In ricordo di Jules Bianchi

di 

18 luglio 2015

Jules Bianchi (foto tradda da www.f1-funsite.com)

Jules Bianchi (foto tradda da www.f1-funsite.com)

Jules Bianchi non ce l’ha fatta. Il giovane pilota francese era rimasto vittima lo scorso 5 ottobre di un assurdo quanto inspiegabile incidente nel G.P. del Giappone. Sportivi e non, ricordate le immagini agghiaccianti della sua Marussia-Ferrari che scivolando sulla pista bagnata centra una gru di soccorso intervenuta per rimuovere la Force India  di Sutil, anch’essa uscita di pista? Non sta a noi polemizzare o meno sulla sicurezza, sulle a volte indecifrabili decisioni di chi è preposto in F.1 alle regole sul tema, rimane solo lo sconforto di noi appassionati per una giovane vita spezzata e per un sicuro talento che non ha trovato la consacrazione che meritava.

Bianchi era nato il 3 agosto del 1989, ultimo rampollo di una famiglia da corsa. Il padre Philippe è stato un discreto pilota, ma sopratutto lo zio Lucien è stato uno dei grandi protagonisti degli anni eroici delle corse, in particolare alla guida dei Prototipi e anche lui scomparso in un incidente durante le prove della 24 Ore di Le Mans alla guida di un Alfa Romeo 33. Di origine italiana, la sua famiglia proviene dalla provincia di Milano, Jules era entrato nel programma Ferrari Driver Accademy, dopo una brillante carriera nei kart con piazzamenti a podio in diversi campionati mondiali, passato alle auto vinse la Euroseries F.3, secondo anche in GP2, approda in F.1 come terza guida della Force India.

Distintosi nella prove del venerdì, viene selezionato dalla Ferrari, dopo un test con altri giovani emergenti, con miglior tempo entra di diritto nel FDA, per fare esperienza viene dirottato alla Marussia che utilizza i motori di Maranello. Nonostante il team perennemente in difficoltà tecniche e finanziarie, Bianchi ottiene i primi punti mondiali per la sua scuderia nel G.P. di Montecarlo 2014, mettendo in mostra le sue doti nel circuito più difficile, dove le spesso conta più il pilota della macchina.

Poi quel maledetto 5 ottobre dello scorso anno, quando fin da subito si è capito che per  il giovane francese sarebbe servito un miracolo, nonostante le cure dei medici e della sua famiglia.

Addio Jules, sarai comunque sempre uno di “noi”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>