Cras a rischio chiusura, la Provincia intanto trova risorse fino al 10 agosto

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23 luglio 2015

CrasPESARO – Il Cras, centro di recupero per animali selvatici, doveva chiudere domani (rileggi l’articolo qui), ma la Provincia di Pesaro e Urbino intanto ha trovato qualche fondo per tirare avanti fino al 10 agosto. L’ente ha fatto un ulteriore sforzo per reperire al proprio interno risorse e consentire al Cras (Centro recupero animali selvatici) di proseguire la propria attività almeno fino al 10 agosto, in attesa di soluzioni definitive per le quali l’ente sta dialogando con la Regione Marche ed altri soggetti istituzionali.

Una piccola boccata d’ossigeno (la chiusura era prevista per oggi) per una struttura di grande importanza, ma che in base alla legge “Del Rio” non rientra più tra le competenze “fondamentali” della Provincia e dovrà essere trasferita alla Regione insieme a settori come cultura, turismo, formazione professionale ecc.

Il Cras è da anni un punto di riferimento per il soccorso, la cura, la riabilitazione ed il reinserimento degli animali selvatici nel loro ambiente naturale, come previsto dalla normativa nazionale e regionale. Gli operatori che vi lavorano (tre dei quali facenti capo a Megasnet, con contratto in scadenza) si occupano non solo del recupero di animali feriti, spesso appartenenti a specie protette e rare (che vengono curati e poi rimessi in libertà), ma anche delle carcasse degli animali selvatici morti in incidenti, rendendo un servizio importante sul versante della sicurezza ed incolumità degli automobilisti. Altro aspetto è quello sanitario, visto che tra le attività del Cras c’è anche l’intervento per animali morti per cause diverse dagli incidenti, come avvelenamenti o malattie potenzialmente trasmissibili all’uomo.

Dal 2009 al 2014 la struttura ha compiuto ben 7.156 interventi di recupero di fauna sul territorio provinciale (tra cui specie di interesse conservazionistico come falco pellegrino, falco pecchiaiolo e falco di palude e specie di interesse naturalistico come altri rapaci, diversi lupi, esemplari di gatto selvatico) ed attualmente detiene, per conto dell’autorità giudiziaria, sia fauna esotica oggetto di sequestri amministrativi e penali realizzati dal Corpo forestale dello Stato (Cites), sia corpi di reato recuperati dalle forze dell’ordine per bracconaggio e violazione delle norme sull’attività venatoria. Collabora inoltre con l’Istituto zooprofilattico Umbria – Marche per attività di controllo e prevenzione di malattie riguardanti la fauna selvatica (anche trasmissibili all’uomo).

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