I comunisti pesaresi: “Dopo le leggi su lavoro e scuola, anche nella sanità il governo Renzi rivela il suo vero volto antipopolare”

di 

4 agosto 2015

 

 Partito Comunista d’Italia – Federazione di Pesaro Urbino


La spesa sanitaria italiana è pari al
9,2% del PIL, al di sotto persino della Grecia.
Il
bugiardo Renzi aveva affermato il 16 ottobre 2014 (in quell’occasione aveva ridotto ad una cifra ridicola il Fondo per le non autosufficienze) che il Fondo Sanitario Nazionale sarebbe aumentato nel 2015 e nel 2016, ora invece c’è un taglio di 2,35 miliardi di euro per l’anno in corso e di 10 miliardi nel quinquennio a venire.
Per l’ennesima volta ci dicono che vogliono ridurre gli sprechi, ma sprechi e ruberie restano e invece
si continuano a tagliare i servizi ai cittadini.
Oggi
milioni di italiani non si curano come dovrebbero perchè non possono permetterselo, ma non si parla di tagliare i profitti del settore privato convenzionato, pari a 25 miliardi di euro l’anno. Anzi, l’obiettivo è di aumentare questi guadagni fatti sulla salute dei cittadini, magari introducendo su larga scala le assicurazioni sanitarie, che con un tempismo più che sospetto vengono ultimamente propagandate in televisione: sarà così il reddito a fare la differenza e le fasce sociali più deboli riusciranno sempre meno ad accedere alle cure mediche.
Nelle Marche si accentuerà una situazione che vede una
pletora di dirigenti che lavorano poco e sono pagati molto e un personale medico, infermieristico e ausiliario sempre più ridotto all’osso e costretto a ritmi di lavoro massacranti (da anni ci sono blocco del turnover e dei contratti), gli ospedali vedranno ulteriormente tagliati i posti letto già insufficienti e altri servizi verranno esternalizzati, fatti che servono e serviranno per lucrare illegalmente su appalti e convenzioni e a riciclare qualche politico trombato.
Il Partito Comunista d’Italia ritiene che, anche stavolta, saranno i cittadini a pagare il prezzo più caro, costretti a vagare da una struttura all’altra dove, per quanto detto, non troveranno un servizio adeguato, e a
pagare sempre più di tasca propria rivolgendosi alla sanità privata.

 

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