“Alma, solo per la vittoria: vietato nascondersi”

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28 luglio 2015

Marco Alessandrini

Marco Alessandrini

Sandro Candelora

FANO – Squadra che vince non si tocca, recita un antico teorema del calcio. E quella che non vince ma ci va assai vicino, arrivando praticamente ad un soffio dal primato? Beh, a maggior ragione guai a stravolgerla, vietato ritoccarla se non in meglio. Si correrebbe il rischio di gettare al vento quanto di buono seminato con certosina applicazione e rinunciare così all’opportunità di raccogliere i frutti copiosi del lavoro fatto.

E’ una filosofia improntata al sano buon senso, alla quale si è ispirata anche la società granata non appena è calato il sipario sull’esaltante stagione scorsa, memorabile sotto qualunque aspetto la si guardi, fatto salvo il risultato finale, che ha premiato altri e forse non solo per meriti propri. L’obiettivo primario in sede di campagna di rafforzamento era quello di confermare il blocco che garantisce classe, esperienza e affidabilità alla rosa. Bersaglio centrato. Lo scheletro che parte da Ginestra (a proposito, è stato tecnicamente ridicolo e mortificante sotto il profilo umano tentare di sacrificarlo a favore di un qualsiasi acchiappafarfalle ancora imberbe) e risalendo lungo la dorsale termina con Gucci, è infatti rimasto tale e quale. E noi siamo convinti da sempre, senza temere smentita, che una base qualitativa del genere ce l’hanno davvero in pochi, anche a livelli superiori. Attorno ai corsari di mille battaglie figureranno elementi già collaudati (in primis Chiacchiarelli e Buongiorno, ma pure Sassaroli, Favo e Marconi, dei quali in effetti bene si conosce il valore) insieme alle diverse giovani promesse arruolate, la cui rispondenza andrà peraltro valutata sul campo.

In definitiva, in mano ad Alessandrini c’è un gruppo coeso, con eccellenze distribuite in maniera equilibrata in tutti i reparti e caratterizzato da una fisionomia di gioco ormai acquisita, certificata dai risultati conseguiti. Come dire che l’Alma, fino a prova contraria la favorita principale per il successo, partirà con un sensibile vantaggio sulle concorrenti, impegnate nella faticosa ricerca del famoso amalgama, che sembra una sciocchezza ma a ben guardare è il dogma essenziale del football. Altro punto a favore è che, perbacco, sarà impossibile trovarsi ancora di fronte una rivale come la Maceratese, che ha praticamente indovinato un terno al lotto. Inutile allora fare i falsi modesti. Si deve prevalere, o quantomeno provare a farlo con tutte le forze, senza perniciosi appagamenti o cali di tensione, a ben guardare i principali nemici sulla strada dei granata. Perché a quell’agognato primo posto stavolta si può davvero arrivare. Anche sfruttando l’onda lunga di quel ‘magic moment’ la cui scintilla si è accesa da mesi e che sta avviluppando in una fiammata di sacra passione l’intero ambiente. Già, più uniti di così si muore. O si vince.

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