazione on line di queste informazioni a disposizione di tutti i cittadini.

Va poi affrontata immediatamente la questione delle tariffe e dei posti per i servizi residenziali e diurni per tutta l’area della disabilità, salute mentale e anziani non autosufficienti.

Per quanto riguarda il personale rivendichiamo la stabilizzazione del personale precario e il potenziamento degli gli organici necessari a garantire i livelli assistenziali.

Ci sembra opportuna anche l’apertura di un tavolo sul sistema dell’emergenza-urgenza e sui trasporti sanitari. L’attuale situazione, infatti, rischia di diventare ingestibile e per certi versi intollerabile. Questo tema è strettamente collegata al riordino della rete ospedaliera. Al quale Pesaro, non dimentichiamolo, ha pagato e sta pagando un prezzo davvero. insostenibile.

Al presidente della Regione chiederemo una presa di posizione netta sul Patto per la Salute 2014-2016 (rivisto in peggio qualche giorno fa con oltre 2 miliardi di tagli ulteriori solo per il 2015) che se non verrà modificato, rischia di mettere in ginocchio la sanità pubblica, nelle Marche e nel Paese. Occorre evitare che il taglio del 5% sugli acquisti di beni e servizi determini, a cascata, problemi sui lavoratori dei servizi in appalto.

Basta promesse e basta tagli, l’Azienda ospedaliera Marche Nord ha bisogno di certezze.

In ultima analisi chiediamo la verifica, anche se i tempi sono scaduti, di quanto previsto nella delibera 1250 del novembre 2014 relativa alla “mission” della società Montefeltro Salute srl e la sua compatibilità con gli obiettivi della nostra Area Vasta e con l’Azienda Ospedaliera. Serve davvero? E’ utile per contrastare la mobilità passiva del nostro territorio? Ci attendiamo precisi chiarimenti. I punti elencati sono tutti urgenti anche se li andiamo ripetendo da almeno 4 anni. Serve davvero discontinuità e ci auguriamo che il Presidente della Regione se ne faccia garante”.

I segretari generali provinciali Cgil Simona Ricci Roberto Rossini Fp Catia Rossetti Spi.

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