Il grande basket perde Roma. Intanto la nuova Consultinvest nella mente di Cioppi è cosa fatta

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18 luglio 2015

Vuelle contro Roma foto Danilo Billi

La Vuelle contro Roma (foto Danilo Billi)

PESARO – E’ deciso: ci sarà ancora Caserta ai nastri di partenza della serie A il prossimo 4 ottobre, mentre non troveremo più la Virtus Roma del presidente Toti che, dopo averlo minacciato per diverse estati, ha preso la decisione di non iscrivere la squadra al massimo campionato, dopo aver valutato come non ci fossero più le condizioni economiche per poter ben figurare. D’altro canto il pubblico romano nelle ultime stagioni aveva perso entusiasmo verso una formazione che dopo la finale scudetto del 2013 – persa contro Siena – era scivolata inesorabilmente verso metà classifica, con il pubblico meno numeroso del campionato – 2.169 spettatori di media – e le istituzioni locali che si sono praticamente disinteressate della pallacanestro, tutte prese dalla costruzione di nuovi stadi per il calcio e proiettate verso le Olimpiadi del 2024, ancora tutte da conquistare.

Così Roma è scesa in Serie A2, sfruttando la riforma della seconda serie che prevede la partecipazione di 32 squadre, divise in due gironi – est e ovest – optando per una categoria che prevede meno costi, ma il movimento cestistico italiano non può festeggiare la perdita della Capitale, soprattutto a livello mediatico, anche se la linfa vitale della pallacanestro in Italia è sempre arrivata dalla provincia e lo scudetto vinto da Sassari ne è l’ultimo esempio. Senza Roma il basket perde un’importante cassa di risonanza, ma è da sottolineare come – per la prima volta dopo svariati anni – nessuna squadra abbia avuto problemi al momento dell’iscrizione, versando regolarmente la fideiussione e passando i rigorosi controlli della Com.Tec.. Se questo sarà l’inizio di una ripresa per la nostra pallacanestro è presto per dirlo, perché la crescita del movimento dovrà necessariamente passare per i risultati della Nazionale – impegnata a settembre agli Europei – e dei club impegnati nelle Coppe europee, ma qualcosa si sta muovendo, se è vero che Sky, Rai e Gazzetta Tv si stanno contendendo i diritti televisivi per la prossima stagione e il pubblico nei palazzetti è in leggero ma costante aumento.

L’importante per la Vuelle è che sia rimasta aggrappata alla serie A con tutte le sue forze, perché è bene ricordare che se nel 2013 Roma giocava la finale scudetto, Pesaro era alle prese con il dilemma se iscriversi al campionato di serie A o sparire in quelli minori, e dobbiamo ringraziare la Legabasket di non averci dato allora la possibilità di autoretrocederci, “costringendo” il presidente Costa appena insediatosi a stringere i denti per trovare le risorse per andare avanti. A distanza di due anni la situazione in casa Vuelle è leggermente migliorata, pur tra mille difficoltà, e il prossimo ottobre la Consultinvest sarà ancora regolarmente al suo posto, pronta a dar battaglia con tutte le sue forze e di questi tempi non è una cosa da poco.

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST

Fosse per lui, Stefano Cioppi sarebbe già in vacanza, perché nella sua mente la Consultinvest 2015-16 è già pronta, invece prima di potersi stendere sul lettino a prendere il sole, il Ds biancorosso dovrà attendere cinque firme su altrettanti contratti che arriveranno presumibilmente nelle prossima settimana: per il ruolo di playmaker sono rimasti in ballo Corey Hawkins – attenzione che potrebbe essere un crac – e Philip Scrubb, avvantaggiato dal passaporto inglese e da un minor costo; per la guardia non ci dovrebbero esser problemi per la firma di Trevor Lacey, mentre l’arrivo di Levi Randolph potrebbe riaprire le porte a Bernardo Musso, in un settore esterni che con Ceron, avrebbe quattro guardie-ali intercambiabili. Per il posto di centro titolare, Cioppi è tornato alla carica per un suo vecchio pallino, quel Shawn Jones già opzionato l’estate scorsa senza però essere riuscito a portarlo in Italia. Nel suo viaggio a Las Vegas i due si sono rincontrati e se Jones – con i suoi 203 centimetri – dovesse sbarcare a Pesaro, per il ruolo di numero quattro si dovrà andare alla ricerca di un 2 e 10 mobile in grado di giocare qualche minuto anche da centro puro. L’identikit riporterebbe a Trasolini, ma Marc per adesso ha rifiutato i 70.000 euro propostigli e probabilmente quello di ala grande sarà l’ultima casella a chiudersi.

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