Strutture antincendio per alberghi, accolta la risoluzione dell’On. Ricciatti

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7 agosto 2015

ANCONA – Accolta la proposta dell’on. Lara Ricciatti (Sel) di rivedere la normativa antincendio per le strutture alberghiere.

La risoluzione in commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati, è stata accolta nell’ultima seduta prima della sospensione estiva e prevede la promozione di un confronto con le rappresentanze delle categorie interessate, insieme alla “realizzazione di uno studio comparato a livello europeo dell’applicazione della normativa antincendio nelle strutture ricettive turistico alberghiere, al fine di valutare l’opportunità di promuovere nelle competenti sedi comunitarie iniziative volte alla riformulazione di una nuova raccomandazione in tema di prevenzione incendi nelle strutture”.

Lara Ricciatti

Lara Ricciatti, deputato di Sel (foto tratta da Facebook)

“Con questo atto di indirizzo abbiamo inteso raccogliere le istanze degli esercenti attività alberghiera ed in particolare l’allarme lanciato da Assohotel-Confesercenti – afferma Ricciatti, prima firmataria della risoluzione di Sel – sulla prossima scadenza del completamento dei lavori di adeguamento alla normativa antincendio che mette a rischio la sopravvivenza di oltre 10.000 imprese alberghiere italiane”.

L’attuale situazione deriva dal fatto che l’Italia, circa vent’anni fa, ha recepito in toto la raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 dicembre 1986 per la protezione antincendio degli alberghi già esistenti. Mentre molti altri Paesi europei hanno recepito la stessa raccomandazione solo per le nuove strutture, permettendo a quelle esistenti di adeguarsi solo in occasione di ristrutturazioni, modifiche o ampliamenti che sono periodicamente necessari, in Italia si è proceduto con una norma che prevedeva l’adeguamento di tutte le strutture esistenti, con oneri economici consistenti e a fronte di una situazione generale più che accettabile, tenuto conto dell’intrinseca sicurezza della stragrande maggioranza dei nostri alberghi, i quali, diversamente da quelli di molti Paesi europei, sono realizzati in muratura e non in legno e non fanno largo uso di moquette o simili.

L’adozione integrale della raccomandazione europea ha comportato un obiettivo ambizioso quanto irraggiungibile, al punto da essere stato sottoposto a continue proroghe per quindici anni, peraltro sempre troppo brevi (al massimo due o tre anni, o di anno in anno) e non idonee a consentire una effettiva programmazione degli investimenti e degli interventi, considerando anche le dilatate tempistiche che gli albergatori devono attendere per le autorizzazioni necessarie ai lavori, senza contare il contrasto in molti casi con le sovrintendenze.

“Una situazione alla quale è necessario porre rimedio per non penalizzare ulteriormente un comparto economico di grande rilevanza per un Paese come il nostro votato al turismo – conclude Ricciatti -, e che ha incontrato il buonsenso del governo nell’accettare l’avvio di un percorso per giungere ad una revisione dell’attuale normativa, valutando anche incentivi economici per le strutture alberghiere”.

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