Il Jobs Act alimenterà il precariato. L’appello alle istituzioni pesaresi del Partito Comunista d’Italia

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28 luglio 2015

PESARO – “Sono passati 5 mesi dall’entrata in vigore del cosiddetto “Jobs Act” e possiamo ormai tutti constatare la totale inefficacia dei provvedimenti in esso contenuti”. Così, attraverso un comunicato, il Partito Comunista d’Italia Pesaro-Urbino si esprime su un provvedimento che mostra come “I dati sull’occupazione non sono certamente in crescita e anzi – si legge – notiamo addirittura una flessione fortissima in molti settori del manifatturiero. E’ necessario in particolare soffermarci sulle conseguenze disastrose che tali provvedimenti hanno portato e porteranno sui lavoratori. Essi hanno come unico effetto quello di favorire il precariato, dal momento che il cosiddetto contratto a tutele crescenti, non più indeterminato, favorisce il licenziamento del lavoratore senza più il reintegro dello stesso, ma con un risarcimento pecuniario che va da un minimo di 4 mensilità ad un massimo di 24 (2 mensilità all’anno).

Partito Comunista d'Italia

Ciò significa che il “Jobs Act” alimenterà il precariato, e non ha influito minimamente sulle nuove assunzioni: il nuovo contratto ha come unico effetto quello di penalizzare il lavoratore, dal momento che esso può essere tranquillamente licenziato con un pagamento ridicolo di 2 mensilità e con un minimo di 4 senza reintegro (se effettuato prima del raggiungimento dei 12 mesi di servizio).

Anche nel comprensorio pesarese si può facilmente riscontrare come i contratti a tutele crescenti stiano sostituendo il contratto a tempo determinato, ma non c’è alcun effetto sull’aumento delle assunzioni. Il Partito Comunista d’Italia ritiene che l’Amministrazione provinciale, e quelle comunali di città come Pesaro e Fano, debbano occuparsi in maniera urgente e prioritaria del lavoro e della crisi profonda e drammatica del manifatturiero nel nostro territorio. Pochi mesi fa avevamo proposto l’istituzione di uno specifico assessorato al lavoro nei singoli comuni e di una commissione provinciale che seguisse direttamente le situazioni di crisi in atto, ma nulla di tutto questo è stato fatto. Rinnoviamo pertanto tali richieste alle amministrazioni provinciale e comunali competenti.

Nel disinteresse della politica locale, il nostro Partito ha continuamente tenuto alta l’attenzione sul tema, promuovendo attivamente l’organizzazione degli incontri pubblici, tenuti presso il Centro per l’Impiego di Pesaro, dello scorso 14 novembre, dal titolo “Pesaro una provincia precaria: il lavoro che scompare” e quello dell’8 maggio scorso, dal titolo: “Jobs Act: il lavoro senza diritti”.

Il PCd’I ritiene che il problema del lavoro e quello della precarietà debbano essere messi al centro dell’attenzione da parte della Politica nazionale e locale, e non è più tollerabile la latitanza degli enti amministrativi, che hanno come primo compito quello di avere una visione strategica dello sviluppo economico del territorio, mantenendone al tempo stesso la coesione del tessuto sociale. Il Partito Comunista d’Italia continuerà a stare dalla parte delle persone in difficoltà e di tutti i lavoratori e a dare battaglia nei prossimi mesi in tutte le situazioni di crisi della nostra Provincia, anche al fine di rompere l’assordante e sconcertante cappa di silenzio che tutte le altre forze politiche hanno di fatto calato sulla drammatica crisi occupazionale nel nostro territorio”.

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