Sarà una Vuelle “under 25″. Anatomia sottocanestro della prossima Consultinvest

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4 agosto 2015

PESARO – 29 maggio 1990: una data che i tifosi pesaresi over 40 hanno ben impressa nella memoria, perché è quella del secondo scudetto della Scavolini, quello che neanche un allenatore mediocre sarebbe riuscito a perdere data la netta superiorità di quel gruppo di giocatori rispetto al resto della concorrenza, ma sono già passati 25 anni da allora e in questi cinque lustri la Vuelle è passata dalle stelle alle stalle, senza comunque ritornare ai fasti di quei giorni.

ConsultinvestMa cosa c’entra questa data con la Consultinvest 2015-16? Probabilmente niente. Ma è indicativa del nuovo corso che questa Vuelle ha voluto intraprendere, considerando che nel maggio del 1990 nessuno degli attuali componenti della rosa della nuova Consultinvest era ancora nato. Siamo infatti di fronte ad una delle formazioni più giovani della storia biancorossa, composta da un giocatore nato nell’agosto ’90 (McKissic), quattro nati nel ’91 (Shelton, Lacey, Gazzotti e Walker), due nel ’92 (Christon e Ceron), uno del ’94 (Candussi) e uno del ’95 (Basile), nove atleti under 25 – non considerando il decimo della rosa che dovrebbe essere uno juniores – con la grande incognita di chi potrà diventare il leader emotivo e tecnico di una squadra che, per forza di cose, avrà nel suo quintetto all-american il suo punto di forza.

Questa Vuelle sembra una formazione fatta su misura per Semaj Christon, playmaker dalla personalità dirompente, destinato a caricarsi sulle sue possenti spalle i nuovi compagni di squadra – meno talentuosi rispetto alla scelta numero 55 del draft 2014 – ma pronti a mettersi in mostra per lanciarsi verso i quartieri alti del basket che conta, quartieri nei quali questa Vuelle purtroppo non è ancora in grado di ritornare,

Shaquille Mc Kissic (Foto tratta da Usa Today)

Shaquille Mc Kissic (Foto tratta da Usa Today)

finché non riuscirà ad incrementare un budget che rimane uno dei più bassi della categoria e che non le ha permesso neanche quest’estate di poter programmare il futuro, avendo firmato praticamente solo contratti annuali, con le poche eccezioni di Basile (triennale) e Gazzotti (biennale), oltre all’opzione per la stagione successiva proposta a Shelton, con il serio rischio che il prossimo luglio ci ritroveremo di nuovo punto e a capo. Naturalmente vanno valutato i vari casi: Christon ha sempre l’Nba in testa e il rischio che a metà stagione possa far scattare la clausola “Nba escape” è stato uno degli scogli da superare nella compilazione del suo contratto, McKissic è la classica scommessa che se vinta potrebbe essere la lieta sorpresa della stagione, ma che se persa rischia di inguaiare tutto il lavoro svolto fino a questo momento, Walker è un potenziale crack per il nostro campionato, con fisico e mani da Eurolega, ma con un solo vero anno da protagonista alle spalle e la bilancia come nemico numero uno da combattere, Shelton è il classico lungo atipico che ha bisogno di trovare la sua dimensione per esprimersi al meglio e Lacey è una guardia come se ne trovano tante nell’immenso panorama cestistico statunitense, con la speranza che sia più simile ad Elston Tuner rispetto ad Anthony Myles, tanto per citare gli ultimi due americani che hanno ricoperto questo ruolo nella Vuelle.

DJ Shelton in azione

DJ Shelton in azione

Dei cinque nuovi arrivati, non tutti erano le prime scelte nel loro ruolo: con qualche dollaro in più in tasca, i due lunghi sarebbero dovuti essere Shawn Jones e Romero Osby, ma Shelton e soprattutto Walker potrebbero non farli rimpiangere, Christon si è giocato virtualmente il posto con Corey Hawkins, play con forse maggior tasso tecnico, ma dalla minore personalità, McKissic è stato preso dopo la decisione di Levi Randolph di provare a strappare un contratto ai Celtics, mentre Trevor Lacey è stato in cima alla lista dei desideri fin dal mese di giugno, tutti nomi che già tra qualche giorno saranno caduti nel dimenticatoio, ma che è giusto ricordare a mercato concluso, ma siamo veramente sicuri che il mercato biancorosso sia finito? Forse no, perché facendo un po’ i conti in tasca alla Vuelle, dovrebbero essere rimasti in cassa quei 50-60 mila euro da consegnare a Bernardo Musso per convincerlo a scegliere Pesaro invece di Pistoia, ne sapremo di più nei prossimi giorni, per adesso la nuova Consultinvest è andata in porto, se sarà un veliero a quattro alberi in grado di solcare i mari impetuosi del campionato italiano col vento in poppa o un piccolo due alberi sballottato sugli scogli al primo accenno di bora, lo sapremo solo ad ottobre, per ora ci accontentiamo di essere riusciti a mettere in acqua una barca con dieci ragazzotti di belle speranze e un capitano-allenatore con poca esperienza, ma tanta voglia di ben figurare.

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