Poste, Ricciatti (Sel): “Piano di riorganizzazione non rispetta indicazioni della Camera e Norme UE”

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30 luglio 2015

FANO – “Il piano di riorganizzazione presentato da Poste Italiane non solo non rispetta le indicazioni della Camera, ma rischia di infrangersi anche contro le norme Ue”. A sostenerlo l’on. Lara Ricciatti di Sel, che è tornata nuovamente sulla vicenda, chiedendo ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia di chiarire alcuni punti critici dell’annunciato riavvio del piano di riorganizzazione degli uffici di Poste Italiane, in vista della prossima quotazione in Borsa.
Il 25 giugno scorso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha dato il via libera alla richiesta di Poste di effettuare consegne a giorni alterni e aumenti tariffari; decisione a seguito della quale Poste Italiane ha annunciato che procederà nell’attuazione del Piano Quinquennale di Sviluppo ‘Poste 2020’, sospeso nell’aprile scorso dopo numerose proteste.

L’attuazione del recapito postale a giorni alterni (secondo lo schema bisettimanale, lunedì-mercoledì- venerdì-martedì-giovedì) – secondo quanto autorizzato da Agcom – “avverrà in tre fasi successive che saranno avviate rispettivamente il 1° ottobre 2015, il 1° aprile 2016 e non prima del mese di febbraio 2017. La prima fase coinvolgerà una ristretta fascia di popolazione (pari allo 0,6% della popolazione nazionale) fino al massimo del 25% nella fase conclusiva”.
Una decisione che ha già messo in allerta la Commissione europea, che potrebbe portare alla procedura di infrazione, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters il 25 giugno scorso, in quanto la norma europea permette eccezioni molto limitate per la consegna della posta non quotidianamente. Sino ad oggi la deroga massima consentita è stata applicata alla Grecia con il 6,8% della popolazione coinvolta (contro il 25% della proposta di Poste Italiane), mentre generalmente la deroga si aggira all’1% dei cittadini.

“E’ chiaro che questo aspetto influirà sui piani di Poste, così come la scarsa attenzione verso le esigenze dei territori e le proposte di un percorso condiviso nella riorganizzazione degli uffici – aggiunge Ricciatti -. Lo scorso maggio la Camera ha approvato una mozione di Sel, insieme ad altre dello stesso tenore, dove si impegnava il governo proprio sulla procedura condivisa e sulla tutela massima del servizio universale. Oggi ho presentato una nuova interrogazione per chiedere ai ministri competenti di intervenire, nell’ambito delle rispettive prerogative, affinché il piano di Poste venga riesaminato tenendo conto di tutti questi elementi”.

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