Palio dei Bracieri “atto quinto”, giovedì si comincia

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28 luglio 2015

PESARO – Nella settimana del conto alla rovescia, Matteo Ricci conferma il giudizio delle origini: «Il Palio dei Bracieri? Una ‘figata’. Anno dopo anno la convinzione si rafforza». Le motivazioni sono elencate nell’ordine: «E’ l’evento simbolo, quello che valorizza più di tutti l’orgoglio di appartenenza alla città. C’è una generazione che dimostra, attraverso l’evento, la volontà di esserci. Ma la manifestazione è anche una grande opportunità per veicolare senso civico e impegno sociale: la collaborazione con Avis e Centro Servizi per il Volontariato testimonia una dimensione valoriale profonda». Insomma: «Il successo del Palio sta nell’abbinare cooperazione e solidarietà al sano senso di identità locale. Attraverso un percorso che dura tutto l’anno, tra riunioni, cene, partite di calcio, allestimenti e momenti di aggregazione».

Da sinistra a destra Daniele Vimini, Thomas Nobili, Lina Rocca, Massimiliano Santini, il sindaco Matteo Ricci ed Enzo Belloni

Da sinistra a destra Daniele Vimini, Thomas Nobili, Lina Rocca, Massimiliano Santini, il sindaco Matteo Ricci ed Enzo Belloni

Sfida. Dopo la premessa, nell’edizione del ritorno della contrada Centro-Mare (contesa tra quattordici compagini: l’appuntamento dal 30 luglio a Rocca Costanza, con finale domenica due agosto, ndr), il sindaco vira sulla strategia generale: «Non c’è mai stata un’estate così bella come quella che stiamo vivendo. Non solo per il caldo, ma anche per la volontà di moltiplicare le occasioni di vivacità. Qualche anno fa Pesaro era molto più morta. Ma il Palio dimostra che una città più viva, dove i giovani hanno più opportunità di aggregazione, è anche migliore. E più attrattiva dal punto di vista turistico. Se investiamo sulla cultura non significa che vogliamo abbandonare il taglio popolare. La sfida, anzi, è tenere insieme iniziative di alto profilo con l’approccio ‘pop’». Sul futuro: «Nei prossimi anni l’obiettivo sarà strutturare meglio la manifestazione. Ma con un paletto fermo: il Palio è dei giovani, non del Comune. Se il Comune se ne appropria, il Palio finisce. Di questo siamo consapevoli».

Format. Dice Massimiliano Santini, l’ideatore: «Siamo al quinto anno, un traguardo impensabile all’inizio. Ce l’abbiamo fatta con l’aiuto della città, dei giovani e dei quartieri. Oltre al consolidato villaggio gastronomico, al cinema all’aperto con le proiezioni dei video e dei corti realizzati dai ragazzi e alle attività dei primi giorni, riempiremo il contenitore Rocca Costanza con le tre serate dei comici di Zelig: Kalabrugovic, Della Noce e Migone. Vogliamo far crescere il Palio anche fuori porta, al di là dei confini provinciali. I premi saranno per il miglior addobbo di quartiere, miglior coreografia, miss Palio, miglior video. Oltre al premio fair play intitolato a Saverio Mancini».

Sociale. Non mancherà anche il riconoscimento dell’Avis al quartiere che dona di più: «Abbiamo visto il Palio come un evento in grado di coinvolgere persone, giovani e famiglie che lavorano insieme tutto l’anno per una comunità che sta bene – evidenzia il presidente Avis comunale Lina Rocca -. Lo stesso obiettivo che hanno i donatori ogni giorno: ci sarà una gara per il quartiere che dona di più (in testa Tre Ponti, nella foto scattata all’inizio dell’anno, ndr). E sabato primo agosto spazio all’incontro con il presidente Avis nazionale Vincenzo Saturni per approfondire i cambiamenti nel settore delle donazioni. Puntiamo ad aumentare il bacino di donatori per affrontare anche le situazioni di emergenza». Tomas Nobili, presidente Csv e speaker dell’evento, sottolinea ancora la valenza sociale: «Il Palio è fatto di volontari. Noi abbiamo progetti importanti, legati alle scuole. Sensibilizzeremo i giovani, perché l’evento è occasione di incontro e amicizia, ma anche opportunità per edificare la coesione». E se l’assessore Enzo Belloni nota che «la risposta nei quartieri è stata anche nei residenti, non solo nei ragazzi. Tutti danno il loro contributo. E’ nato come un gioco: all’inizio molti non ci credevano, è una partita che abbiamo vinto», il vicesindaco Daniele Vimini torna sulla «fusione con il contenitore Rocca: una delle iniziative più immediate di appropriazione, dal punto di vista dei giovani e della città. Stiamo lavorando col demanio per la proprietà del fossato, in modo da programmare attività e investimenti. Importante anche la sinergia con Amat, che ha prodotto un programma artistico di tutto livello».

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