Moderati sintomi di ripresa: il focus della Camera di Commercio a metà 2015

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27 luglio 2015

PESARO – Le difficoltà attraversate dall’intero sistema economico negli ultimi anni sembrano dimostrare una generale attenuazione, ma la leggera vitalità che si percepisce dagli ultimi dati non permette ancora di fare affidamento su una stabile ripresa anche a livello locale. Nella provincia di Pesaro e Urbino, nel secondo trimestre 2015, il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino ha registrato 573 imprese iscritte contro 420 cessazioni per un saldo positivo pari a +185 imprese (tenendo conto anche delle 32 imprese cessate d’ufficio) ed un patrimonio complessivo di 41.324 unità.

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“Sembrerebbe pertanto invertito – commenta il Segretario Generale Fabrizio Schiavoni – il trend di restrizione del patrimonio imprenditoriale, anche se permane una forte volatilità”. Circa la tipologia delle 573 nuove iscrizioni è da notare che le imprese femminili sono 153, le imprese giovanili (under 25) sono 150 e le imprese con titolarità straniera sono 97. Per le crisi di impresa, il dato relativo al secondo trimestre 2015 certifica l’apertura di 28 procedure fallimentari (sempre 28 nello stesso periodo del 2014) e di 4 procedure concordatarie (15 nel 2014). Nell’analisi a livello settoriale nel secondo trimestre 2015 si evidenzia una flessione dell’agricoltura che con -71 unità (stock di 5.742 imprese), così come dell’attività manifatturiera che registra una diminuzione pari a -76 imprese (stock 5.837). Tra i sottosettori rileviamo una sostanziale tenuta per l’abbigliamento +3 (656), una flessione per la fabbricazione di mobili con -39 (1.243) e per la fabbricazione di prodotti in metallo con -9 (910). Il settore delle costruzioni prosegue il trend negativo con una flessione di -164 unità (6.007). Il commercio registra una inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi anni con -12 imprese (stock 9.449). Hanno infine conseguito un buon risultato i settori del terziario come alloggi e ristorazione +9 (2.938), attività finanziarie e assicurative +25 (668), attività immobiliari +42 (2.506), noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese con +52 (795), attività di supporto per le funzioni d’ufficio +36 (264). Nel complesso le attività artigianali che investono tutti i settori registrano una flessione di -46 unità con uno stock di 11.671 imprese pari al 28,2% di tutto il tessuto imprenditoriale. A livello giuridico la dinamica di sviluppo prosegue sulla linea di tendenza consueta del rafforzamento della struttura imprenditoriale. Le società di capitale registrano un saldo di +102 unità con uno stock di 9.647 imprese, le società di persone +9 (9.287), le ditte individuali +64 (21.621) e le altre forme + 10 (769). Questi i dati principali sulla natalità-mortalità delle imprese che, se a prima vista sembrano offrire un panorama meno nuvoloso ed una prospettiva più favorevole rispetto ai periodi precedenti soprattutto nel settore terziario, dimostrano come in realtà il sistema produttivo stia ancora soffrendo nel tentativo di recuperare i livelli pre crisi. “Naturalmente – commenta il Presidente Alberto Drudi – la Camera di Commercio ed il sistema associativo sapranno essere come sempre vicino alle imprese con la speranza che anche il livello politico nazionale possa garantire stabilità e certezze per una ripresa costante e vicina”.

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