70 aziende a Pesaro per il Forum Marche-Russia. Drudi all’Ue: “Embargo e sanzioni ci sono costati 70 milioni

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20 luglio 2015

PESARO – Ben 70 aziende marchigiane a Campanara, oggi, per incontri b2b con con 35 importatori e imprenditori russi, provenienti dalle regioni degli Urali e del Volga per conoscere i nostri prodotti, nello specifico mobile, meccanica, agroalimentare e cosmesi. Due regioni altamente popolate ai confini con l’Asia e in forte espansione economica.

“La grande partecipazione dimostra il rapporto interessante con questo Paese – sottolinea il presidente della Camera di commercio provinciale Alberto Drudi – C’è anche da dire che le sanzioni che l’Europa ha messo verso la Russia, e viceversa, hanno avuto dei costi nel tessuto economico della regione, per i primi 3 mesi del 2015 70 milioni di euro. Queste sanzioni vanno tolte”.

Quella di questa mattina è la prima iniziativa di carattere pubblico che si fa in Italia dall’emissione delle sanzioni. “Mi auguro che questa iniziativa lanci un messaggio a chi ci governa per dire che è ora di alleggerirle nei confronti di questo grande paese che per noi rappresenta un’enorme opportunità. Oggi per lavorare in modo adeguato, quindi evitando le sanzioni, con questo paese bisognerebbe avere una società anche in Russia, e c’è l’hanno in pochi”, spiega Drudi.

Grande interesse da parte degli imprenditori russi per quanto riguarda il settore mobile in primis, ma non solo.

“Il nostro contributo sarà quello di facilitare un ulteriore proseguirsi dei nostri rapporti, in modo che possano ampliarsi”, la soddisfazione per il forum Russia-Marche di Mikhail Plyshevskiy (presidente dell’Associazione dei mobilieri e degli importatori di mobili degli Urali) che invita a Ekaterinburg tutti i partner italiani a partecipare alla fiera dedicata al settore del mobile. Plyshevskiy spiega come siano interessati non solo al mobile finito ma a tutta la componentistica, alle nuove tecnologie e al design italiano: “Ben vengano però la nascita di collaborazioni in questi incontri faccia a faccia con altre realtà produttive”.

C’è interesse anche per il comparto turistico, un’azienda russa che gestisce aeroporti potrebbe essere interessata a quello di Falconara, così che potrebbe veicolare un più cospicuo numero di turisti provenienti dal territorio sovietico.

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