292 giorni di stop non fermano Jack Lucchetti. Vincente in pista e fuori: il pesarese testimonial Mediaset contro l’abbandono degli animali

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29 luglio 2015

MISANO ADRIATICO – Un’apertura di gas violenta in uscita dalla curva 10, la famelica ricerca della scia sul lungo rettilineo, gli scarichi di chi ti precede che si avvicinano sfiorandoti la visiera del casco, il respiro che viene a mancare: poi la decisione e la “cattiveria” che ti inducono ad un sorpasso a più di 230 Km/h all’ingresso del Curvone dove gli occhi si gonfiano ed il cuore si stringe. Ecco le fasi cruciali nelle quali Giacomo Lucchetti ha costruito il suo ennesimo successo. Un successo cercato, voluto ed ottenuto malgrado una lunghissima assenza dai circuiti e nonostante una moto sconosciuta fino al primo turno di prove libere del venerdì mattina.

Giacomo Lucchetti vittorioso sul Circuito di Misano Adriatico

Giacomo Lucchetti vittorioso sul Circuito di Misano Adriatico

“Dopo tutte le problematiche ed i sacrifici sostenuti in questi ultimi mesi, ritrovarmi all’interno del paddock mi ha emozionato come mai prima. 292 giorni (quasi dieci mesi) è durato il mio digiuno da moto: niente pista, niente allenamenti con la moto da cross ma solamente lunghe sedute di jogging su e giù per la “Panoramica” durante le quali pensare e riflettere su come risolvere la situazione. Poi dieci giorni fa la decisione definitiva e le migliaia di chilometri percorsi con il furgone per il trasferimento della moto (presa in affitto) al reparto corse, per il reperimento dei ricambi e per incontrare le persone intenzionate a supportarmi in questa particolare occasione. Vero, in questo anno di transizione io ed il mio staff siamo concentrati a gettare le basi per il mio definitivo passaggio in Superbike nel 2016 ma nonostante ciò desideravo comunque lasciare un segno importante: insomma dare la mia “zampata”. E’ stata una gara difficilissima: ho dovuto innanzitutto ritrovare quegli automatismi che mi mancavano dall’ultima vittoria del Mugello del 05 ottobre scorso e per non incappare in errori stupidi ho subito cercato di inquadrare la situazione”.

Giacomo infatti è quarto alla prima curva dietro allo svizzero Roger Heierli, il compagno di squadra Patrizio Binucci ed il rivale/amico di sempre Jarno Ronzoni.

Giacomo Lucchetti sul podio per la campagna contro le torture sugli animali nei paesi asiatici

Giacomo Lucchetti sul podio per la campagna contro le torture sugli animali nei paesi asiatici

Quando Patrizio ha superato Heierli al secondo giro – racconta – ho capito che era arrivato il momento di darsi una mossa. Lui era velocissimo e fino a metà gara l’ho osservato, studiato e persino ammirato per quanto pennellasse bene le curve poi ho provato un paio d’attacchi infilandolo alla Quercia ma lui non ha mollato ripassandomi in accelerazione fino quando a tre giri dalla fine ho sfruttato al massimo l’uscita dal Tramonto “sbrancando ” il prima possibile la manopola del gas. Con la bava alla bocca ho cercato la sua scia rischiando che i suo scarichi mi sbattessero sui denti poi in completa apnea mi sono buttato dentro il Curvone uscendone in testa. Da lì ho solamente pensato a chiudere tutti i varchi fino alla bandiera a scacchi. Fantastico”.

Giacomo Lucchetti e la cagnolina Matilda sul set dello spot MEDIASET contro l'abbandono

Giacomo Lucchetti e la cagnolina Matilda sul set dello spot MEDIASET contro l’abbandono

Un fine settimana incredibile che oltre alla vittoria, ha visto Giacomo Lucchetti protagonista dello spot Mediaset contro l’abbandono degli animali in onda nel prossimo mese di agosto. Un’altra esperienza meravigliosa per la quale ringrazio davvero di cuore la Direzione Creativa di Mediaset assieme al supporter Bridgestone. “Un progetto – continua – nel cui valore etico e morale credo profondamente ed attraverso il quale spero poter apportare il mio piccolo contributo nella lotta contro il tragico fenomeno dell’abbandono. Ed eccoci ai ringraziamenti. “Non vorrei essere banale ma le prime persone sono il mio babbo e la mia mamma che assieme a me condividono ogni gioia e dolore, poi i miei sponsor senza dei quali nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile ed infine gli amici, quelli veri, sempre vicini e pronti a sacrificare per me il proprio tempo”.

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