Chiude il Centro Recupero Animali Selvatici. I volontari Enpa non si arrendono: “Il Cras non può finire così”

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23 luglio 2015

PESARO – “24 luglio 2015, una giornata tristissima. Oggi alle 18, la Provincia di Pesaro-Urbino perde il suo fiore all’occhiello, la gemma nell’anello, la luna nel pozzo. Sarà riconsegnata la chiave di un luogo amico, sarà cancellato il numero di un cellulare prezioso, chiuderà i battenti il Cras, il Centro Recupero Animali Selvatici” così scrivono in una lettera i volontari di Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali – sezione di Pesaro – Urbino: “A nulla sono valsi gli apprezzamenti di centinaia di persone, il sit-in delle associazioni animaliste, la passione, la disponibilità, la presenza, l’educazione , il sorriso, il sacrificio di due persone semplici, ma grandiose nel loro lavoro. La chiave chiuderà il cancello verde e ci lascia orfani tutti di un ”telefono amico”, più nessuno da chiamare, più nessuno che accorre, che cura, che nutre, che salva, che libera. Anche l’universo della fauna selvatica del territorio pesarese resta privo degli angeli buoni che la conoscono e lo conoscono a fondo, capillarmente, amorosamente. Cras

Chi nutrirà d’ora in poi quel centinaio di animali che restano dentro quel cancello verde, 50 tartarughe terrestri, 20 d’acqua dolce, 4 poiane, 3 gheppi, 4 civette, 3 allocchi, 1 gufo, un mare di rondoni e pulli, una decina fra merli, storni, fringuelli,
CHI?
Chi insegnerà alle decine di studenti in stage la differenza fra un palco di daino ed uno di capriolo, come si nutre un cucciolo di allocco, quanto odora un furetto, come imboccare gli implumi, chi?
Chi, ecco, soprattutto, chi correrà a raccogliere dalla strada l’animale ferito, giorno o notte, non importa, si va; chi darà la dolce morte all’istrice che soffre piena di mosche; chi ci libererà dal pericolo di un animale malato di rogna, chi verrà sotto il sole rovente a liberare i piccoli ricci dalle loro pulci, per lasciarli poi tutti sani, salvi, sicuri, nei loro habitat nativi ,CHI?

Campagne e campagne di sensibilizzazione abbiamo fatto, siamo andati nelle feste e nelle scuole, nei convegni e fra le folle per educare la gente, contro l’indifferenza, a raccogliere, salvare, curare l’animale infortunato, a telefonarci per chiedere aiuto e noi avevamo sempre loro, Maurizio e Roberto, o l’uno o l’altro o entrambi, a correre in soccorso. Chi ha visto il Cras, chi ha attraversato quel piccolo ponticello da paura ed è entrato nel cancello verde, di fronte alla casa gialla, sa che il Cras NON PUO’ FINIRE.

La Provincia, pur nelle sue mille riconosciute difficoltà trovi i fondi, la Regione, ora che la guida un pesarese autentico, si carichi di quest’onere così apportatore di onore ed infine qualche azienda privata, qualche personaggio importante, qualche Ditta lungimirante, se c’è, se ama il territorio, sponsorizzi gli uomini del Cras, non ne troverà di più degni a cui legare il proprio nome. Grazie”.

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