Fano nell’AAto1 Marche Nord, la posizione del Pd

di 

16 luglio 2015

Sara Cucchiarini e Alberto Bacchiocchi*

FANO – Il consiglio comunale di Fano ha approvato la delibera con la quale si autorizza il Sindaco Massimo Seri a firmare il disciplinare-tipo approvato dalla Regione Marche per la convenzione obbligatoria finalizzata a far confluire il Comune di Fano nell’AAto 1 Marche Nord-Pesaro e Urbino. L’AAto è composto dalla Provincia di Pesaro e dai 59 Comuni per i quali i Sindaci o loro delegati andranno a comporre l’organo assembleare con funzioni di indirizzo attività, possibilità di modifica della convenzione stessa, redazione regolamenti, gestione bilanci e rendiconto gestione; in questa assemblea ogni Comune ha diritto di voto nella misura proporzionale alle proprie quote di partecipazione (definite dalla Regione Marche) e Fano con più del 12% è il secondo per rilevanza in Assemblea.

Posto che Acqua ed infrastrutture idriche sono beni demaniali quindi completamente pubblici non per un volere politico di uno o dell’altro schieramento ma perché così è indicato nel nostro Codice Civile, ne deriva che la legiferazione in merito è di competenza dello Stato, il quale rimanda alle Regioni l’organizzazione territoriale dei servizi, dando mandato a costituire le Assemblee di Ambito per coinvolgere il territorio nella sua interezza ma senza che nessun ente locale possa agire in modo autonomo sulle reti idriche esistenti nel proprio territorio comunale.

Questo è il punto di partenza per una riflessione politica seria sul tema Acqua e il Consiglio comunale, quanto la politica locale, ha diritto\dovere di esprimere una posizione in merito e di dare mandato al sindaco Seri perché questa venga portata in Assemblea AAto come in ogni altro idoneo contesto.

Evidenziate alcune lacune nel disciplinare tipo e sulle normative in questione emanate dalla Regione, il Gruppo PD insieme alla maggioranza e su alcune segnalazioni dello stesso sindaco, ha elaborato un ordine del giorno d’indirizzo politico da sottoporre al voto del Consiglio. Questo documento vede diversi punti in comune con le posizioni del M5S, condizione che ha permesso l’aprirsi di un dialogo tra maggioranza e opposizione e motivo per cui è nostra intenzione portarlo, dopo la sua presentazione già fatta in Consiglio, ai lavori della I e IV Commissione (convocata per la prossima settimana) nella quale tale documento sarà sottoposto al lavoro congiunto per permettere un’elaborazione comune che si auspica porti al voto unanime dell’intero Consiglio sul tema dell’Acqua Pubblica.

Una precisione che va fatta è quella per la quale i Consiglieri del M5S hanno elaborato le loro posizioni sotto forma di emandamenti alla convenzione rendendoli irrecepibili tecnicamente perché questa va approvata così com’è, di contro per dare valore al portato politico condivisibile è stato loro proposto da noi l’elaborazione di questo documento comune sia per perseguire la strada della legalità che quella della condivisione, visto che ce ne sono gli elementi. Portare a compimento questo percorso senza arroccarsi nel desiderio di gridare “al lupo al lupo”  sarebbe una dimostrazione di onestà intellettuale che significherebbe fare il bene comune della città di Fano.

Anche i Consiglieri PD di Pesaro, coi quali siamo in dialogo e che hanno approvato la convenzione AAto dopo di noi, hanno deciso di affiancare ad essa alcune precisazioni che si avvicinano alle nostre, puntando ad una maggiore trasparenza sel servizio.

Gli aspetti fondamentali del nostro ordine del giorno vertono a: confermare l’Acqua come bene completamente pubblico da sottrarre ai principi di commerciabilità e di mero lucro imprenditoriale, riaffermare la legittimità degli affidamenti “in house” in base alle direttive comunitarie, redazione di uno statuto che regolamenti l’AAto, incentivare la trasparenza delle sedute attraverso la registrazione audio e sua pubblicazione, rivedere il modello approvato dalla Regione Marche prevedendo forme di maggiore partecipazione ai processi decisionali afferenti i territori adottando criteri di garanzia a favore delle scelte dei singoli Comuni, riconoscendo maggiormente il ruolo democratico dei relativi consigli comunali, garantire i principi di autonomia gestionale degli enti (pur nell’ottica della riduzione della frammentazione) sia verso l’apertura al mercato sia tramite il ricorso al modello “in house” creando però le condizioni normative per “difendere” il servizio “in house” al quale si dovrebbe automaticamente confluire, salvo scelta diversa del Comune di passare a criteri concorrenziali diversi, riaffermare il già approvato affidamento “in house” a favore di ASET spa quale modalità di gestione completamente pubblica da mantenere e sviluppare per il Comune di Fano.

*Consiglieri Partito Democratico Fano (I Commissione)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>