Giornalisti autonomi e co.co.co, arriva l’assistenza sanitaria gratuita della Casagit

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16 luglio 2015

ANCONA – Il Sigim, sindacato dei giornalisti marchigiani, comunica: “Lavoratori autonomi e co.co.co. iscritti alla gestione separata dell’Inpgi potranno accedere gratuitamente all’assistenza sanitaria della Casagit. Lo ha deciso il Comitato amministratore dell’Inpgi2 nella riunione di ieri. Il provvedimento, che entrerà in vigore dopo l’approvazione dei ministeri vigilanti, riguarda una platea di circa 6.400 giornalisti.

L’assistenza sanitaria sarà garantita, mediante una apposita convenzione tra Inpgi e Casagit che sarà stipulata dopo l’entrata in vigore della delibera, a tutti coloro che siano iscritti in via prevalente alla gestione separata dell’Inpgi, siano in regola con il versamento dei contributi previdenziali e abbiano percepito nell’ultimo triennio un compenso medio annuo compreso tra un minimo di 3.000 euro e un massimo di 25.000 euro.

“Esprimo grande soddisfazione – è il commento del presidente dell’Inpgi Andrea Camporese – per una importante decisione che introduce elementi significativi di solidarietà nel welfare delle colleghe e dei colleghi iscritti alla Gestione separata. Il Comitato Amministratore ha condiviso fortemente, con un voto unanime, un passaggio che sostiene la tutela della salute e dei redditi di colleghi che vivono in un mercato del lavoro estremamente difficile. Con questa decisione si apre, a vent’anni dalla costituzione della Gestione, una nuova dimensione riformista più aderente alle profonde modificazioni della platea degli iscritti e bisognosa di ulteriori passi che i futuri amministratori dell’Ente spero possano valutare”.

“Tutti gli strumenti – si legge ancora nel commento del presidente Camporese pubblicato sul sito dell’Istituto – che concorrono alla permanenza nel mercato del lavoro, alla tutela dei redditi e alla solidarietà tra generazioni, rappresentano una delle sfide più rilevanti per il futuro della categoria. Le parti sociali potranno cogliere questa decisione per ulteriori sviluppi negoziali all’insegna dell’inclusione e della ripresa dell’occupazione così drammaticamente colpita in questi anni”.

“Si tratta – dichiara Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, la Federazione nazionale stampa italiana – di una decisione storica, che dà sostanza all’accordo contrattuale sul lavoro autonomo stipulato lo scorso anno, valorizzando la piena collaborazione tra Fnsi, Inpgi e Casagit, in uno spirito di solidarietà fra tutti gli attori della categoria. I tre enti, ciascuno nel proprio ambito di competenza, danno in questo modo un segnale concreto ai colleghi titolari di partite Iva o di co.co.co. che esercitano realmente la professione e versano regolarmente i contributi alla gestione separata dell’Inpgi, costruendo nuove forme di welfare allargato, che fino a ieri erano state prerogativa esclusiva dei lavoratori dipendenti. Dopo il riconoscimento dell’assicurazioni infortuni, previsto nell’accordo sul lavoro autonomo, si tratta di un ulteriore passo avanti. L’allargamento dell’area del lavoro autonomo obbligherà sempre più la Fnsi, insieme con Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza complementare, a costruire forme di assistenza e a dar corpo a una rete di servizi per i colleghi”.

“L’accesso gratuito alla Casagit per oltre seimila giornalisti iscritti all’Inpgi 2 – commenta Mattia Motta, presidente della Commissione lavoro autonomo Fnsi e membro della segretaria Fnsi – è un passo in avanti decisivo nel percorso di inclusione sociale e contrattuale di quella vera e propria dorsale dell’informazione italiana che è rappresentata dai precari dell’informazione e da giornalisti autonomi per scelta e vocazione senza i quali i giornali, i siti web, le tv e le radio non potrebbero andare avanti. Credo di esprimere un sentimento condiviso nel dire che oggi giornalisti precari e autonomi si sentono più forti e meno soli. Occorrerà aspettare il via libera dei ministeri vigilanti ma un dato è certo: l’accesso gratuito alla rete di assistenza Casagit di chi fa questo mestiere tra mille difficoltà e fino ad oggi senza tutele è un primo risultato del percorso avviato con l’accordo contrattuale sul lavoro autonomo dell’anno scorso. La strada da fare è ancora tanta, impervia soprattutto nell’ottica dell’inclusione contrattuale per garantire autonomia e solidità a chi pratica la professione fuori dalle redazioni. Questo passaggio imprime uno scatto in avanti concreto, in un’ottica di rilancio del sistema editoriale italiano che per forza di cose passa anche dal lavoro autonomo”.

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